Energie del futuro

Le turbine eoliche funzionano anche con ghiaccio e freddo

turbine ghiaccio

In Texas il ghiaccio ha paralizzato le turbine eoliche. Ma gli impianti, con le giuste attrezzature, possono generare energia anche a -30 °C

Le intense nevicate e le temperature molto basse registrate questa settimana in Texas, negli Stati Uniti, hanno – oltre ad aver messo in crisi il sistema elettrico – reso inutilizzabili molte turbine eoliche.

COSA È SUCCESSO IN TEXAS

A causa del ghiaccio e del freddo, circa la metà della capacità eolica dello stato ha smesso di funzionare. La situazione, non esattamente imprevedibile, ha riacceso le discussioni sui rischi connessi all’elettrificazione, ovvero al maggiore utilizzo dell’elettricità per il soddisfacimento del fabbisogno energetico.

Uno studio effettuato da alcuni ricercatori in Svezia, in un sito nell’Artico, ha però dimostrato che, con le giuste attrezzature, le turbine eolico possono continuare a generare energia anche in situazioni di freddo davvero estremo.

L’EOLICO NELL’ARTICO

Gli impianti eolici che si trovano nel circolo polare artico possono operare anche a temperature di -30 gradi Celsius. Molti produttori di turbine – come l’azienda danese Vestas o quella americana General Electric –, poi, offrono versioni dotate di sistemi di mitigazione del ghiaccio e di riscaldamento.

La società elettrica svedese Skelleftea Kraft è stata una delle prime ad aver puntato sulla realizzazione di turbine eoliche in grado di funzionare anche in un clima artico, circa una decina di anni fa.

I PROBLEMI DEL GHIACCIO

Stefan Skarp, a capo della divisione sull’energia eolica di Skelleftea Kraft, ha spiegato a Bloomberg che “il problema con le temperature sotto lo zero e con l’aria umida è che si andrà a formare del ghiaccio sulle turbine eoliche”. Il congelamento provoca un cambiamento nell’aerodinamica delle pale, “che catturano via via sempre meno vento fino a che non ne catturano più”.

Il ghiaccio crea inoltre un contesto pericoloso per gli addetti alla manutenzione degli impianti, che rischiano per esempio di venire colpiti dalle schegge “lanciate” ad alta velocità dalle pale in movimento, oppure di finire sommersi sotto grosse quantità di ghiaccio che potrebbero staccarsi.

I RIMEDI

La formazione del ghiaccio può essere impedita dotando le turbine di un sottile strato di fibra di carbonio riscaldabile. Alcuni sistemi di questo tipo utilizzano, per il riscaldamento, l’aria calda all’interno delle pale. Le turbine eoliche a prova di congelamento sono però più costose di quelle tradizionali (per circa il 5 per cento), e sacrificano una parte dell’output eolico per mantenersi ad una temperatura ottimale.

SOVRAPPREZZO GIUSTIFICATO?

Un sovrapprezzo che, secondo l’analista Aaron Barr della società di consulenza Wood Mackenzie, non sarebbe giustificato per gli operatori attivi in paesi dal clima mite: oltre ai costi maggiori, i sistemi anti-ghiaccio possono influire negativamente sull’efficienza delle turbine.