Sostenibilità

Eolico, sul parco dell’Adriatico è tutti contro tutti

cina eolico

Il progetto eolico è stato presentato al ministero delle Infrastrutture (di cui ora si sollecita una decisione) da Energia Wind

“In tema di energia è sorprendente quanto sta avvenendo nell’Alto Adriatico. Negli ultimi anni un refrain quasi ossessivo ha promozionato le energie green, rinnovabili. Ecco dunque un progetto innovativo: collocare in mezzo al mare un parco eolico in modo da ricavare energia dal vento. Le associazioni verdi si sono spaccate, una parte saluta con favore che finalmente si proceda sull’energia rinnovabile, un’altra punta il dito su supposti danni al paesaggio marino e ai pesci. Insomma all’ostruzionismo a nucleare, petrolio, carbone c’è chi aggiunge anche quello alle pale. L’obiettivo è un mondo senza energia?”. È quanto si legge su Italia Oggi che si è occupata del parco eolico dell’Adriatico.

AMBIENTALISTI SUL PIEDE DI GUERRA (MA NON TUTTI)

“Il progetto – prosegue il quotidiano – è stato presentato al ministero delle Infrastrutture (di cui ora si sollecita una decisione) da Energia Wind, che collocherebbe le pale a 10 chilometri dalla costa riminese con un investimento di circa un miliardo di euro, 200 posti di lavoro permanenti, la costituzione di aree di tutela per la riproduzione e crescita della fauna ittica attorno all’impianto. La lista Europa Verde (alleata di Stefano Bonaccini alle regionali e con una consigliera eletta) plaude (…) Ma i Verdi sono divisi. Per il Comitato Basta Plastica in Mare: ‘La denominazione ‘parco’ non è altro che un facile espediente di cosmesi pseudo-ambientalista (…) Italia Nostra invita addirittura alla guerriglia: ‘Si tratta di un progetto deleterio, una mostruosità, un bosco di pali che si staglia all’orizzonte del mare, magari frapponendosi al sole che nasce, uno scempio a cui neanche l’immaginazione può dare una risposta capace d’avvicinarsi alla realtà del progetto’”.

NESSUN INQUINAMENTO ACUSTICO

“Un blasonato consulente energetico internazionale, chiamato al capezzale del progetto adriatico, Alex Sorokin, sentenzia: ‘Non si può parlare di inquinamento acustico data la distanza delle pale della costa. Quanto alla fauna, nel mare del Nord nel tempo le fondazioni delle turbine diventano oasi ricche di flora e fauna, proprio come avviene sui relitti, per cui l’effetto sull’ecosistema non è negativo bensì positivo’”, continua il quotidiano.

ISTITUZIONI CONTRO

“È una guerra di tutti contro tutti – si legge sul quotidiano -. Tra i Verdi, ma anche tra istituzioni (Provincia contro Comune) e nel Pd. Il sindaco piddino di Rimini, Andrea Gnassi, guida le truppe anti-pale: ‘Il progetto non va bene. Tante, troppe le criticità sui temi principali del rapporto tra opera e contesto. In primis c’è la questione dell’impatto visivo sul paesaggio naturale che si chiama mare e non polo energetico marino: per il Comune un intervento di questo tipo non può che essere contemplato se non con impatto visivo nullo… Non ci siamo’. Di tutt’altro parere la Provincia di Rimini, guidata dal piddino Riziero Santi: ‘Il Piano per l’energia sostenibile è stato approvato all’unanimità. Abbiamo svolto almeno 16 incontri pubblici, con le associazioni di categoria, i portatori di interessi, i Comuni, gli ordini professionali e così via. Tutto documentato e riportato nel testo delle delibere approvate, che magari bisognerebbe fare la fatica di leggere. Abbiamo lavorato con metodo e competenza, per porre il tema della transizione energetica, tema che oggi, dopo il Covid 19, è ancora più urgente e non rinviabile, se si vuole cambiare per davvero’. Quando era presidente della Regione, Vasco Errani, ieri Pd oggi Leu, sottoscrisse un piano (datato 2006) a favore dell’eolico: ‘Nell’area prospiciente le coste della regione, con particolare riguardo alla costa riminese e ravennate, sono presenti alcune piattaforme Eni per l’estrazione degli idrocarburi e tali piattaforme hanno raccolto un numero cospicuo di dati che indicano la possibilità di sviluppo di progetti industriali di valorizzazione dell’energia eolica’”.

BONACCINI FUORI DALLA BARUFFA

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, cerca di stare fuori dalla baruffa e non parla. Ha mandato avanti il suo assessore al Turismo, Andrea Corsini: ‘Sono perplesso sull’ipotesi di realizzare un parco eolico in mare aperto nell’Adriatico, che è spesso definito un ‘lago’ perché poco profondo, e poi bisognerebbe valutare se l’energia pur rinnovabile prodotta dalla pale eoliche non sia già stata superata da altre nuove tecnologie’. Siamo alle solite. Una grande infrastruttura, un grande progetto rischiano di rimanere al palo più per scelte ideologiche che per altro, infatti nel dibattito non si scorgono proposte di eventuali migliorie al progetto ma solo proclami. Come quello di LegacoopConfcoop-Agci pesca: ‘L’influenza del rilascio della concessione sull’economia ittica sarebbe assolutamente negativa. Non si può sottrarre ulteriore spazio marino alla pesca’. Domanda: l’energia di cui abbiamo bisogno (senza carbone, petrolio, nucleare) da dove arriverà?”, conclude il quotidiano.