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Giorgetti si gasa con il nucleare francese a lancia l’allarme per l’auto (colpa anche del Superbonus)

Trattato Del Quirinale

Una lunga intervista del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti al Corriere della Sera svela fatti, prospettive e auspici della politica industriale italiana che verrà

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha lanciato l’allarme automotive dalle pagine del Corriere della Sera. In un’intervista al quotidiano milanese è tornato nuovamente su incentivi alle elettriche e alla sostenibilità del mondo dell’auto, ma anche su superbonus ed energia.

“Rischiamo che dilaghi la disoccupazione nell’industria spiazzata dall’imposizione del passaggio all’auto elettrica entro il 2035. Se ci sono decine decine di miliardi per ridisegnare le filiere industriali bene. Ma in caso contrario, che stiamo facendo? Droghiamo certi settori e ne lasciamo a languire altri, quelli strategici per l’Italia”, ha detto Giorgetti facendo riferimento al Superbonus e all’edilizia.

IL SETTORE AUTO

Sull’auto “la penso come Tavares. Va abbattuta la Co2, sì. Ma manca una valutazione industriale sulla sovranità tecnologica e l’autonomia strategica dell’Europa. In tutta questa febbre per l’auto elettrica chi fornisce le materie prime è la Cina”, ha chiarito il ministro aggiungendo che l’Italia è “per la neutralità tecnologica. L’idrogeno può diventare competitivo. E in Italia abbiamo brevetti fra i più avanzato nei biocarburanti”.

GLI INCENTIVI

Il governo sta pensando anche a reintrodurre incentivi per l’acquisto di auto “per tutti i veicolo ecocompatibili non solo elettrici. Poi siamo molto vicini, questione di pochi giorni, alla firma per la Gigafactory di Termoli”, ha detto il ministro.

SUPERBONUS: TORNARE ALLA POLITICA INDUSTRIALE IN ITALIA

“Sì del Superbonus bisogna parlare perché da più parti si chiede che torni la politica industriale in Italia”, ha affermato ancora il ministro aggiungendo il Superbonus c’entra “perché in legge di Bilancio il governo aveva cercato di limitarlo, poi il Parlamento ha deciso di allargare le maglie anche troppo. Ora costerà moltissimo. Stiamo mettendo un sacco di soldi sull’edilizia (…) ma ora droghiamo un settore in cui l’offerta di imprese e manodopera è limitata. Stiamo facendo salire i prezzi e contribuiamo all’inflazione”.

INVIDIO IL NUCLEARE ALLA FRANCIA

Infine l ‘energia: “Invidio Emmanuel Macron che annuncia sei nuove centrali nucleari. Da noi purtroppo è un tabù. Eppure se ora tutte le macchine fossero elettriche non sapremmo come alimentarle. Dunque le rinnovabili sono una risposta ma non la sola. Per fortuna il gas è tornato fra le fonti ammesse in Europa per la transizione”, ha concluso Giorgetti

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