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Chevron Scioperi

Gli scioperi di Chevron in Australia e le ripercussioni sui prezzi del gas in Europa

A seguito della notizia degli scioperi in Australia, i prezzi del gas europeo sono aumentati fino al 12%. L’Europa fa molto affidamento su flussi stabili di GNL, dopo lo scorso anno ha perso la maggior parte del gas proveniente dalla Russia

I lavoratori dei progetti di GNL di Chevron in Australia oggi hanno avviato gli scioperi annunciati dopo la rottura dei colloqui, interrompendo potenzialmente la produzione dagli impianti, che rappresenta oltre il 5% della fornitura globale. Secondo il sito della Fair Work Commission – l’arbitro industriale australiano, che ha mediato 5 giorni di trattative – non sono previsti ulteriori colloqui tra i sindacati e la compagnia energetica statunitense.

L’Australia è il più grande esportatore di GNL al mondo e i suoi principali acquirenti si trovano in Asia: Cina e Giappone sono i due principali acquirenti, seguiti da Corea del Sud e Taiwan.

LE RAGIONI DEGLI SCIOPERI CHEVRON

Le due parti sono in disaccordo su questioni come la retribuzione, sicurezza del lavoro, i turni e le regole sugli straordinari e sui trasferimenti tra le strutture di Chevron. Le interruzioni del lavoro – che durano fino ad 11 ore consecutive – dovrebbero proseguire fino a giovedì prossimo, fino a diventare uno sciopero totale fino al 29 settembre se la controversia rimane irrisolta.

Chevron ha detto che continuerà ad adottare misure per mantenere le operazioni in caso di interruzioni, senza fornire dettagli. I sindacati hanno avvertito che l’impianto GNL dovrà essere chiuso “se non ci sarà personale competente per effettuare le consegne durante le interruzioni del lavoro”.

IL PARERE DEGLI ANALISTI

L’analista energetico Saul Kavonic ha affermato che gli scioperi sembrano essere progettati per esercitare maggiore pressione su Chevron affinché accetti un accordo, piuttosto che influenzare sostanzialmente la produzione. “Una chiusura completa degli impianti a lungo semplicemente non può verificarsi – ha spiegato – perché causerebbe una crisi energetica nell’Australia occidentale che vedrebbe il governo intervenire per fermare gli scioperi”.

L’inizio degli scioperi era previsto per ieri mattina, ma i sindacati lo hanno rinviato due volte, dopo aver fatto progressi nei colloqui mediati.

L’EFFETTO SUI PREZZI DEL GAS EUROPEI

A seguito della notizia degli scioperi in Australia, i prezzi del gas europeo sono aumentati fino al 12%. L’Europa fa molto affidamento su flussi stabili di GNL, dopo lo scorso anno ha perso la maggior parte del gas proveniente dalla Russia.

La disputa sui salari e sulle condizioni nei progetti Gorgon e Wheatstone di Chevron hanno sostenuto i prezzi del gas britannico ed europeo già nei giorni scorsi, ed i trader prevedono che la riduzione delle forniture australiane intensificherà l’approvvigionamento di gas da altre fonti.

I futures olandesi di riferimento sono aumentati dell’11% a 36,20 euro al megawattora. L’azione sindacale riguarda gli impianti di gas naturale liquefatto Gorgon e Wheatstone, che lo scorso anno hanno fornito circa il 7% del GNL globale.

Gli scioperi hanno scosso il mercato globale del gas da inizio agosto, anche se per ora la situazione sembra sotto controllo. Considerata la domanda debole e il fatto che gli stoccaggi in Europa sono quasi pieni e al di sopra degli obiettivi (attualmente hanno raggiunto il 93% della capacità), i trader non si aspettano un impatto economico considerevole. Tuttavia, il rischio di interruzioni prolungate manterrebbe alta la pressione in un mercato volatile, che non si è ancora ripreso completamente dalla crisi energetica dello scorso anno.

LO SCENARIO IN CASO DI MANCATO ACCORDO

Se non si raggiungerà un accordo entro il 14 settembre, le esportazioni di GNL di fatto si fermerebbero. I lavoratori interromperebbero completamente il lavoro per 2 settimane e, inoltre, si rifiuterebbero anche di facilitare l’ormeggio di navi cisterna o navi; caricare le navi con GNL o condensato; prelevare campioni di idrocarburi o ammine o eseguire altre analisi di laboratorio; gestire guasti o riavvii relativi ad alcune apparecchiature, incluse quelle utilizzate per la produzione di GNL; effettuare la calibrazione delle apparecchiature.

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