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Fer2, il MASE sblocca gli incentivi 2026: ecco il calendario delle nuove aste

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficializzato le date per l’accesso ai contingenti del decreto FER2. Il piano punta a stimolare biogas, biomasse e tecnologie offshore, definendo le priorità per il sistema produttivo nazionale.

L’Italia accelera sulla strada della sovranità energetica e dell’innovazione tecnologica. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha appena dato il via libera formale al calendario delle procedure competitive per il 2026 per il Fer2.

Con il decreto direttoriale n. 44, firmato il 20 aprile dal Direttore Generale Alessandro Noce, il governo definisce la programmazione temporale e le modalità con cui le imprese potranno accedere agli incentivi per lo sviluppo di impianti da fonti rinnovabili innovative o con costi operativi elevati. La notizia, che attua le previsioni del decreto ministeriale del 19 giugno 2024, segna l’apertura di una stagione di investimenti cruciali per la stabilità della rete elettrica nazionale e per il raggiungimento dei target fissati dal PNRR.

LE NUOVE SFIDE PER IL SISTEMA ENERGETICO NAZIONALE

Il provvedimento si inserisce in una cornice strategica più ampia, dove la transizione ecologica non è solo un obiettivo ambientale ma una necessità di sicurezza nazionale. Il nuovo calendario risponde all’esigenza di superare le barriere d’ingresso per quelle tecnologie che, pur non essendo ancora mature, rappresentano il futuro del mix energetico italiano.

Il Ministero ha operato in stretta sinergia con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per garantire che le procedure siano competitive e allineate alla capacità reale del mercato di presentare progetti solidi. Un passaggio fondamentale riguarda il rispetto degli standard di sostenibilità ambientale più rigorosi, che condizioneranno l’accesso ai fondi pubblici per tutto il biennio 2026-2027.

LE TECNOLOGIE AL CENTRO DELLA TRANSIZIONE

L’attenzione del MASE per l’anno in corso si focalizza su specifici comparti che necessitano di un impulso strutturale per scalare i volumi produttivi. I nuovi bandi riguarderanno una pluralità di fonti, spaziando dal calore geotermico a emissioni nulle fino alle applicazioni più avanzate del solare galleggiante su acque interne.

Anche il settore delle biomasse e del biogas vedrà l’apertura di finestre dedicate, con una particolare attenzione agli impianti di piccola taglia che possono favorire la resilienza dei territori. Sebbene i volumi di potenza siano stati ripartiti per favorire la diversificazione delle fonti, l’accesso a questi contingenti sarà vincolato a requisiti tecnici puntuali che mirano a premiare l’efficienza reale dei siti produttivi.

PROCEDURE E COORDINAMENTO CON IL GSE

Il percorso per l’assegnazione degli incentivi seguirà l’impianto regolatorio già rodato nelle precedenti sessioni, ma con alcuni importanti aggiustamenti operativi. Le gare, che prenderanno il via nel corso della prossima estate, saranno gestite attraverso la piattaforma telematica del GSE, garantendo trasparenza e rapidità nella valutazione delle istanze.

Il decreto prevede inoltre un meccanismo di monitoraggio costante: già entro l’inizio del prossimo anno, il Ministero e il Gestore dovranno definire il calendario per le procedure del 2027, assicurando agli operatori economici quella visibilità di lungo periodo indispensabile per la pianificazione dei grandi investimenti infrastrutturali.

Quali sono le date precise di apertura delle singole finestre e quali sono i volumi di potenza assegnati per ogni categoria tecnologica? Quali requisiti DNSH dovranno soddisfare i progetti per non essere esclusi e come cambieranno i tassi di incentivo per la geotermia e il solare floating?

La notizia completa è visionabile nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito.

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