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Emissioni, studio: i mercati apprezzano le aziende che riducono la CO2

Emissioni

La Lazard ha analizzato i valori azionari e le emissioni di oltre 16.000 aziende tra il 2016 e il 2020

L’analisi delle performance di mercato delle aziende mostra una correlazione tra riduzione delle emissioni e maggiori ricavi sui prezzi delle azioni, un indicatore della fiducia degli investitori. Lazard, un’azienda di consulenza finanziaria, ha analizzato i valori azionari e le emissioni di oltre 16.000 aziende tra il 2016 e il 2020.

PIU’ SI PRODUCONO GAS SERRA PIU’ SONO BASSI I PREZZI DELLE AZIONI

“I dati raccolti finora dimostrano che più un’azienda produce gas serra, più basso è il prezzo delle sue azioni rispetto ai suoi guadagni”, scrivono spiegato su Bloomberg Peter Orszag and Zachery Halem. “È chiaro – hanno spiegato i due analisti – che il mercato azionario sta già premiando le aziende che riducono le emissioni con valutazioni più alte”. Orszag – che ha diretto l’ufficio budget della Casa Bianca sotto la presidenza Obama – è il CEO di Lazard per la consulenza finanziaria, mentre Halem dirige il Lazard Climate Center, che ha diffuso lo studio.

IL NESSO VARIA IN BASE ALLE DIMENSIONI DELL’AZIENDA

Il nesso tra le emissioni di CO2 e l’andamento del mercato varia in base alla dimensione dell’azienda, alla tipologia e al luogo. È più evidente per le grandi compagnie, e questo secondo gli analisti è dovuto a maggiori controlli e normative. “Per le aziende industriali europee con una capitalizzazione di mercato superiore ai 50 miliardi di dollari, il rapporto prezzo-ricavo scende di ben il 18% per ogni aumento del 10% delle emissioni di anidride carbonica”.

Questi “sconti climatici” esistono sia in Europa che negli Stati Uniti, ma sono più pronunciati in Europa, probabilmente a causa del sistema commerciale dell’anidride carbonica e di altri fattori legati alle normative. Nel settore energetico, i valori azionari delle aziende più piccole sia in Europa che negli Stati Uniti sono meno influenzati dalle emissioni rispetto a quelli delle compagnie più grandi. Negli Stati Uniti l’effetto è quattro volte maggiore per le grandi aziende. Una differenza notevole, ma non è niente rispetto alla differenzia di 8 volte tra le piccole e le grandi aziende energetiche europee. Anche in questo caso sembra che l’entità dell’incentivo di mercato a ridurre le emissioni sia influenzata dai rischi climatici, dalle normative dei governi e dalla pressione degli investitori.

Gli analisti prevedono che le valutazioni dei mercati diventeranno sempre più legate alle emissioni di anidride carbonica a seguito dell’aumento dei prezzi della CO2 in Europa e, più in generale, con il fatto che il controllo climatico è sempre più sentito.

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