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Gazprom non molla la presa in Europa sul gas

Gazprom

L’obiettivo di Gazprom è quello di continuare a esportare 200 miliardi di metri cubi all’anno in Europa e in Turchia nel corso del prossimo decennio

Gazprom non intende mollare di un centimetro il ricco mercato europeo del gas. E anzi ha deciso di rilanciare ponendosi l’ambizioso obiettivo di continuare a esportare 200 miliardi di metri cubi all’anno in Europa e in Turchia nel corso del prossimo decennio, mantenendo una quota di mercato del 35%.

NEL 2019 LEGGERO CALO DELLE FORNITURE DI GAS RISPETTO AL 2018

Nel corso di una presentazione agli investitori, riportata da S&P Global Platts, i vertici dell’azienda russa hanno evidenziato come le forniture verso l’estero – e segnatamente a Europa e Turchia meno i paesi dell’ex Unione Sovietica – hanno raggiunto lo scorso anno i 199,3 miliardi di metri cubi, in leggero calo rispetto al record di 201,4 miliardi di metri cubi di gas del 2018.

Nel corso dell’evento, Gazprom ha dichiarato che l’azienda ha “mantenuto la sua posizione di primo piano” sul mercato europeo nel 2019 – conquistando una quota di mercato del 36% – nonostante l’aumento delle forniture di Gnl verso l’Europa.

DIFESA CON SUCCESSO LA QUOTA DI MERCATO

“L’azienda ha difeso con successo la sua quota di mercato nonostante i fondamentali ribassisti e la politica energetica europea che enfatizza la diversificazione delle importazioni di gas”, hanno ammesso i russi che a proposito di import di Gnl hanno spiegato che il gas liquefatto ha rappresentato il 21% della quota di mercato europeo, con un aumento delle forniture di 47 miliardi di metri cubi l’anno scorso.

CONDIZIONI SFAVOREVOLI SUI PREZZI DEL GAS

Su questo punto però, Gazprom ha chiarito che i progetti di Gnl potrebbero essere influenzati nel 2020 da “condizioni economiche sfavorevoli”, in primis i prezzi globali ai minimi da 10 anni in inverno, con i prezzi del gas liquefatto per le consegne dalla costa atlantica che “non coprono nemmeno i costi marginali a breve termine”. Una situazione che fa dire alla compagnia russa che “nel 2020, la quota di capacità di liquefazione non utilizzata dovrebbe aumentare”.

PREZZI GAZPROM IN CALO

Per quanto riguarda i prezzi, Gazprom si è detta soddisfatta perché lo scorso anno ha tenuto un livello “resiliente” e sovrapreformante rispetto agli hub europei. Il prezzo medio nel 2019 è stato di 203 dollari/1.000 mc, in calo del 17% rispetto al 2018.

Al contrario, i russi hanno stimato che i prezzi europei day-ahead sono scesi del 44% anno su anno ad una media di 156 dollari/1.000 mc. Malgrado ciò, tuttavia, Gazprom ritiene che il ciclo ribassista continuerà per i prossimi due anni conferendo a Gazprom un “forte vantaggio competitivo rispetto alle consegne di Gnl spot” che hanno un prezzo di breakeven più alto.

PREZZI GIA’ RIVISTI AL RIBASSO

Attualmente l’azienda ha ancora un prezzo di vendita previsto di 200 dollari/1.000 mc nel suo business plan per il 2020 ma, all’inizio di febbraio, ha rivisto le sue stime interne a 175 dollari/1.000 mc, rivela S&P Globale Platts.

GASDOTTI FONDAMENTALI PER LA RESILIENZA DELL’AZIENDA

Gazprom ha indicato la realizzazione della capacità aggiuntiva di pipeline per l’export come fattori importanti per la “resilienza” della società alle turbolenze del mercato, con la sua capacità di esportazione verso l’Europa e la Turchia che si avvicinerà a 250 mld di m3/anno una volta che Nord Stream 2 e TurkStream avranno raggiunto la loro piena capacità.

NORD STREAM 2 OPERATIVO DA FINE 2020

La capacità di 55 mld di m3/anno di Nord Stream 2, ha ammesso la società, è prevista che avrà il semaforo verde entro la fine del 2020 a seguito dei ritardi causati dall’imposizione di sanzioni statunitensi contro il progetto. Il presidente russo Vladimir Putin aveva detto che a gennaio l’avvio potrebbe essere ritardato nel primo trimestre del 2021.

ENTRO OTTOBRE 2022 LA PIENA CAPACITÀ DEL TURKSTREAM

La capacità di 31,5 miliardi di metri cubi all’anno di TurkStream, che ha iniziato le esportazioni commerciali il 1 gennaio, dovrebbe raggiungere la piena capacità entro ottobre 2022, ha precisato Gazprom. Il gasdotto rifornisce già Turchia, Bulgaria, Grecia e Macedonia del Nord. Le forniture verso la Serbia e l’Ungheria sono previste, invece, entro dicembre di quest’anno.