Sostenibilità

End of Waste, le associazioni di settore chiedono di recepire la direttiva Ue

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È la posizione espressa da Fise Assoambiente, Fise Unicircular, Utilitalia a Assocarta nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla normativa che regola la cessazione della qualifica di rifiuto.

Dare flessibilità e omogeneità nazionale ed europea al sistema dell’end of waste attraverso il recepimento delle direttive europee in materia, garantendo al contempo un rilancio del settore che rischia di bloccarsi. È la richiesta avanzata da Fise Assoambiente, Fise Unicircular e Uitlitalia ascoltato in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla normativa che regola la cessazione della qualifica di rifiuto.

PERROTTA (FISE ASSOAMBIENTE) E FLUTTERO (FISE UNICIRCULAR): RECEPIRE DIRETTIVA UE PER SALVAGUARDARE SETTORE

“L’end of waste è un tema che oggi più che mai sta toccando dal vivo imprese e paese – ha esordito il segretario di Fise Assoambiente Elisabetta Perrotta -. È il presupposto essenziale operativo, dal punto di vista logico e giudico, dell’industria del riciclo. Diverse organizzazioni internazionali hanno evidenziato come il consumo delle materie prime” debba essere più “sostenibile”, supportato “attraverso il riciclo”. “Le imprese del riciclo – ha aggiunto Perrotta – devono essere autorizzate ma una delle parti critiche è stato il blocco” operato dal provvedimento ‘Sblocca-cantieri’ sulle autorizzazioni caso per caso. Per questo – ha concluso – abbiamo allegato una proposta di emendamento condivisa con molte associazioni che porta a sanare il contesto che si è creato a livello nazionale e non solo a livello europeo per le autorizzazioni end of waste ma che salvaguarda anche i processi di riciclo in essere”. Dello stesso tenore l’intervento del presidente di Fise Unicircular Andrea Fluttero che ha riconosciuto due fatti nuovi portati avanti dal dibattito post sentenza del Consiglio di Stato: da un lato “è stato pubblicato il pacchetto di normative europee con il riconoscimento del ruolo delle Regioni ‘caso per caso’ quando non ci sono regolamenti europei o nazionali specifici” e dall’altro la creazione di “un ampio sistema di criteri dettagliati che formano sostanzialmente un pacchetto di linee guida che hanno valenza europea e danno indirizzi molto chiari alle regioni, dando loro uniformità”. “In più abbiamo chiesto di introdurre un registro pubblico affinché tutte la autorizzazioni rilasciate dalle regioni possano essere oggetto di analisi da parte di chi controlla – ha sottolineato Fluttero -. Con questo pezzo il sistema riparte, se non si aggiunge si chiudono gli impianti e migliaia di prodotti riparabili o materie prime seconde andranno in discarica o agli inceneritori, provocando un danno alle aziende ma anche al paese e al green new deal”, ha concluso il presidente.

UTILITALIA: SPOSTARE IL TEMA DALLE AUTORIZZAZIONI AI CONTROLLI

Anche Utilitalia ha chiesto di recepire in un emendamento la direttiva europea sull’end of waste sottoscritto il 25 luglio da oltre 50 associazioni di settore italiane. Secondo Paolo Giacomelli, vice presidente di Assoambiente, intervento anch’esso in commissione Ambiente “l’intervento normativo nello ‘Sblocca-cantieri’ non è stato risolutivo ma regressivo. Di fatto ha bloccato uno degli elementi fondamentali dell’economia circolare, portando al tema avviato dalla provincia di Brescia che ha inviato oltre 120 lettere alle imprese autorizzate dal decreto 5 febbraio 98 per avviare la revoca” delle autorizzazioni stesse. “Per ora un intervento circoscritto ma potrebbe essere disastroso se esteso”. Per questo Utilitalia ha chiestto alla commissione il recepimento “della nuova direttiva europea” attraverso “l’emendamento sottoscritto il 25 luglio con altre 50 associazioni”. Giacomelli ha poi segnalato la necessità di “spostare il tema dalle autorizzazioni ai controlli” senza concentrarsi nemmeno sulle linee guida ministeriali: “Crediamo che le linee guida siano già comprese nella direttiva europea. Poi saranno i soggetti deputati all’autorizzazione caso per caso a utilizzare quei criteri per verificare le condizioni di autorizzazione”, ha concluso il rappresentante di Assoambiente.

ASSOCARTA: FONDAMENTALE LA DIRETTIVA UE

“Al momento siamo in difficoltà perché non riusciamo a portare avanti quei processi produttivi e quelle innovazioni necessarie per recuperare al meglio la carta. Dobbiamo quindi trovare una soluzione legislativa e regolamentare che ci aiuti. In questo senso, c’è una direttiva europea da recepire che ci indica la direzione. Ma abbiamo bisogno che anche la legislazione interna si muova in questa direzione. L’articolo 6 prevede una armonizzazione a tre livelli, europea, nazionale e nel caso del nostro paese regionale. Se non si completano queste caselle ci troveremmo paralizzati”. È la posizione espressa dal presidente di Assocarta Girolamo Marchi nel corso dell’audizione in commissione Ambiente.