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Enel, spinta internazionale traina i conti del semestre: utile ordinario a 3,9 mld. In Italia pesa decreto bollette

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo prevede un utile per azione 2026 nella parte alta della guidance. Gli investimenti tecnici balzano a 5,1 miliardi di euro, focalizzati strategicamente su reti e rinnovabili.

Il Gruppo Enel ha archiviato i primi sei mesi del 2026 con una solida crescita dei principali indicatori economici, sostenuta da una performance d’eccellenza dei mercati esteri che ha saputo bilanciare la contrazione dei margini registrata in Italia. La notizia emerge dal comunicato stampa ufficiale diffuso il 30 luglio 2026, a seguito della riunione del Consiglio di Amministrazione presieduto da Paolo Scaroni, che ha approvato la relazione finanziaria semestrale. I dati evidenziano un utile netto ordinario di 3.929 milioni di euro, in aumento del 2,8% rispetto ai 3.823 milioni dello stesso periodo del 2025, e ricavi stabili a quota 40.919 milioni di euro. L’efficacia della gestione operativa ha permesso di assorbire l’incremento degli oneri finanziari e degli ammortamenti, portando l’utile netto per azione (EPS) a 0,40 euro, con una progressione del 5,3% su base annua.

I RISULTATI ECONOMICI GLOBALI

L’analisi dei conti consolidati rivela una tenuta sostanziale del fatturato, con un incremento dello 0,3% rispetto al primo semestre del 2025. L’EBITDA ordinario si è attestato a 11.838 milioni di euro, segnando un progresso del 3,2% rispetto agli 11.468 milioni dell’anno precedente. Questa dinamica è il risultato di una strategia di portafoglio che ha visto le attività in Spagna e America Latina guidare la crescita, compensando la flessione rilevata nel mercato interno. Il risultato operativo (EBIT) è salito a 7.720 milioni di euro, con un incremento del 7,2%, grazie al miglioramento della gestione industriale che ha superato l’impatto dei maggiori ammortamenti derivanti dall’intenso ciclo di investimenti. Il risultato netto del Gruppo, includendo le componenti straordinarie, è stato pari a 3.743 milioni di euro, risentendo tra le altre cose di un impatto fiscale negativo di circa 68 milioni di euro legato al cosiddetto “Decreto Bollette” in Italia.

LA COMPENSAZIONE TRA ITALIA ED ESTERO

Il mercato italiano ha registrato una riduzione dei ricavi dovuta principalmente ai minori prezzi medi applicati alla clientela residenziale e alle piccole e medie imprese con offerte a prezzo bloccato. A questo si è aggiunta una contrazione dei volumi nel mercato wholesale e in quello a prezzo indicizzato. Tuttavia, Enel Grids ha mostrato una vitalità straordinaria, specialmente in Spagna e Brasile, dove l’incremento dei volumi di energia trasportata e il recupero degli effetti inflattivi nelle tariffe in America Latina hanno spinto l’EBITDA di settore a 4.844 milioni di euro (+10%). Enel Commercial ha registrato un incremento di 195 milioni di euro, trainato dai servizi a valore aggiunto e dalla performance iberica, che hanno attutito la riduzione dei margini in Italia. Sul fronte della generazione, l’aumento della produzione termoelettrica a ciclo combinato ha sopperito alla minore disponibilità della risorsa idrica, mentre Enel Green Power è rimasta stabile grazie ai risultati dello storage in Italia che hanno bilanciato i minori incentivi negli Stati Uniti.

ACCELERAZIONE DEGLI INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE

Nel corso del primo semestre 2026, Enel ha impresso un’accelerazione significativa agli investimenti tecnici, che hanno raggiunto i 5.142 milioni di euro, con un balzo del 13,6% rispetto al 2025. La fetta principale di queste risorse, pari al 69% del totale (3.549 milioni di euro), è stata assorbita da Enel Grids per potenziare la resilienza delle reti di fronte a eventi climatici estremi in Italia, Brasile e Spagna. Il 18% degli investimenti è stato destinato a Enel Green Power (914 milioni di euro), con un focus particolare su nuovi impianti in Italia e Cile. Se si considera anche l’acquisizione del pacchetto clienti di Energía Colectiva S.L. in Spagna da parte di Enel Commercial, l’impegno finanziario complessivo del periodo sale a 5.233 milioni di euro. Tale sforzo è coerente con la visione di un sistema energetico sempre più digitale e decarbonizzato.

LA STRUTTURA FINANZIARIA E IL DEBITO NETTO

L’indebitamento finanziario netto a fine giugno 2026 si è attestato a 61.011 milioni di euro, registrando un incremento del 6,7% rispetto ai 57.182 milioni di fine 2025. Questa variazione è riconducibile al fabbisogno per gli investimenti del periodo, al pagamento dei dividendi per 2.862 milioni di euro e alle operazioni di acquisto di azioni proprie. Sul dato pesano inoltre l’andamento negativo dei tassi di cambio per circa un miliardo di euro e l’impatto del “Decreto Bollette” in Italia, stimato in circa 1.200 milioni di euro. Tuttavia, il Gruppo ha generato flussi di cassa operativi (FFO) ricorrenti per circa 6,1 miliardi di euro. La solidità finanziaria è stata preservata anche attraverso nuove emissioni obbligazionarie ibride perpetue per quasi 2 miliardi di euro. Il rapporto net debt/equity si è mantenuto stabile a 1,23.

EVOLUZIONE STRATEGICA E TARGET AL 2028

Il Piano Strategico 2026-2028 presentato a febbraio delinea una traiettoria di crescita ambiziosa con investimenti totali lordi per 53 miliardi di euro, circa 10 miliardi in più rispetto al piano precedente. Enel punta ad aggiungere 15 GW di capacità rinnovabile, di cui il 75% sarà costituito da eolico e tecnologie programmabili come i sistemi di accumulo a batteria (BESS). “Bisogna velocizzare l’iter autorizzativo, svincolando oltre 150 GW di progetti oggi in attesa di via libera”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo nel corso dell’evento Futuro Capitale, sottolineando l’urgenza di accelerare il permitting. Gli obiettivi al 2028 prevedono un utile netto ordinario per azione tra 0,80 e 0,82 euro, con una crescita media annua del 6%. Per l’esercizio in corso, il Gruppo ha confermato le stime di un EBITDA ordinario tra 23,1 e 23,6 miliardi di euro e un utile ordinario tra 7,1 e 7,3 miliardi.

CORPORATE GOVERNANCE E OPERAZIONI SUL CAPITALE

Il semestre è stato segnato da importanti passaggi societari e finanziari. L’Assemblea degli Azionisti del 12 maggio ha approvato un dividendo complessivo di 0,49 euro per azione e ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, confermando Paolo Scaroni alla presidenza e Flavio Cattaneo nel ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale. È stato inoltre autorizzato un piano di acquisto di azioni proprie fino a 1,5 miliardi di euro, con la finalità di annullarle per offrire una remunerazione aggiuntiva ai soci. Sul fronte del funding, Enel ha collocato con successo Eurobond per 2,5 miliardi di euro e un bond multi-tranche senior negli Stati Uniti per altri 2,5 miliardi di dollari, registrando una domanda complessiva record superiore ai 18 miliardi di euro. Infine, Moody’s ha recentemente migliorato l’Outlook del Gruppo da “Stabile” a “Positivo”, riconoscendo il merito di credito e la solidità della strategia industriale intrapresa.

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