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Eolico offshore in Italia: la scienza valida il potenziale tra investimenti miliardari e nuovi occupati

Due nuovi studi della Sapienza confermano i benefici economici e sociali delle tecnologie galleggianti nel Mediterraneo. Per sbloccare la filiera servono politiche integrate, formazione e una pianificazione infrastrutturale mirata.

L’eolico offshore italiano esce dal perimetro delle ipotesi teoriche per entrare in quello della validazione scientifica internazionale, fornendo una base di dati certi a un settore finora frenato da incertezze burocratiche e frammentazione normativa. Grazie a due corposi studi commissionati dall’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Energetica della Sapienza Università di Roma, il potenziale energetico dei mari italiani viene oggi certificato da pubblicazioni di alto profilo accademico. Le analisi dimostrano che lo sviluppo delle piattaforme galleggianti non è solo una sfida tecnologica, ma un volano capace di generare miliardi di euro in investimenti e decine di migliaia di posti di lavoro, a patto di adottare una visione strategica che unisca infrastrutture, formazione e una chiara regia politica.

ANALISI SCIENTIFICA E VALIDAZIONE INTERNAZIONALE

Il riconoscimento dell’attendibilità di questi dati arriva direttamente dalla stampa scientifica specializzata. Il primo contributo, intitolato “Floating offshore wind sector development in the Mediterranean: Economic, employment and social analysis“, è stato accolto dalla rivista Elsevier ENERGY, testata posizionata nel primo quartile per rilevanza e dotata di un elevato impact factor. Questo studio si è concentrato sulla quantificazione dei costi nel breve e medio termine e sulla misurazione dei dipendenti equivalenti a tempo pieno (FTE) necessari per sostenere il comparto. Oltre ai numeri puramente economici, l’analisi ha esplorato il delicato tema dell’accettabilità sociale, elemento spesso sottovalutato ma determinante per il successo dei grandi impianti al largo delle coste.

L’IMPULSO ECONOMICO E OCCUPAZIONALE PER IL PAESE

Secondo quanto analizzato nel report pubblicato su ENERGY, il settore dell’eolico offshore galleggiante possiede i requisiti per innescare un elevato valore aggiunto per l’economia nazionale. La ricerca sottolinea come la creazione di decine di migliaia di occupati e l’afflusso di capitali miliardari non siano automatismi, ma obiettivi raggiungibili solo attraverso un’attuazione integrata. I ricercatori chiariscono che questo potenziale richiede una combinazione sinergica di nuovi percorsi formativi per i lavoratori, una pianificazione energetica di lungo periodo e l’adeguamento delle infrastrutture portuali e di rete, passaggi indispensabili per permettere all’Italia di ricoprire un ruolo di primo piano nel bacino del Mediterraneo.

CONFRONTO TECNOLOGICO E PARAMETRI CHIAVE

Una seconda prospettiva tecnica è offerta dal paper pubblicato sulla rivista MDPI Energies, dal titolo “Offshore Wind in the Energy Transition: A Comparative Analysis of Floating and Bottom-Fixed Technologies“. In questo caso, è la fotografia scattata da un’indagine sistematica che mette a confronto le turbine a fondazione fissa con quelle galleggianti. Per garantire un’analisi rigorosa, il quadro tecnico-economico è stato costruito su sei parametri fondamentali: la profondità di installazione, la potenza nominale delle turbine, il fattore di capacità (CF), oltre alle voci di spesa relative a CAPEX (costi di capitale), OPEX (costi operativi) e il costo livellato dell’energia (LCOE). Questo approccio permette di stabilire con precisione in quali contesti marittimi una tecnologia risulti più efficiente dell’altra, offrendo ai decisori politici uno strumento di valutazione oggettivo.

ATTENDIBILITÀ DEI DATI CONTRO LA FRAMMENTAZIONE NORMATIVA

In un panorama spesso dominato da stime e report privi di evidenze metodologiche, ANEV evidenzia come la convalida internazionale di questi studi rappresenti una garanzia di serietà per l’intero sistema energetico. L’Associazione auspica che questi risultati possano servire a cambiare passo, lasciando alle spalle la visione frammentata che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni. “Solo attraverso una visione concreta e realista sarà possibile riavviare una filiera rimasta troppo a lungo in attesa”, sottolineano i promotori dell’iniziativa. La certezza del metodo scientifico applicato dalla Sapienza diventa così il pilastro su cui fondare la nuova pianificazione energetica nazionale, sottraendo il dibattito sull’eolico offshore alla volubilità delle opinioni non supportate da prove tecniche.

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