L’Italia si conferma tra i primi cinque Paesi dell’Unione per volumi immessi nel sistema energetico nazionale.
Secondo il nuovo report di ENTSOG, l’infrastruttura esistente è pronta a guidare la transizione verso il traguardo dei 35 miliardi di metri cubi al 2030.
L’Europa ha impresso un’accelerazione decisa alla sua strategia di decarbonizzazione, e i risultati iniziano a farsi visibili nelle condotte del Continente. Secondo l’ultimo rapporto ufficiale di ENTSOG, le iniezioni di gas rinnovabili hanno segnato una crescita a doppia cifra nel biennio 2023-2025, raggiungendo volumi che iniziano a pesare concretamente nel mix energetico dell’Unione. Non si tratta solo di una questione di produzione, ma di una rivoluzione silenziosa che coinvolge la capacità della rete esistente di trasformarsi in un vettore flessibile per biometano e idrogeno.
L’ITALIA E IL DOMINIO DEI “BIG FIVE”
La fotografia scattata a livello comunitario rivela una polarizzazione netta: un ristretto gruppo di cinque nazioni, tra cui spicca l’Italia con una performance di crescita tra le più solide, controlla oggi la quasi totalità del mercato delle iniezioni. Ma quali sono i motori che hanno permesso a Roma di scalare le classifiche europee e quali sono le nuove barriere normative che Bruxelles sta erigendo attorno ai gas “low-carbon”?
LA SFIDA TECNOLOGICA: DALLE CAMPAGNE ALL’ALTA PRESSIONE
Il cuore della transizione risiede in soluzioni tecniche d’avanguardia che permettono anche ai piccoli produttori locali di raggiungere la rete nazionale. Il meccanismo del “flusso inverso” e le nuove condotte di raccolta stanno cambiando radicalmente la geografia del settore, rendendo possibile l’immissione di gas pulito a pressioni elevatissime. Un progresso fondamentale per traguardare gli ambiziosi obiettivi del piano REPowerEU, che fissa l’asticella a 35 miliardi di metri cubi entro la fine del decennio.
La notizia completa è visionabile nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito per scoprire nel dettaglio tutti i dati nazione per nazione, i nuovi schemi di incentivo che stanno trainando l’Italia, le specifiche tecniche degli impianti di “reverse flow” e l’analisi completa sulle esclusioni dei gas a basso tenore di carbonio dal perimetro legale europeo.

