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Energia: sul tavolo del Mise il report Arera per superare il regime di tutela

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Stabilito dalla legge sulla concorrenza riguarda il monitoraggio dei mercati al dettaglio

Al 31 dicembre 2017 sono 36.351.500 i punti di prelievo in bassa tensione. Di questi oltre 29 milioni sono i clienti domestici, 6,9 milioni le utenze che rientrano nella categoria “altri usi” e 265.500 quelle pubbliche. È quanto si legge nel report di Arera inviato al ministero dello Sviluppo economico relativo al monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas, tappa fondamentale del percorso disegnato dalla Legge concorrenza n. 124/2017 per il superamento del regime di tutela fissato al 1 luglio 2019. Il contenuto del Rapporto, dopo una prima parte dedicata alla descrizione dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas, secondo quanto stabilito dalla stessa legge, riguarda l’operatività del portale informatico previsto sempre dalla legge concorrenza e già avviato dall’Autorità; il completamento del quadro normativo e regolatorio e l’efficacia degli strumenti necessari a garantire il rispetto delle tempistiche di switching; il completamento del quadro normativo e regolatorio e l’efficacia degli strumenti necessari a garantire il rispetto delle tempistiche di fatturazione e conguaglio secondo quanto previsto dalle direttive; l’operatività del Sistema informatico integrato; il completamento del quadro normativo e regolatorio e il rispetto delle disposizioni dell’Autorità in materia di implementazione del brand unbundling; infine, la tutela delle famiglie in condizioni di disagio economico, nonché l’accrescimento del sistema di vigilanza e di informazione a tutela dei consumatori.

IL MERCATO

Alla fine del 2017 tra i clienti domestici risultavano complessivamente nel mercato libero 11,8 milioni di punti di prelievo, pari al 40,6% contro 17,2 milioni di utenze nel tutelato cioè il 59,4%. Nella tipologia “altri usi” risultano sul mercato libero 3,6 milioni di persone (51,9%) e 3,2 sul mercato tutelato (46,2%). Infine nella tipologia “Pubblica” sono 214 mila gli utenti nel mercato libero (80,7%) contro 24 mila nel tutelato (9,3%). Per un totale di 15,7 milioni di utenze nel “Libero” (43,2%), 91 mila in regime di salvaguardia (0,3%) e 20,5 milioni nel “tutelato” (56,5%).

OPERATIVITÀ DEL PORTALE INFORMATICO

Entro il 1 luglio 2018 dovrà essere realizzata la pubblicazione di tutte le offerte P.L.A.C.E.T. (“Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela”) cioè le offerte di energia elettrica e di gas naturale proposte che i venditori devono formulare e che consistono in offerte facilmente comprensibili e comparabili proposte dai venditori di mercato libero, caratterizzate da condizioni generali di fornitura fissate dall’Autorità, con l’eccezione delle condizioni economiche, i cui livelli sono liberamente definiti tra le parti, sebbene in accordo a una struttura predefinita di corrispettivi. (Le offerte P.L.A.C.E.T. sono limitate alla sola fornitura della commodity, senza contemplare servizi aggiuntivi, né possono essere di tipo dual fuel). Ad oggi i soggetti obbligati corrispondono a 454 per il settore elettrico e a 417 per quello del gas naturale. Entro il 1 settembre 2018 ci deve essere poi la pubblicazione delle offerte di energia elettrica e gas naturale (incluse le dual fuel) rivolte ai clienti domestici e formulate sia dai venditori presenti nel TrovaOfferte alla data del provvedimento sia da quelli che pur non essendo accreditati ne facciano richiesta. Alla data dell’1 febbraio 2018 risultano accreditati al TrovaOfferte 30 venditori, di cui 21 con offerte attive. Alla medesima data, infine, risultano presenti nel TrovaOfferte 81 offerte per la fornitura di energia elettrica, 41 per la fornitura del gas e 10 per fornitura congiunta. Entro l’1 dicembre 2018, è prevista, infine, la pubblicazione di tutte le altre offerte di energia elettrica e di gas naturale e dual fuel rivolte alla generalità dei clienti finali di piccole dimensioni, pubblicizzate o diffuse sui siti internet e/o presso gli sportelli fisici dei venditori, su altri siti internet e sui principali mezzi di informazione con copertura territoriale almeno pari alla regione nonché delle offerte non pubblicizzate con queste modalità, qualora i venditori ne facciano richiesta. Infine ci sarà il caricamento e la pubblicazione nel Portale Offerte di tutte le altre offerte residuali, con tempistiche da definire con provvedimento. Successivamente sarà valutata la possibilità di pubblicare nel Portale anche le offerte rivolte ai prosumer, quelle non tipizzabili come “a prezzo fisso” o “a prezzo variabile” e le offerte commercializzate attraverso specifici canali di vendita (porta a porta, mediante agenzia, ecc.).

GARANTIRE IL RISPETTO DELLE TEMPISTICHE DI SWITCHINGbolletta

In questo caso gli operatori devono assicurare che il cambiamento possa effettuarsi entro tre settimane, come previsto dalle normative Ue, svolgendo in tempo utile le operazioni tecniche necessarie allo switching, ossia le procedure volte a sostituire, nel rapporto con i gestori di rete interessati, rispetto a un punto di prelievo o di riconsegna, al vecchio utente uno nuovo che necessita di dare esecuzione fisica a un nuovo contratto di fornitura concluso dal cliente finale col nuovo fornitore. Sia nel settore elettrico, sia in quello del gas naturale, la richiesta di switching deve essere presentata da parte dell’utente entrante, entro e non oltre il giorno 10 del mese antecedente a quello di decorrenza dello switching medesimo (quindi al massimo 21 giorni, ovvero 3 settimane, prima della data di switching. È previsto, inoltre, che la stessa richiesta di switching costituisca comunicazione di recesso per cambio venditore e che il SII (Sistema informatico integrato) proceda alla notifica al venditore uscente. Tale disposizione è entrata in vigore per il settore elettrico, a partire dal 15 febbraio 2018, mentre, per il settore del gas naturale, acquisterà efficacia contestualmente all’entrata in vigore del processo di switching per il tramite del SII, quindi a partire dal 1 novembre 2018. Nel 2017 ci sono stati un totale di oltre 4,4 milioni di switching (da mercato libero a mercato libero, da tutelato a libero e da libero a tutelato) pari al 12,4%. Nel gas sono state poco più di 1,5 milioni (7,1%).

One comment

  1. 1

    Le PLACET putroppo non sono “facilmente comprensibili”, come dice ARERA, e spesso non sono convenienti.
    Molti operatori hanno quote fisse (il PFIX della delibera 555/2017) di 78 euro e sino a 88 euro contro i 57,79 della Maggior Tutela. Quindi senz’altro non convenienti per chi consuma poco.
    Un utente privato non ha strumenti per verificare la veridicità della cosiddetta “scheda di confrontabilità”: la tabella che indica la spesa annua per alcuni profili di consumo normalizzati.
    Molte schede di confrontabilità parrebbero non allineate alle condizioni economiche (i prezzi a kWh dichiarati dagli operatori). Almeno per le PLACET fisse. In tal caso cosa fa fede? Scheda o condizioni economiche?
    Per le PLACET varabili quale Prezzo Unico Nazionale (PUN) viene utilizzato dagli operatori nella loro scheda? Possibile che non siano tenuti a indicarlo?
    In sintesi: ci vuole ben altro per fare chiarezza e passare al mercato libero serenamente.

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