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Gas, la nuova resilienza globale: perché lo shock di Hormuz fa meno paura della crisi del 2022

Il rapporto Snam-IGU rivela come gli investimenti in GNL e stoccaggi abbiano evitato il collasso dei mercati. Prezzi stabili intorno ai 60 euro, lontani dai picchi record registrati quattro anni fa.

Il sistema energetico mondiale sta dimostrando una capacità di adattamento senza precedenti di fronte alle turbolenze geopolitiche. Nonostante la crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 abbia sottratto al mercato circa il 20% dell’offerta globale di gas naturale liquefatto (GNL), l’impatto sui prezzi e sugli approvvigionamenti è rimasto contenuto grazie a una rete di infrastrutture e stoccaggi decisamente più solida rispetto al passato. Se nel 2022 l’invasione russa dell’Ucraina aveva spinto le quotazioni al TTF oltre i 220 euro/MWh, oggi lo scossone mediorientale si è fermato a una quota prossima ai 60 euro.

Questa accresciuta resilienza è il risultato diretto di una strategia globale di diversificazione e investimenti massicci in capacità di liquefazione e rigassificazione che ha trasformato il gas in una leva strategica per la stabilità del sistema. È quanto emerge dal Global Gas Report 2026, lo studio annuale realizzato da Snam in collaborazione con l’International Gas Union (IGU), che fotografa lo stato di salute di un comparto che ha chiuso il 2025 con una domanda record di 4.202 miliardi di metri cubi.

L’EFFETTO DEGLI INVESTIMENTI SULLA TENUTA DEI PREZZI

Oggi il timore per un prezzo del gas sopra i 60 euro è comprensibile, ma l’analisi storica suggerisce una lettura diversa: scossoni di questa portata, in passato, hanno generato crisi di gran lunga più violente. La differenza risiede negli investimenti in capacità di liquefazione, trasporto, rigassificazione e stoccaggio che, a livello globale e non solo italiano, hanno finalmente sortito i loro effetti.

Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, sottolinea come la sicurezza energetica non sia un evento fortuito: “La sicurezza energetica non può essere data per scontata. Negli ultimi quattro anni il sistema ha dimostrato una notevole capacità di tenuta non per caso, ma grazie alla flessibilità e alla diversificazione costruite attraverso anni di investimenti. In questo contesto, il gas naturale continua a svolgere un ruolo fondamentale, contribuendo all’equilibrio del sistema quando le fonti rinnovabili non sono disponibili”.

UN 2025 DA RECORD PER DOMANDA E PRODUZIONE

Il 2025 è stato un anno di espansione per tutte le regioni del mondo, fatta eccezione per l’Oceania. La crescita della domanda, pari all’1,7% su base annua, è stata trainata principalmente dall’Asia (+25 miliardi di metri cubi) e dal Medio Oriente. Sul fronte dell’offerta, la produzione globale ha toccato il massimo storico di 4.147 miliardi di metri cubi. In questo scacchiere, il Nord America ha giocato un ruolo egemone, fornendo 54 miliardi di metri cubi di nuova offerta.

Gli Stati Uniti, in particolare, hanno consolidato la loro posizione superando la Russia come principale esportatore netto mondiale, coprendo ormai oltre la metà delle importazioni europee di GNL. I dati confermano che la generazione elettrica resta il primo settore di consumo, pesando per il 34% sulla domanda totale, mentre il comparto dei trasporti si distingue per essere quello con il tasso di crescita più rapido.

I NUOVI MOTORI DEL CONSUMO: AI E CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il panorama energetico sta affrontando nuove pressioni strutturali che rendono la pianificazione più complessa. L’esplosione dei data center, alimentata dall’intelligenza artificiale, ha portato la capacità globale a 141 GW alla fine del 2025. Entro il 2030, la pipeline di progetti potrebbe superare i 500 GW.

A questo si aggiunge l’impatto dei cambiamenti climatici: le ondate di calore sempre più frequenti aumentano il fabbisogno di raffrescamento, creando picchi di domanda elettrica improvvisi, come dimostrato dal record di 271 GW raggiunto in India nel maggio 2026. In questo scenario di volatilità, il gas naturale e il GNL si confermano strumenti indispensabili per garantire la flessibilità necessaria a bilanciare la rete nei momenti di massima sollecitazione.

L’INNOVAZIONE COME LEVA PER LA DECARBONIZZAZIONE

L’industria del gas sta evolvendo rapidamente anche verso la sostenibilità. Nel 2025, la spesa globale in soluzioni digitali e IA nel settore upstream ha toccato i 25 miliardi di dollari, favorendo l’adozione di infrastrutture modulari e il monitoraggio delle emissioni di metano. Parallelamente, cresce il mercato dei gas a basse emissioni: la produzione di biometano è aumentata del 15% nel 2025 e si prevede che quadruplicherà entro la fine del decennio rispetto ai livelli del 2020.

Anche le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) stanno guadagnando terreno, con una capacità operativa salita a 74 milioni di tonnellate annue. Mel Ydreos, Segretario Generale dell’IGU, chiarisce che “la resilienza è il frutto di investimenti e capacità di adattamento. La questione non riguarda più soltanto quanta energia sarà necessaria, ma se saremo in grado di disporre di fonti affidabili, accessibili e sempre più a basse emissioni nel momento e nel luogo in cui servirà”.

VERSO UN’INTEGRAZIONE TRA MOLECOLE ED ELETTRONI

Il futuro dell’energia, secondo i vertici di Snam, non deve essere visto come una competizione tra fonti diverse, ma come un’armonia di sistemi. Agostino Scornajenchi invita a un cambio di prospettiva: “È giunto il momento di passare dal concetto di transizione energetica, intesa come sostituzione progressiva di diverse fonti, a quello di integrazione energetica, in cui molecole ed elettroni collaborano per realizzare il sistema energetico più affidabile, sostenibile ed efficiente dal punto di vista dei costi”.

In vista dei mesi invernali, l’invito rivolto ai Paesi europei è quello di accelerare il riempimento degli stoccaggi, poiché la sicurezza energetica non si costruisce durante l’emergenza, ma si prepara con scelte lungimiranti e infrastrutture pronte ad assorbire scosse inattese senza compromettere la competitività economica di famiglie e imprese.

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