Energie del futuro

Eolico offshore, perché negli Stati Uniti gli operatori si lamentano

Eolico

Gli operatori dell’eolico offshore negli Stati Uniti si lamentano delle poche risorse e dei ritardi autorizzativi, che limitano lo sviluppo del settore

Orsted A/S è la più grande compagnia energetica della Danimarca e il maggiore sviluppatore di energia eolica offshore al mondo, responsabile del 29 per cento della capacità installata a livello globale.

La società è sembrata recentemente esprimere una certa frustrazione sulle prospettive di sviluppo del settore eolico negli Stati Uniti. Il motivo sono le incertezze nelle autorizzazioni, che – accusa Orsted – causeranno un ritardo nella realizzazione di alcuni progetti.

COSA HA DETTO ORSTED

La direttrice finanziaria di Orsted, Marianne Wiinholt, ha detto che la società si aspettava di ricevere una notifica sulla situazione dei suoi progetti in stato avanzato, “ma non succederà prima delle elezioni. Dobbiamo restare fermi per un periodo”.

Orsted prevede che quattro dei suoi progetti in America, per un totale di 2,8 gigawatt, subiscano un ritardo rispetto ai tempi di costruzione previsti, il 2023 e il 2024. La compagnia ha spiegato che mancano le certezze sui processi autorizzativi.

LA SITUAZIONE NEGLI STATI UNITI

Più in generale, gli operatori dell’eolico offshore negli Stati Uniti si lamentano delle poche risorse disponibili presso il Bureau of Ocean Energy Management, un’agenzia del dipartimento dell’Interno americano, che starebbero limitando lo sviluppo del settore.

Bloomberg precisa però che le decisioni sul finanziamento – o anche sull’assunzione di nuovo personale che gestisca le pratiche arretrate sui progetti eolici – non spettano all’agenzia in questione, ma al Congresso.

Fino ad ora negli Stati Uniti sono state completati solo due piccoli parchi eolici offshore. Ma il Bureau of Ocean Energy Management sarebbe vicino a prendere una decisione finale sul primo, grande progetto eolico offshore nelle acque federali americane. Si tratta del parco Vineyard Wind di Avangrid, da 800 megawatt, vicino al Massachussets.

Avangrid è il ramo nordamericano dell’azienda energetica spagnola Iberdrola. Grazie alla recente acquisizione di PNM Resources (per 8,3 miliardi di dollari), Avangrid diventerà la terza maggiore compagnia di energie rinnovabili negli Stati Uniti.

Vineyard Wind dovrebbe venire approvato prima della fine dell’anno. Visto l’esame minuzioso a cui è stato sottoposto il progetto, principalmente per le sue implicazioni ambientali, ci si aspetta che la sua approvazione possa favorire, rendendola più veloce, anche quella di altri progetti.