Scenari

Idrogeno, gas e biometano. Il futuro secondo Alverà (Snam)

Snam

“Con i progressi tecnologici, nei prossimi dieci anni idrogeno potrà costare meno del petrolio”, ha sottolineato il numero uno di Snam

In dieci anni l’idrogeno costerà meno del petrolio. E dal biometano arriverà la spinta a trasporti sostenibili. Ne è convinto Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, 44 anni, una tra le principali società europee attive nel trasporto, stoccaggio e rigassificazione del metano in un’intervista a Corriere Economia.

UNA VOCE DI SPERANZA PER IL CLIMA DALL’IDROGENO

“’Sul clima la narrativa e la letteratura sono costellate da cattive notizie. Con la CO2 che continua ad aumentare è difficile raccontare cose positive – spiega in un incontro al Corriere della Sera -. Quindi prevale la voce della paura, ma la paura genera paralisi mentre la speranza genera azione. Noi vogliamo essere una voce di speranza’. Alverà ha scritto il libro Generation H in occasione di un evento sull’idrogeno organizzato a Roma da Snam nell’ottobre scorso. ‘Con i progressi tecnologici, nei prossimi dieci anni l’idrogeno potrà costare meno del petrolio, come raccontiamo nel libro. Oggi, tra l’altro, il metano è più competitivo del petrolio, arrivando a costare meno della metà anche laddove viene importato come in Europa, Cina e India, e quindi prenderà quote di mercato. Il metano è da sempre considerato raro e prezioso. Nel 2006 c’erano solo 25 anni residui di riserve e il prezzo era salito alle stelle. Questo ha portato gli Stati Uniti a inventarsi lo shale gas (gas dalle argille, ndr) e grandi oil companies a fare scoperte di successo in aree prima inesplorate: in dieci anni siamo passati a oltre 200 anni di riserve residue e il prezzo negli Stati Uniti si è ridotto di circa dieci volte. Nei trasporti, benzina e diesel possono essere sostituiti dal gas immettere nel tubo una miscela di senza troppi interventi. Gradualmente molti bus, camion, treni, navi e forse aeroplani potranno trasformarsi a metano, che oltre a essere più economico emette meno CO2 e sostanzialmente non genera inquinanti’”.

IL NOSTRO PAESE PUO’ ESSERE LEADER DELL’IDROGENO

Su come sia posizionata l’Italia di fronte all’idrogeno, il numero uno di Snam spiega che il nostro paese “può esprime molte delle sue forze perché ha grandi prospettive di sviluppo nelle rinnovabili, accesso diretto al Nord Africa e capillari infrastrutture di trasporto e stoccaggio di energia. Con il sole si può creare idrogeno fatto da rinnovabili e i prezzi stanno scendendo rapidamente. Nel 2010 costava 710 dollari per megawattora, oggi siamo a 125 dollari e si potrà arrivare a 2 5 dollari per megawattora”. In questo senso, la crescita per il nostro paese potrebbe essere importante, come evidenzia uno studio realizzato da Snam con il supporto di McKinesy, citato dallo stesso Alverà: “L’idrogeno potrebbe arrivare a coprire quasi un quarto della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95%”.

I VANTAGGI DELL’IDROGENO E IL RUOLO DI SNAM

Ma cosa potrebbe spingere l’uso dell’idrogeno? Secondo Alverà “il vantaggio dell’idrogeno per la decarbonizzazione consiste nel fatto che può essere prodotto da fonti rinnovabili mantenendo i benefici di costo e di facilità di utilizzo dei combustibili attuali perché può utilizzare le infrastrutture esistenti. In più se l’Ue rendesse obbligatoria una quota fissa di idrogeno nelle reti, questo contribuirebbe a creare in modo veloce una maggiore domanda in attesa che si sviluppino auto, camion e caldaie. C’è molto interesse a Bruxelles ma anche tra le società energetiche: sono presidente di Gas Naturally che riunisce 400 aziende con interessi diversi. Ora stiamo dialogando con Hydrogen Europe. Come Snam siamo appena entrati n Hydrogen Council, che riunisce i ceo di 60 aziende mondiale attive nell’idrogeno”.

SULLA STRADA GIUSTA CON BIOMETANO E GAS RINNOVABILE

La Bei ha annunciato che non investirà più sul gas dal 2021 a meno che gli impianti non siano super puliti e i tubi permettano il passaggio di gas green e idrogeno. “Noi – ha aggiunto Alverà – stiamo puntando sul gas rinnovabile, stiamo già immettendo biometano nelle nostre reti e stiamo sperimentando l’introduzione di crescenti quantitativi di idrogeno. Siamo sulla strada giusta e anche i mercati ce lo riconoscono”.

SULL’ILVA SNAM POTREBBE PARTECIPARE PER REALIZZARE UN DEPOSITO DI GNL SMALL SCALE

È stato fatto anche il nome di Snam per il salvataggio dell’ex Ilva. Partecipate? “Ci occupiamo di energia e non di acciaio, ma siamo vicini ai territori italiani dove siamo presenti con le nostre attività. Come ho già detto in occasione della presentazione del piano industriale, stiamo lavorando a una serie di investimenti per l’area di Taranto che possono arrivare fino a 40 milioni: la città, per esempio, può essere un candidato ideale per la costruzione di un deposito in piccola scala di Lng (gas liquido, ndr) perché c’è il porto. Pensiamo anche a infrastrutture per alimentare a metano mezzi pubblici e privati o a un potenziale impianto a biometano per riutilizzare i rifiuti in ottica di economia circolare”.