Il metano torna ai livelli che non si vedevano dal 2022 mentre l’Europa entra nella stagione fredda con scorte più basse del passato. L’Italia è più avanti sugli stoccaggi, ma paga ancora il differenziale tra Psv e Ttf e un’elettricità all’ingrosso oltre 200 euro/MWh. Sul tavolo restano decreto Bollette, sicurezza degli approvvigionamenti, rinnovabili e Ppa
L’industria europea torna sotto pressione per il nuovo rialzo del gas, con le quotazioni del metano in salita da 30 a 80 dollari, mentre le scorte si avvicinano alla stagione fredda a livelli particolarmente bassi; in Italia, inoltre, l’elettricità all’ingrosso resta sopra i 200 euro al megawattora. La repubblica collega la nuova fase alle tensioni in Medio Oriente e al blocco dei flussi di GNL dal Qatar. Per le imprese energivore il problema è soprattutto il costo della produzione. Aldo Chiarini, presidente di Gas Intensive, il consorzio che riunisce aziende di settori come carta, ceramica, vetro e metalli, afferma: «Sono prezzi insostenibili, per noi significano un raddoppio dei costi di produzione, con il solito extra rispetto al resto d’Europa e al resto del mondo».
STOCCAGGI E SICUREZZA
I dati più recenti di Gas Infrastructure Intensive, aggiornati a domenica 13 settembre 2026, indicano stoccaggi al 68,04% nell’Unione europea, all’84,4% in Italia e al 55,6% in Germania. Il dato italiano resta quindi nettamente superiore a quello tedesco, mentre la Commissione Europea continua a considerare l’80% un livello sufficiente per la sicurezza delle forniture in vista dell’inverno. Anche il Gas Market Report, Q3-2026 dell’Iea segnala la pressione sui flussi: tra marzo e giugno i carichi di GNL di Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono diminuiti di 35 miliardi di metri cubi su base annua. Nel quadro europeo, Massimo Beccarello, professore di Economia alla Bicocca, osserva: «Eventuali rischi in un Paese come la Germania pesano poi in termini di prezzo su tutti gli altri» e aggiunge: «La sicurezza andrebbe gestita con una strategia unica, non come la somma di 27 politiche di sicurezza».
DECRETO BOLLETTE E DIVARIO PSV-TTF
Sul mercato italiano resta aperto il nodo del differenziale tra Psv e Ttf e dell’attuazione delle misure contenute nel decreto Bollette. Arera, con la consultazione del giovedì 25 giugno 2026, ha avviato il procedimento per l’attuazione delle disposizioni relative al rimborso ai produttori termoelettrici previsto dal decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21. Nel frattempo, la misura destinata ad azzerare lo spread Psv-Ttf resta al centro del confronto con Eurogas, che ha sollevato obiezioni sulle possibili distorsioni del mercato. Il tema era già emerso quando Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria con delega all’energia, aveva sollecitato Arera ad attuare le misure previste e a intervenire sul differenziale tra i due hub.
RINNOVABILI, PPA E AREE IDONEE
L’altra partita riguarda il costo dell’elettricità e il ruolo delle rinnovabili. Giorgio Boneschi, direttore generale di Elettricità Futura, sostiene: «Oggi le rinnovabili sono l’unica fonte disponibile in grado di garantire autonomia all’Italia e abbassare i prezzi». La proposta indicata è accelerare le autorizzazioni e utilizzare i Ppa, cioè accordi diretti di medio e lungo periodo con le imprese, per trasferire ai consumatori industriali i benefici di costi più bassi e maggiore stabilità. Il problema resta l’attuazione: la piattaforma destinata a favorire i Ppa viene indicata dalla fonte come un’altra misura ancora incompiuta del decreto Bollette, mentre il ritmo di installazione delle rinnovabili continua a risentire del confronto sulle Aree idonee.

