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Futuro nazionale

Futuro Nazionale sfida i dogmi green: ritorno al nucleare e sovranità energetica nei piani di Vannacci 

Il documento programmatico 2027-2037 punta alla riapertura del gas russo e al salvataggio dei motori termici, bocciando radicalmente il Green Deal europeo e le scadenze del pacchetto Fit for 55. 

Il movimento politico “Futuro Nazionale“, guidato dal Generale Roberto Vannacci, ha presentato il documento “B.I.P. – Base Ideologica e Programmatica”, una roadmap decennale (2027-2037) che punta a ridefinire completamente l’assetto energetico e ambientale dell’Italia.

Al centro della proposta, elaborata dal Responsabile Nazionale del Programma Lorenzo Gasperini, emerge la volontà di riconquistare una piena sovranità fiscale ed economica, sottraendo il Paese a quelli che vengono definiti “diktat burocratici e ideologici” di Bruxelles.

La strategia si fonda sul rifiuto delle scadenze forzate per la transizione ecologica e sulla promozione di un mix energetico diversificato che include il ritorno al nucleare, lo sfruttamento dei giacimenti nazionali e la difesa del settore automotive tradizionale.

I dettagli sono contenuti nelle cento pagine del programma politico del movimento, che individua nell’energia una questione strategica di sicurezza nazionale, denunciando come le politiche europee degli ultimi anni abbiano causato un aumento dei costi per le famiglie e una perdita di competitività per le imprese italiane.

IL RIFIUTO DEL GREEN DEAL E DELLA TRANSIZIONE IDEOLOGICA

Futuro Nazionale esprime una posizione di netta rottura rispetto alle attuali politiche ambientali dell’Unione Europea. Il “Green Deal” e il pacchetto “Fit for 55” vengono descritti come strumenti basati su “dogmi ideologici” che rischiano di desertificare il tessuto industriale del continente.

Il movimento contesta la gestione delle emissioni di carbonio e i vincoli di bilancio che impediscono investimenti produttivi, proponendo invece di utilizzare la flessibilità fiscale per affrontare l’emergenza demografica. Secondo il partito, l’ambiente va tutelato con realismo, evitando divieti punitivi che trasferiscono la produzione e le emissioni in nazioni extra-europee. In questa ottica, viene chiesta una revisione radicale dei trattati europei per ripristinare il primato del bene comune nazionale sulle direttive sovranazionali.

IL RITORNO AL NUCLEARE E LA RIAPERTURA AL GAS RUSSO

Per garantire energia sicura e a basso costo, il programma propone un piano basato sulla neutralità tecnologica e sulla diversificazione degli approvvigionamenti. Un pilastro fondamentale è il ritorno dell’Italia all’energia nucleare, con un focus sui reattori modulari di piccola taglia (SMR) e quelli avanzati (AMR).

Sebbene si prevedano tempi di attuazione di circa vent’anni, la scelta è considerata essenziale per fornire un carico di base costante (firm power) e prezzi prevedibili.

Futuro Nazionale sostiene inoltre la necessità di riaprire i canali commerciali con la Russia per l’acquisto di gas a prezzi vantaggiosi e di potenziare le estrazioni dai giacimenti nazionali, sia a terra che in mare. L’obiettivo è trasformare l’Italia in un hub energetico del Mediterraneo, sfruttando appieno le risorse del sottosuolo e rafforzando la resilienza del sistema.

RINNOVABILI SENZA ONERI E TUTELA DEL SUOLO AGRICOLO

Il movimento non esclude fotovoltaico ed eolico dal paniere energetico, ma ne evidenzia i limiti strutturali legati all’intermittenza e alla dipendenza da filiere extra-europee, specialmente quella cinese. La proposta prevede la rimozione degli incentivi sulle nuove installazioni dalle bollette dei cittadini, favorendo l’autoproduzione e le comunità energetiche solo quando economicamente autosostenibili.

Viene espressa una totale contrarietà all’installazione di pannelli solari su terreni agricoli produttivi, suggerendo invece il posizionamento su tetti, parcheggi e aree industriali già compromesse. Per quanto riguarda l’eolico, il veto riguarda i progetti che deturpano paesaggi non replicabili, suggerendo soluzioni offshore laddove siano paesaggisticamente compatibili.

La priorità assoluta tra le fonti pulite viene assegnata all’idroelettrico, considerato la “rinnovabile programmabile per eccellenza” grazie alla capacità di accumulo tramite pompaggio. Senza dimenticare le biomasse che “devono provenire da filiere locali sostenibili, con impianti ad alta efficienza e limiti emissivi adeguati alle aree critiche”.

AUTOMOTIVE: PLURALITÀ TECNOLOGICA E DIFESA DEI MOTORI TERMICI

Sul fronte dei trasporti, il programma attacca frontalmente l’obbligo europeo di azzeramento dei motori termici entro il 2035. Futuro Nazionale rifiuta quella che definisce “l’ideologia dell’elettrificazione forzata”, sostenendo che la mobilità elettrica non possa essere l’unica via.

Il partito promuove l’adozione dei biocarburanti avanzati (HVO) e dei carburanti sintetici (e-fuels) per preservare la filiera automotive italiana e i veicoli già circolanti. Per il trasporto pesante, marittimo e aereo, il vettore strategico individuato è l’idrogeno, la cui produzione su scala industriale dovrà essere garantita dal carico di base del nuovo nucleare.

Lo Stato dovrà concentrarsi sulla modernizzazione della logistica e del trasporto pubblico senza imporre transizioni economicamente insostenibili per i cittadini e i lavoratori del settore.

EFFICIENZA EDILIZIA E PIANO NAZIONALE DELL’ACQUA

L’efficienza energetica viene indicata come il primo pilastro della sicurezza nazionale, partendo dal presupposto che “la prima forma di energia è quella che non si consuma”.

Il movimento propone un piano strutturale per intervenire su almeno tre milioni di abitazioni, partendo dagli edifici più energivori, ma rifiuta ogni forma di sanzione o obbligo uniforme che possa trasformarsi in una “tassa patrimoniale occulta” sulla casa.

In ambito agricolo e industriale, viene lanciato il “Piano Nazionale dell’Acqua” per la costruzione di nuovi invasi e dighe multifunzionali, finalizzati sia all’irrigazione che alla produzione idroelettrica.

L’acqua non deve essere gestita come un’emergenza, ma come un’infrastruttura strategica nazionale, semplificando la burocrazia e unificando le competenze oggi frammentate tra troppi ministeri.

IL PROGRAMMA DI FUTURO NAZIONALE

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