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Energia, tavolo Mise-Arera-Antitrust su salvaguardia utenti in maggior tutela

Arera

Il sottosegretario Crippa: sarebbe opportuno avviare una riflessione sul complesso e crescente fenomeno della morosità dei clienti finali per identificare possibili soluzioni nell’immediato

Un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico con Arera a Antitrust per valutare il servizio di salvaguardia per i clienti domestici – all’interno del regime di maggior tutela – che non si rivolgeranno al mercato libero. Impiegando il tempo intercorrente da qui fino al 1° luglio 2020 per migliorare le condizioni di funzionamento del mercato, ed effettuare il passaggio solo dopo aver concretamente rafforzato gli strumenti di tutela per gli utenti. Ad assicurarlo è stato il sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico Davide Crippa, tornato a parlare della liberalizzazione del mercato elettrico dopo la proroga della Legge sulla Concorrenza durante la risposta a un’interrogazione in commissione Industria al Senato la scorsa settimana nel corso della quale ha chiarito la posizione del governo sul tema su cui è al lavoro anche la Commissione Attività produttive di Montecitorio.

CRIPPA: SU LIBERALIZZAZIONI CONSUMATORI AL CENTRO DEL PROCESSO, AL VIA UN TAVOLO AL MISE CON ARERA E ANTITRUST

Il servizio di salvaguardia per i clienti domestici all’interno del regime di maggior tutela che non si rivolgeranno al mercato libero “sarà oggetto di valutazione nel corso delle attività di un tavolo di confronto attivato dal ministero dello Sviluppo economico con l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM)”, ha detto Crippa sottolineando che “è intenzione del ministero utilizzare il periodo di tempo concesso dalla recente proroga della cessazione del regime di maggior tutela al 1° luglio 2020 per migliorare le condizioni di funzionamento del mercato, al fine di effettuare questo passaggio solo dopo aver concretamente rafforzato gli strumenti di tutela e assicurato condizioni trasparenti nei confronti dei clienti, anche mediante forme di qualificazione del mercato e degli operatori che ne fanno parte, con controlli e sanzioni nei confronti dei comportamenti scorretti. Tale processo, che pone al centro l’interesse dei consumatori – ha aggiunto il sottosegretario -, sarà condotto con un pieno coinvolgimento di tutti i portatori di interessi al fine di pervenire ad ampia condivisione delle scelte”.

SULLA MOROSITÀ DEI CLIENTI FINALI SAREBBE OPPORTUNO AVVIARE UNA RIFLESSIONE PER IDENTIFICARE POSSIBILI SOLUZIONI

Discorso simile anche per il servizio di salvaguardia riservato a quei clienti non domestici, diversi dai clienti aventi diritto alla maggior tutela, che non hanno scelto un fornitore sul mercato libero o che transitoriamente ne sono rimasti privi. “Sulla base delle disposizioni del decreto-legge n. 73 del 2007 il servizio di salvaguardia è stato disciplinato con l’obiettivo di promuovere, da una parte, la concorrenza e una maggiore apertura del mercato, mentre, dall’altra, di offrire adeguate garanzie sia agli esercenti sia agli utenti che ne usufruiscono – ha chiarito Crippa -. Il servizio è finalizzato ad assicurare la fornitura elettrica nell’attesa che i clienti si rivolgano al libero mercato. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 novembre 2007, in attuazione della norma e su proposta dell’Autorità di regolazione, ha stabilito i criteri per l’individuazione delle aree territoriali e per l’esecuzione di procedure concorsuali per la selezione del fornitore in ciascuna area. Il decreto, inoltre, ha individuato il meccanismo di formazione del prezzo che, per incentivare il passaggio al mercato libero, prevede l’applicazione di un sovrapprezzo, il parametro ‘Omega’, al prezzo dell’energia acquistata all’ingrosso. Il valore di tale parametro è stabilito in esito ad una gara in ciascuna area territoriale, nella quale risulta assegnatario il fornitore che offre il prezzo più basso; pertanto tale valore dipende dalle offerte dei venditori di energia elettrica, quindi le differenze tra le varie Regioni non dipendono dalla disponibilità di energia elettrica in una data Regione, bensì dalle dinamiche di mercato locali su cui influisce l’andamento e la diffusione della morosità. Atteso che la salvaguardia interessa numerosi soggetti, tra cui amministrazioni locali con problemi di natura finanziaria che possono incontrare difficoltà a trovare un fornitore sul mercato, questa tematica si intreccia peraltro con il complesso e crescente fenomeno della morosità dei clienti finali – ha ammesso Crippa -, fenomeno su cui sarebbe comunque opportuno avviare una riflessione per identificare possibili soluzioni nell’immediato, nonché eventuali esigenze dei vari attori della filiera”.

IL RINVIO AL 1 LUGLIO 2020 DELLA LIBERALIZZAZIONE

Il via libera all’emendamento che rinvia al 1° luglio 2020 la fine dei prezzi di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas, prevista per il primo luglio 2019 è uno degli effetti della modifica del governo giallo-verde alla legge sulla Concorrenza. Sulla decisione di M5S e Lega aveva inciso proprio il ritardo nel processo di realizzazione della riforma e i dubbi “politici” legati all’opportunità di liberalizzare l’intero comparto per la mancanza di chiarezza sulle offerte e sulla salvaguardia degli utenti senza fornitore al momento dello “switch off”.

SIAMO AL SECONDO RINVIO

Non si tratta del primo rinvio: il servizio di maggior tutela stabilito dall’allora Autorità per l’Energia elettrica il Gas e il Sistema idrico (Aeegsi ora Arera) era stato prorogato grazie al via libera al ddl concorrenza nel 2017, dal 30 giugno 2018 al 1 luglio 2019 dopo la levata di scudi delle associazioni consumatori per i possibili rincari alle bollette e le fibrillazioni interne alla maggioranza Pd. L’ipotesi di un possibile slittamento era stata ventilata già dopo le elezioni politiche del 4 marzo dall’ad di Enel Francesco Storace: “Le probabilità di un rinvio della liberalizzazione del mercato elettrico sono più alte. C’è stato un chiaro vincitore che ha indicato di non considerare adeguata la soluzione trovata”. Un palese riferimento, quello del numero uno dell’azienda elettrica italiana, al Movimento 5 Stelle che aveva manifestato la sua contrarietà alla liberalizzazione già al tempo della conversione in legge del testo sulla Concorrenza: “Lo chiamano libero mercato, ma in realtà è un’ultima, ennesima, stangata per i piccoli consumatori di energia elettrica e di gas”, si leggeva ai tempi sul Blog dei 5 Stelle.

COM’È LA SITUAZIONE DEL MERCATO IN ITALIA

Stando ai dati dell’ultima relazione annuale dell’Autorità per l’energia I primi risultati dell’Indagine annuale mostrano che nel 2017 sono stati venduti, nel mercato di maggior tutela, 50 TWh a circa 21,5 milioni di punti di prelievo (calcolati con il criterio del pro die). Rispetto al 2016, i consumi sono scesi di 2,7 TWh (-5,2%), mentre i punti di prelievo serviti sono diminuiti di 1,9 milioni di unità (-8,1%). Il calo nel numero di punti di prelievo conferma una tendenza in atto da molti anni: il servizio è nato, in via transitoria, al momento della completa apertura del mercato per supportare le famiglie e le piccole imprese che non erano ancora in grado di scegliere un fornitore, e dovrebbe esaurirsi nel tempo, anche in forza di disposizioni in materia. Così, lo scorso anno sono usciti dal servizio di maggior tutela 1,5 milioni di clienti domestici (7,8% del totale) e 0,3 milioni di clienti con altri usi (-9,4%). Nell’ambito dei domestici, la diminuzione dei residenti (1 milione, -6,6%) è proporzionalmente inferiore a quella dei non residenti (0,5 milioni, -11,8%). Il 66,6% dei volumi è stato acquistato dalla clientela domestica (33,5 TWh) che, in termini di numerosità (18,1 milioni di punti di prelievo), rappresenta l’84,3% del totale (sceso complessivamente a 21,5 milioni di punti di prelievo). Nell’ambito dei clienti domestici, i residenti rappresentano il 77,7%dei punti di prelievo e l’88,8% dei consumi. Il 92,4% dei residenti ha un contratto con potenza sino a 3 kW.