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Cambiamento Climatico Cervello

Gli effetti del cambiamento climatico sul cervello umano

In un nuovo studio, i ricercatori dell’University College di Londra hanno analizzato 332 rapporti che esaminano gli impatti del cambiamento climatico su 19 condizioni neurologiche, tra cui l’Alzheimer e altre forme di demenza, emicrania, ictus, sclerosi multipla e meningite

Alcune condizioni di salute – come la demenza, l’epilessia e la depressione – potrebbero diffondersi e peggiorare in gravità, man mano che il mondo si surriscalda. In uno studio pubblicato mercoledì scorso, i ricercatori dell’University College di Londra hanno analizzato la letteratura neuroscientifica per rivelare come il caldo estremo e i disastri alimentati dal cambiamento climatico influenzano le principali malattie neurologiche e i disturbi della salute mentale. I ricercatori hanno scoperto che i fattori ambientali non solo influenzano la prevalenza della malattia, ma possono aumentare il rischio associato di ricovero ospedaliero, disabilità e persino morte.

L’IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SULLA SALUTE

L’impatto del cambiamento climatico sulla salute è stato ben studiato, in particolare quando si tratta di malattie infettive e respiratorie. Ha però anche un impatto negativo sulla salute neurologica, poiché il processo di regolazione della temperatura corporea sembra essere un fattore chiave nell’aumento delle condizioni innescate dal caldo estremo. “Per funzionare correttamente, il cervello dev’essere mantenuto in un intervallo di temperatura relativamente ristretto”, ha affermato Sanjay Sisodiya, professore dell’UCL Queen Square Institute of Neurology, che ha guidato la ricerca. “Se il cervello ha una malattia, la sua capacità di termoregolazione è compromessa. Se si prende un paziente con una malattia neurologica e lo si sottopone ad un’ondata di caldo straordinario, ciò potrebbe peggiorare la sua malattia neurologica”.

“Serviranno ulteriori indagini sull’esatto meccanismo che collega i disturbi neurologici con le temperature più elevate”, ha aggiunto Sisodiya. Man mano che le condizioni meteorologiche estreme peggioreranno e diventeranno più comuni, è sempre più vitale comprendere l’esatto rapporto tra clima e cervello umano, in particolare per le categorie più giovani, le più anziane e quelle più vulnerabili.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN 19 CONDIZIONI NEUROLOGICHE

Per condurre il nuovo studio, i ricercatori hanno analizzato 332 rapporti che esaminano gli impatti ambientali su 19 condizioni neurologiche con il più alto carico di malattie, tra cui l’Alzheimer e altre forme di demenza, emicrania, ictus, sclerosi multipla e meningite. Hanno raccolto ricerche anche su depressione, ansia e schizofrenia, poiché i disturbi psichiatrici hanno frequenti comorbilità con le malattie neurologiche. I risultati mostrano che il clima influisce su ciascuna malattia in modi distinti, ma la maggior parte delle condizioni sono ampiamente associate ad una maggiore prevalenza e ad un peggioramento dei sintomi.

Tra le loro scoperte c’è che le persone con Alzheimer e altre demenze faticano a fare scelte adattive in condizioni di caldo estremo, come cercare assistenza, indossare abiti più leggeri e bere più acqua. È probabile che il clima più caldo porti anche ad ictus più fatali o invalidanti e possa avere un impatto sull’epilessia, che è aggravata dalla privazione del sonno. Le alte temperature notturne sono un segno distintivo del cambiamento climatico e possono influire sui ritmi del sonno.

L’incidenza dei disturbi di salute mentale insieme al ricovero ospedaliero e al rischio di morte sono fortemente associati all’aumento della temperatura ambiente. Un rapporto esaminato nel nuovo studio ha mostrato che le richieste di risarcimento dell’assicurazione sanitaria statunitense per le visite al pronto soccorso legate alla salute mentale tra il 2010 e il 2019 sono aumentate nei giorni con caldo estremo. Eventi meteorologici estremi, come tempeste e incendi, possono innescare casi acuti di ansia, stress post-traumatico, depressione e pensieri suicidi.

LE REAZIONI DEL CERVELLO UMANO

“La risposta del cervello al clima caldo provoca danni che possono passare inosservati fino a molto tempo dopo che l’intervento medico risulti efficace”, ha affermato Burcin Ikiz, un neuroscienziato che studia l’impatto dei modelli ambientali sul cervello. Quando il calore aumenta, ha spiegato Ikiz, “il nostro cervello innesca una risposta allo stress” che può tradursi in un’infiammazione o altre forme di degenerazione che influiscono sulla salute cognitiva.

“Ciò che mi spaventa di più di questo scenario è che, entro il 2050, non solo vedremo un’esplosione di persone con disturbi neurologici, ma ciò avverrà tra i 40 e i 50 anni, anziché tra i 70 e gli 80 anni, perché il nostro cervello è bombardato da diversi stress come il calore, l’ inquinamento e le microplastiche”, ha aggiunto Ikiz, fondatore e presidente dell’International Neuro Climate Working Group, un’iniziativa per promuovere più ricerca e sensibilizzazione sulla minaccia dei cambiamenti climatici al cervello.

L’APPELLO AL MONDO DELLA RICERCA E ALLA POLITICA

Sisodiya e Ikiz hanno chiesto più ricerca e interventi politici per mitigare il prezzo che il cambiamento climatico avrà sugli individui e sui sistemi sanitari pubblici, in particolare nei Paesi più poveri. Mentre il mondo si trova ad affrontare un’altra ondata di caldo estivo da record, però, le persone possono adottare delle misure per proteggersi dal caldo estremo. “Dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili e di immettere emissioni nell’aria”, ha affermato Sisodiya, che ha aggiunto: “oltre a ciò, possiamo garantire che gli avvisi meteorologici siano appropriati e informativi, che le persone possano agire di conseguenza e che adottino delle misure semplici, come non esporsi al sole nelle ore più calde, tenere le finestre chiuse, usare prodotti per mantenersi freschi e idratati e avere una scorta adeguata di farmaci”.

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