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Dl Fiscale

Il Dl Fiscale arriva in Gazzetta: focus su extraprofitti, carburanti e stoccaggi Gse

Sono le disposizioni principali contenute nel Dl Fiscale approvato lunedì dal Consiglio dei ministri e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri.

Un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle società energetiche, misure in materia di riduzione delle accise sui prodotti energetici, proroga dei termini per la restituzione delle somme “prestate” per il gas stoccato dal Gse, risorse per trasporto pubblico locale, Fs e mobilità sostenibile. Sono le disposizioni principali contenute nel Dl Fiscale approvato lunedì dal Consiglio dei ministri e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri. Ma procediamo con ordine.

GLI “EXTRAPROFITTI”

Anche il 2024 vedrà la riproposizione (di nuovo) del contributo di solidarietà (o tassa sugli extra-profitti) a carico delle società attive nel settore dell’energia. Nel tentativo di reperire risorse per la manovra, il decreto legge varato lunedì dall’esecutivo collegato alla Finanziaria ha previsto infatti, testualmente, “Per l’anno 2024 è istituito un nuovo contributo di solidarietà temporaneo di eguale entità, a carico dei soli soggetti beneficiari delle disposizioni di cui all’articolo 5 del decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34 convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 56, da versarsi in due rate di pari importo entro il 30 maggio e il 30 ottobre 2024”.

Per chiarire di cosa si tratta, ha scritto qualche giorno fa il Corriere della Sera si tratta “di ‘un nuovo contributo di solidarietà’ e ‘temporaneo’, dunque una tassa (sulla carta) una tantum a carico di qualche impresa”. Il quotidiano ha poi fatto riferimento al rinvio al decreto di marzo 2023 citato nella norma che “delimitava l’imponibile” su cui le imprese energetiche potevano essere tassate: “Dalla base di determinazione del loro reddito si potevano togliere voci come ‘gli utilizzi di riserve del patrimonio netto’ accantonate. Il costo di queste esenzioni come mancato gettito per lo Stato nel 2023 era di 404 milioni di euro. Le imprese beneficiarie sono verosimilmente gruppi come Eni o Edison, che hanno riserve importanti. E non si parlava di differimenti di imposta, bensì di riduzioni della base imponibile”. In sostanza il versamento deciso dalla manovra, anche per il 2024, dovrebbe essere di 400 mln di euro.

NEL DL FISCALE MISURE IN MATERIA DI RIDUZIONE DELLE ACCISE SUI PRODOTTI ENERGETICI

Cambiano anche le misure per quanto riguarda la riduzione delle accise sui prodotti energetici che ora avranno cadenza bimestrale. Si modifica infatti la norma che prevede che il Mef di concerto con l’ex Mise (ma le competenze ora sono del Mase) per tutelare il cittadino consumaotre potesse diminuire le accise sui carburanti “al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio”. Il decreto poteva infatti essere adottato se il prezzo fosse aumentato “in misura pari o superiore, sulla media del periodo, a due punti percentuali rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nel Documento di programmazione economico-finanziaria”.

La disposizione prevede dunque che in caso di aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio possa essere adottato se i prezzi dei carburanti aumentano, sulla media del precedente mese (e non più, come è attualmente, dei precedenti due mesi), rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell’ultimo Documento di economia e finanza o nella Nota di aggiornamento presentati alle Camere.

PROROGA DI TERMINI PER LA RESTITUZIONE DEL GAS STOCCATO DAL GSE

Per accelerare lo stoccaggio di gas naturale al Gestore dei Servizi Energetici (Gse) era stato dato lo scorso fine giugno con il decreto bollette approntato dall’esecutivo Draghi, il ruolo di “riempimento di ultima istanza” per una spesa massima di 4 miliardi di euro. Il Gse, “anche tramite accordi con società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato e attraverso lo stretto coordinamento con l’impresa maggiore di trasporto”, aveva quindi proceduto all’acquisto di gas ai fini del riempimento degli stoccaggi per la successiva vendita entro il 31 dicembre 2022.

Il Gse ha quindi provveduto all’acquisto e allo stoccaggio di volumi di gas naturale pari a 1.637mln Smc (id est 17.878 GWh) per un controvalore di 3.995 mln di euro, come si legge nella relazione illustrativa al provvedimento, e un costo medio unitario di acquisto pari a 223,5 €/MWh. Successivamente, con atto di indirizzo del Mase del 18 novembre 2022, sono state definite le modalità di vendita del gas acquistato nell’ambito del servizio di riempimento di ultima istanza, prevedendo che il Gse renda disponibile i quantitativi di gas naturale stoccato attraverso prodotti a termine con consegna del gas in stoccaggio, per una quota non inferiore al 60%, e offrendo tramite prodotti con consegna a pronti la parte restante. Per quanto riguarda la vendita a termine il Gse ha pubblicato, in data 22 novembre 2022, un Regolamento di procedura concorrenziale per la vendita a termine del gas stoccato per una quantità pari al 75% del totale, rivolto ad operatori titolari di contratto di trasporto e aventi clienti finali ubicati nel territorio nazionale. La procedura competitiva ha previsto l’aggiudicazione di 5.679 GWh, corrispondente al 32% del totale del gas stoccato con un prezzo medio di vendita, nei primi mesi dell’anno in corso, pari a 66 €/MWh.

La norma, spiega la relazione illustrativa, “prevede di posticipare il termine ultimo della vendita al fine di introdurre la massima flessibilità a beneficio del Sistema Paese nel gestire il gas stoccato dal GSE nel nuovo anno termico. Tale orientamento è in linea con il nuovo target nazionale stabilito dalla Commissione Europea per il riempimento degli stoccaggi, a partire dalla stagione di stoccaggio 2023-2024, pari al 90% per attenuare eventuali fenomeni rialzisti dei prezzi associati a fenomeni geopolitici”.

“La proposta andrebbe nella direzione di meglio valorizzare la vendita del gas stoccato da parte del GSE, potendo disporre di un periodo che vada oltre l’anno termico di stoccaggio (fino al 15 settembre 2024) per vendere il gas in uno scenario di prezzi del mercato gas tendenzialmente rialzisti. Le stime disponibili più recenti ad oggi dei prezzi forward del gas prevedono un incremento del valore del per il primo trimestre del 2024 fino a circa 50 €/MWh. Conseguentemente, si propone l’estensione dei termini fino al 30 settembre dell’anno 2024 per la restituzione del prestito, fissata ad oggi al 20 novembre 2023. Per disaccoppiare la vendita fisica del gas dalla restituzione del prestito, è necessario che Cassa per i servizi energetici e ambientali provveda ad approvvigionare e a fornire al Gse le risorse economiche per la restituzione del prestito secondo modalità definite da Arera”, chiarisce la relazione illustrativa.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Il governo ha inoltre disposto nel Dl Fiscale, il rifinanziamento del Fondo per il Tpl per contribuire a compensare in via definitiva la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2022, conseguente alle limitazioni alla capienza massima dei mezzi adibiti ai servizi di trasporto pubblico per il Covid. Le risorse stanziate sono pari a 500 milioni di euro per il 2023. Si prevede poi l’incremento di 35 milioni per il 2023 al fondo finalizzato a riconoscere, fino ad esaurimento delle risorse, un buono da utilizzare per l’acquisto di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale.

ANTICIPO INVESTIMENTI FS

La disposizione mira a prevedere un’anticipazione di cassa per coprire i fabbisogni relativi all’anno 2023 per gli investimenti di RFI, sia nuove opere che manutenzione straordinaria. Attualmente il flusso di esborsi relativo al piano investimenti di RFI non trova adeguata copertura finanziaria nelle risorse di cassa disponibili a legislazione vigente per l’esercizio finanziario 2023 e sta comportando un notevole incremento dell’indebitamento del Gruppo FS. Per questo è previsto uno stanziamento pari a 1 miliardo di euro per il 2023.

CONCESSIONI AUTOSTRADALI

Il Dl fiscale incrementa di di 150 milioni di euro per l’anno 2023 il Fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avente ad oggetto la copertura dell’importo da riconoscere al concessionario autostradale in caso di estinzione di una concessione a seguito dell’inadempimento dello stesso. Il fondo presenta attualmente una dotazione di 350 milioni di euro, di cui 100 milioni di euro per l’anno 2023 e 250 milioni di euro per l’anno 2024.

 

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