Scenari

Il 2019 di Gazprom zeppo di novità nel gas

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Dal Nord Stream 2 al Turkish Stream fino a Power of Siberia si preannuncia un anno all’insegna del record per il colosso russo

Molte le novità in programma nel 2019 di Gazprom a partire dal completamento di Nord Stream 2 e Turkish Stream che dovrebbero giungere a fine anno e di Power of Siberia che invece nel corso dei prossimi mesi dovrebbe già cominciare a spedire gas russo in Cina. Ma probabilmente il 2019 del colosso energetico russo potrebbe non essere all’altezza del 2018 visto che l’anno si chiuderà con 200 miliardi di metri cubi di forniture totali e che l’Europa dovrebbe assorbire, proprio dal 2019, più forniture di Gnl.

GAZPROM NON HA BADATO A SPESE NELLO SVILUPPO DEI TRE NUOVI GASDOTTI

gazpromGazprom è molto concentrata sui suoi nuovi progetti e con le previsioni di un mercato globale della Gnl in riduzione nei primi anni del decennio 2020 è probabile che il combustibile russo possa aumentare nuovamente le forniture anche sui mercati del vecchio Continente. Gazprom non ha badato a spese nello sviluppo di Nord Stream 2 da 55 miliardi di mc/anno, il collegamento TurkStream da 31,5 mld di mc/anno e Power of Siberia da 38 mld di mc/anno. L’altro grande appuntamento in agenda riguarda la fine dell’accordo decennale sul transito in Ucraina.

ROTTA DI TRANSITO UCRAINA ANCORA FONDAMENTALE PER GAZPROM

Anche se Nord Stream 2 e TurkStream dovrebbero essere avviati in tempo – e ci sono alcuni dubbi al riguardo, specialmente per il primo – Gazprom dovrà comunque far transitare gas attraverso l’Ucraina. Per diverse ragioni: una riguarda il fatto che nei giorni di picco della domanda, semplicemente non ci sarà sufficiente capacità senza la rotta ucraina. Nord Stream 1 e 2 (300 milioni di m3/g), la rotta attraverso la Bielorussia (90 milioni di m3/g), TurkStream (85 milioni di m3/g) e Blue Stream (45 milioni di m3/g) danno a Gazprom solo 520 milioni di m3/g complessivi. La metà della capacità di TurkStream è destinata al mercato turco, mentre l’altra metà è destinata a collegarsi alle infrastrutture di gasdotti esistenti o di nuova costruzione nell’Europa sudorientale. Al culmine dell’ondata di freddo dell’Est che ha coperto gran parte dell’Europa nel marzo 2018, Gazprom ha consegnato 710,2 milioni di mc in Europa e Turchia. Si stima che circa 100 milioni di mc di tale volume siano stati forniti da un deposito di proprietà di Gazprom in Europa, che ha rilasciato 600 milioni di mc/g nel flusso fisico del gasdotto, circa 80 milioni di mc/g al di sotto della capacità totale senza l’Ucraina.

L’UCRAINA RIMANE UN NODO CHIAVE PER LE FORNITURE DI GAS ALL’EUROPA

Gazprom Export ha dichiarato di considerare la rotta ucraina come una linea di riserva per quando la domanda in Europa è più alta. Tuttavia, al momento, ci sono alcune parti d’Europa che sarebbe quasi impossibile raggiungere se non attraverso Kiev. La Moldavia, la Romania e la Bulgaria, ad esempio, si troverebbero in grave difficoltà senza l’entrata in servizio di TurkStream e l’aggiunta di nuove capacità in Bulgaria. In poche parole, quindi, l’Ucraina rimane un nodo chiave per lo smistamento del gas europeo e vuole mantenere la sua funzione di transito il più a lungo possibile. Ucraina

RELAZIONI MOSCA-KIEV AL MINIMO STORICO

Le relazioni tra Mosca e Kiev sono tutt’altro che armoniose: l’ultimo contrasto nato dalla vicenda nello stretto di Kerch ha acuito le tensioni già ampiamente manifestatesi con l’annessione della Crimea nel 2014. Gazprom, inoltre, si è mostrata riluttante nell’impegnarsi in colloqui con l’Ucraina intermediati dalla Commissione europea: infatti non sono previsti negoziati fino all’inizio del 2019. Inoltre le stesse Gazprom e Naftogaz rimangono coinvolte in una disputa arbitrale con i russi che hanno perso il primo round da 2,6 miliardi di dollari contro gli ucraini. Tuttavia sembra altamente improbabile che il transito di gas russo attraverso l’Ucraina possa cessare il 31 dicembre 2019.

IN CINA POWER OF SIBERIA IN DIRITTURA DI ARRIVO

Di tutt’altro tenore è la situazione sul versante cinese dove entro il 2019 dovrebbero partire i flussi di combustibile di Power of Siberia verso la Cina. La linea di 2.200 km sarà inizialmente riempita con il gas proveniente dal gigantesco campo di Chayandinskoye prima che il gas proveniente dal campo di Kovykta venga aggiunto alla fornitura. Gazprom prevede di iniziare le esportazioni di gas verso la Cina ad un livello di circa 5 miliardi di mc/anno nel primo anno di attività. Nel secondo anno di attività – il 2021 – le forniture dovrebbero raggiungere i 10 miliardi di metri cubi prima di raggiungere il picco finale nel 2022-23. La Russia ha anche in programma di inviare altri 30 miliardi di metri cubi all’anno attraverso una rotta occidentale verso la Cina in futuro, e si prevede che i colloqui riprenderanno ai massimi livelli nel prossimo futuro.