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Gas, l’Algeria tra nuovi investimenti e rinnovi

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Quasi tutti rinnovati i contratti di fornitura gas con le major internazionali: all’appello mancano solo Edison e Total

All’appello mancando ancora Edison e Total per i rinnovi dei contratti di fornitura gas con l’Algeria. Tutte le altri grandi compagnie petrolifere hanno già siglato accordi con il paese nordafricano anche se con tagli sostanziosi. La domanda che si pone un paper dell‘Oxford Institute for Energy Studies è però se le ultime due major rimaste chiuderanno la partita oppure no.

COSPICUI TAGLI ALLE FORNITURE NEGLI ULTIMI RINNOVI

Edison importa 2 mld di metri cubi l’anno e l’accordo con Algeri scadrà a fine anno. Per Total l’intesa riguarda il Gnl e scadrà invece il prossimo anno. La domanda che si pone l’autore del paper Mostefa Ouki nasce dai recenti rinnovi siglati con Sonatrach, che hanno confermato tutti cospicue riduzioni: Eni è scesa da 16 a 9 miliardi di metri cubi per circa un decennio, Enel da 6-7 a 3 miliardi di metri cubi. La spagnola Naturgy si è fermata a 8, la turca Botas a 5 e la portoghese Galp a 2,5.

NEL 2020 ARRIVA TAP

La ragione della domanda è molto semplice. Nel 2020 si concluderanno i lavori per il Tap dal quale fluirà gas proveniente dal giacimento di Shah Deniz in Azerbaigian che rifornirà principalmente Edison ed Enel. Per questo, afferma Ouki nel paper, è probabile che se vi sarà accordo con le ultime due compagnie petrolifera, sarà sicuramente a quantità e tempi ridotti rispetto al passato.

CONTRATTI CON PREZZI HUB E MAGGIORE FLESSIBILITÀ

Come si sia arrivati a siglare i rinnovi dei contratti di fornitura lo ha spiegato Economist Petroleum sottolineando che sono stati fatti seguendo l’esempio di Russia e Norvegia, vale a dire inserendo clausole basate sui prezzi degli hub e non sui valori del petrolio e garantendo maggiore flessibilità. “L’evoluzione dei prezzi basati su hub ha portato alla volatilità e, in ultima analisi, a prezzi più bassi”, ha però dichiarato Fatma Zohra Cherfi-Talantikite, viceministro dell’energia in Algeria, alla conferenza Gastech di Houston a settembre secondo quanto riferito da Economist Petroleum. “Ciò potrebbe ostacolare lo sviluppo di nuove forniture di gas”, ha ammesso, aggiungendo che l’Algeria ha parlato con i partner del Forum dei paesi esportatori di gas e del Forum internazionale sull’energia per risolvere questo problema.

RIMANE LA REGOLA “49/51”

Il governo, intanto, ha deciso di confermare la regola di investimento “49/51” nel settore degli idrocarburi, il che significa che l’Algeria deve detenere almeno il 51 per cento delle quote in qualsiasi progetto di investimento con un partner energetico straniero, a condizione che la quota del partner straniero non superi il 49 per cento. Le compagnie straniere hanno criticato questa regola, affermando che avvantaggia il gruppo statale Sonatrach a spese dei partner stranieri. Il governo, tuttavia, ha affermato che il nuovo progetto di legge mira a fornire incentivi agli investimenti stranieri nel settore degli idrocarburi a lungo termine, senza compromettere gli interessi nazionali.

EXPORTAZIONI DI GAS A QUOTA 51,4 MLD DI MC NEL 2018

Le esportazioni di gas dal paese sono scese nel 2018, raggiungendo quota 51,4 mld di mc (64 mld nel 2005), il 74% tramite gasdotto e il 26% via Gnl. I due terzi dell’export hanno raggiunto Spagna e Italia. Le stime parlano che circa il 35-40% dei ricavi realizzati dall’Algeria negli idrocarburi, in totale 40 miliardi di dollari, vengano solo dal gas.