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Quanto contano eolico, solare e biomasse nel mercato del lavoro europeo. Report Irena

Energie Rinnovabili, Report Irena

“Di fronte a numerose sfide, i posti di lavoro per le energie rinnovabili rimangono resilienti”, ha detto La Camera, dg di Irena

È uscito il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili. Le fonti pulite si scoprono sempre più rilevanti anche per l’apporto al mercato del lavoro. I dati Irena sono stati presentati in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) nel corso del Global Clean Energy Action Forum di Pittsburgh negli Stati Uniti.

IL DOMINIO DELLE ENERGIE RINNOVABILI NEL MERCATO DEL LAVORO

Nel 2021, l’occupazione nel settore delle energie rinnovabili a livello mondiale ha raggiunto 12,7 milioni di unità. Rispetto al 2020, anno della pandemia, il salto registrato è stato di 700.000 nuovi posti di lavoro. L’Ue copre 1,2 milioni di posti del totale.

I DETTAGLI SU SOLARE, EOLICO, BIOMASSE IN EUROPA

Il settore del solare è quello più in crescita, garantendo 4,3 milioni di occupazioni nel 2021. Ad esempio, riguardo il fotovoltaico, l’Unione europea ha aggiunto circa 21,4 GW lo scorso anno. Domina la Polonia con 57.600 impieghi nel settore. Seguono la Germania (51.300 posti di lavoro), la Spagna (31.500), i Paesi Bassi (20.100), l’Ucraina (17.800), la Francia (17.600) e l’Italia (15.000).

Riguardo l’eolico, l’Europa copre il 40% della produzione mondiale e domina nell’export di apparecchi correlati.

Ma più di tutti è quello delle biomasse a dominare. In Europa vale circa 314.000 posti di lavoro, seguita dall’energia eolica a circa 298.000 e 235.000 nell’industria solare. L’importanza di questa fonte è evidente, tanto che garantisce il 60% del totale delle rinnovabili del Vecchio Continente.

IL QUADRO GLOBALE

Allargando lo sguardo, i Paesi del sud-est asiatico diventeranno importanti centri di produzione del solarefotovoltaico (PV) nonché produttori di biocarburanti.

La Cina è il primo paese al mondo per posti di lavoro garantiti nel settore dell’energia solare. Ma non c’è solo Pechino, che comunque continuerà a crescere nella generazione di occupazione anche per quanto riguarda l’eolico offshore.

C’è l’India. Che ha aggiunto oltre 10 gigawatt di fotovoltaico, aumentando gli occupati nel settore. Eppure, continua a rimanere legata all’import di pannelli.

Nelle Americhe, evidenzia ancora Irena, il Messico è il principale fornitore di pale per turbine eoliche. Il Brasile si conferma il principale datore di lavoro nel settore dei biocarburanti, ma sta anche aggiungendo numerosi posti di lavoro nelle installazioni eoliche e solari fotovoltaiche. Gli Stati Uniti stanno iniziando a costruire una base industriale nazionale per il nascente settore dell’eolico offshore.

I COMMENTI SULLA RILEVANZA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, ha dichiarato: “Di fronte a numerose sfide, i posti di lavoro nelle energie rinnovabili si confermano resistenti e hanno dimostrato di essere un motore affidabile per la creazione di occupazione. Il mio consiglio ai governi di tutto il mondo è di perseguire politiche industriali che incoraggino l’espansione di posti di lavoro dignitosi nel settore delle energie rinnovabili sul territorio nazionale”.

Secondo La Camera, “la promozione di una catena di valore nazionale non solo creerà opportunità commerciali e nuovi posti di lavoro per le persone e le comunità locali, ma contribuirà a rafforzare l’affidabilità della catena di approvvigionamento e a una maggiore sicurezza energetica in generale”.

Guy Ryder, dg dell’OIL, ha aggiunto in merito che “esiste una crescente attenzione per la qualità dei posti di lavoro e le condizioni di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, per garantire un’occupazione dignitosa e produttiva. La quota crescente di occupazione femminile suggerisce che le politiche e la formazione dedicate possono migliorare in maniera significativa la partecipazione delle donne alle occupazioni nel settore delle energie rinnovabili, l’inclusione e, in ultima analisi, il raggiungimento di una transizione giusta per tutti”.

L’invito, anche da parte sua, è che “i governi, così come le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, a proseguire nel loro impegno per una transizione energetica sostenibile, indispensabile per il futuro del lavoro”.

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