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Come vanno il GNL americano e il gas russo in Europa orientale

Gnl

L’Europa orientale e centrale cerca da tempo di diversificare le sue fonti di approvvigionamento energetico, ma fatica a distaccarsi dalla Russia

In Croazia il terminal Krk per il gas naturale liquefatto ha ricevuto il quarto carico di GNL (su un totale di sei) proveniente dagli Stati Uniti. Il terminal, dalla capacità di 2 milioni di tonnellate all’anno, è entrato in funzione all’inizio dell’anno.

I CARICHI DI GNL KRK

La metaniera Kinisis, da 173.400 metri cubi di capacità, è arrivata in Croazia lo scorso 14 maggio: era salpata dal terminal per l’esportazione di GNL di Freeport, negli Stati Uniti, il 28 aprile. Da quest’impianto erano partiti altri due carichi giunti recentemente in Croazia, uno ad aprile e uno a marzo. La prima consegna di GNL ricevuta da Krk, il 1° gennaio, proveniva invece dal terminal americano di Cove Point.

LA SITUAZIONE IN UNGHERIA

Le spedizioni di GNL sono coincise con un calo dei flussi nei gasdotti dall’Ungheria alla Croazia.

Di recente MFGK, società statale ungherese del gas che si è occupata del trasporto del primo carico di Krk, ha firmato un accordo di fornitura con la compagnia nederlandese Shell per 194mila tonnellate all’anno di GNL.

INIZIO “TURBOLENTO”

Dopo una partenza lenta, il terminal di Krk ha iniziato a ricevere forniture di GNL con regolarità. La società commerciale croata MET Croatia – una di quelle che utilizzano il terminal – aveva dichiarato che l’inizio delle operazioni è stato “piuttosto turbolento” e che ci sono state “anomalie di prezzo”: contava di ricevere il suo primo carico a Krk a febbraio; lo ha invece ottenuto il 26 aprile.

DIFFICOLTÀ DI DIVERSIFICAZIONE

I mercati nell’Europa centrale ed orientale cercano da tempo di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, ma fino ad ora – scrive Argus – non stanno riuscendo a replicare la situazione del secondo trimestre del 2020, quando la bassa domanda globale ha consentito un aumento dei carichi provenienti dagli Stati Uniti.

LA SITUAZIONE IN GRECIA E TURCHIA

Dal 1° aprile, invece, il terminal per il GNL di Revithoussa, in Grecia – dalla capacità di 3,6 milioni di tonnellate all’anno – ha ricevuto un solo carico statunitense, rispetto ai tre dell’anno precedente. I terminal turchi, invece, non ne hanno ricevuti affatto questo trimestre: nello stesso periodo del 2020 ne erano stati consegnati cinque.

LA DOMINANZA DI GAZPROM

Al contrario, nel 2021 finora la società statale russa Gazprom ha registrato degli aumenti su base annua delle vendite sia alla Turchia che alla Grecia; le vendite all’Ungheria sono state superiori sono nel bimestre gennaio-febbraio 2021. Gazprom si conferma il fornitore dominante nella regione.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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