Scenari

Perché Europa e America discuteranno sul GNL

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L’Europa vuole che gli esportatori di GNL riducano la loro impronta di carbonio. Il tema sarà centrale nelle trattative con gli Stati Uniti

La Commissione europea vorrebbe che gli esportatori di gas naturale liquefatto (GNL) riducessero la propria impronta di carbonio. Con il Green Deal, infatti, l’Unione sta cercando di abbassare le proprie emissioni nette di gas serra – l’obiettivo ultimo è azzerarle entro il 2050 – e di sviluppare tecnologie innovative per la produzione di energia.

Anne-Charlotte Bournoville, vice-direttrice generale della Direzione per l’energia della Commissione europea, ha dichiarato recentemente che “il commercio di GNL e il gas resteranno l’argomento principale della nostra cooperazione con gli Stati Uniti nei prossimi anni” e ha ricordato che “la direzione delle politiche energetiche e climatiche dell’Unione europea” punta verso il raggiungimento della “neutralità climatica” al 2050.

Ma la cooperazione con gli Stati Uniti sul GNL potrebbe non essere troppo semplice. L’amministrazione Trump ha promosso l’esportazione di questo combustibile verso l’Europa per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico del Vecchio continente e ridurne la dipendenza dal gas russo. Non è detto che il presidente eletto Joe Biden si distacchi completamente da questo approccio, sebbene il suo piano per l’energia e il clima sia affine a quello di Bruxelles.

Bisogna tuttavia ricordare che il gas naturale e il GNL, se fino a poco venivano considerati delle fonti cruciali per accompagnare il passaggio dai fossili alle rinnovabili, oggi non lo sono più, dato che i governi hanno fissato obiettivi di medio-termine per la riduzione delle emissioni ancora più ambiziosi.

Molte compagnie energetiche europee, come Shell, Total e Centrica, possiedono contratti a lungo termine per l’acquisto di GNL dalle società americane. Secondo la società di consulenza Kayrros (che si rifà ai dati sulle emissioni pubblicati dall’Agenzia spaziale europea nel 2019), il GNL americano proveniente dal bacino Permiano avrebbe però un’intensità di metano quasi venti volte superiore a quello russo.

Secondo Bloomberg, la questione diventerà un argomento di discussione centrale fra l’Unione europea e gli Stati Uniti. Il mese scorso la Commissione ha peraltro già adottato una strategia per potenziare la misurazione e la verifica delle emissioni di metano.

Per ridurre le emissioni di gas serra provenienti dal settore del gas, l’Unione europea sta vagliando diverse proposte, al momento non note con esattezza. Una misura prevederebbe l’introduzione di “certificati verdi” per i carichi di GNL.