In arrivo uno sconto di 24 centesimi sul gasolio e 6 sulla benzina per il primo weekend di agosto. Le associazioni dei consumatori chiedono misure strutturali e proroghe fino a settembre contro i rincari estivi. Ipotesi aumento tabacchi per finanziare misura
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni accelera per approvare un pacchetto di interventi d’urgenza contro il caro-carburanti, con l’obiettivo di rendere operativo un nuovo taglio delle accise prima del massiccio esodo automobilistico previsto per il weekend del 1° e 2 agosto. Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa“, il Ministero dell’Economia sta perfezionando la copertura finanziaria di circa 140 milioni di euro.
Questa dote servirà a sostenere una riduzione dei prezzi alla pompa per un periodo iniziale di otto o nove giorni, nel tentativo di mitigare gli effetti di una crisi energetica che ha spinto il costo del gasolio a livelli storici mai raggiunti prima.
IL MECCANISMO DELLE ACCISE MOBILI E LE COPERTURE
La strategia del governo si articola su un doppio binario normativo: un decreto ministeriale che attiverà il meccanismo delle “accise mobili” e un decreto legge per reperire i fondi integrativi necessari. Al momento, l’extragettito Iva incassato nel mese di giugno, pari a poco meno di 50 milioni di euro, non è sufficiente a coprire l’intera operazione. Questo perché fino al 3 luglio i prezzi erano ancora parzialmente calmierati dal precedente sconto fiscale.
Per raggiungere la soglia utile a tagliare il gasolio di 24 centesimi e la benzina di 6 centesimi, l’esecutivo dovrà attingere a circa 100 milioni di euro supplementari. L’intervento è strutturato come una misura ponte fino al 10 agosto, data in cui il governo conta di quantificare l’extragettito Iva di luglio — mese caratterizzato da rincari molto più violenti — per finanziare un’ulteriore proroga degli sconti senza gravare sul bilancio dello Stato.
LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI E I RECORD ALLA POMPA
Le associazioni dei consumatori denunciano una situazione ormai insostenibile per le famiglie italiane. L’Unione Nazionale Consumatori (Unc), citando i dati del Mimit, evidenzia come il gasolio abbia toccato il record storico di 2,255 euro al litro, superando ogni picco registrato dall’inizio delle serie storiche nel 2023. Massimiliano Dona, presidente di Unc, sottolinea che un pieno da 50 litri costa oggi oltre 14 euro in più rispetto a inizio luglio, definendo il ritardo del governo un “letargo” che peserà sull’inflazione. Sulla stessa linea il Codacons, che calcola un aumento del 16% per il diesel sulla rete ordinaria.
Assoutenti, per voce del presidente Gabriele Melluso, chiede che lo sconto venga esteso almeno fino al 6 settembre per coprire tutti i rientri estivi, proponendo di finanziare la misura colpendo gli extra-profitti di petrolieri, società energetiche e assicurazioni. “L’abnorme crescita dei listini rischia di creare un effetto domino devastante sulla contrazione dei consumi”, avverte Melluso.
LE RAGIONI DELL’INDUSTRIA E LA CARENZA DI RAFFINATI
Dal fronte industriale arriva una lettura differente della crisi. Gianni Murano, presidente di Unem (Unione Energie per la mobilità), spiega a “La Stampa” che gli aumenti non sono riconducibili a manovre speculative delle compagnie petrolifere, ma a una critica carenza di prodotti raffinati sul mercato globale. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e i bombardamenti che hanno colpito le raffinerie russe e mediorientali hanno ridotto drasticamente la disponibilità di benzina e gasolio.
Murano definisce “ragionevole” l’uso dell’extragettito Iva per tagliare le accise, ma respinge con fermezza l’ipotesi di nuove tasse sui profitti: “I margini della distribuzione sono oggi estremamente ridotti, pari a circa la metà dei livelli storici. Non esistono elementi che giustifichino un discorso sugli extraprofitti nel settore”.
IL CONFRONTO POLITICO E GLI INVESTIMENTI PUBBLICI
La questione dei carburanti infiamma anche il dibattito parlamentare. Mentre le opposizioni hanno depositato mozioni per chiedere un intervento immediato, la maggioranza rivendica la paternità del meccanismo delle accise mobili. Francesco Filini di Fratelli d’Italia ricorda che si tratta di un impegno del programma di governo mantenuto dal centrodestra, mentre Maurizio Lupi (Noi Moderati) assicura che le misure saranno calibrate con estrema attenzione agli equilibri di bilancio.
Con questo nuovo intervento da 100 milioni, l’ammontare complessivo delle risorse pubbliche impegnate nel 2026 per contrastare il caro-carburanti supererà i 2,1 miliardi di euro. Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, pur promuovendo l’iniziativa, ricorda che si tratta pur sempre di un’attenuazione parziale e non di una compensazione totale dei rincari subiti dai cittadini.
IPOTESI AUMENTO SIGARETTE PER FINANZIARE IL TAGLIO DELLE ACCISE
“L’ipotesi di finanziare il taglio delle accise aumentando i prezzi delle sigarette è per il Codacons semplice ‘follia’. Si tratta di una proposta assurda e sbagliata sotto ogni punto di vista”. Lo dichiara l’associazione in un comunicato. “Siamo da sempre contrari al fumo e favorevoli a misure per disincentivare il consumo di tabacco – scrive il Codacons -, ma in questo caso non si tratterebbe di una misura sanitaria, ma di un escamotage fiscale che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi cittadini che fanno rifornimento alla pompa”.
“Tassare unicamente i fumatori equivarrebbe ad una palese discriminazione nei confronti di una specifica categoria di cittadini, prestandosi a ricorsi nelle aule di giustizia. – avvisa il Codacons – A questo punto perché non tassare anche chi mangia cibo spazzatura o beve bevande gassate, prodotti che al pari delle sigarette sono nocivi per la salute umana?”.Per l’associazione “farebbe bene il governo ad accantonare questa idea folle e cercare le risorse per il taglio delle accise mettendo le mani non nelle tasche dei cittadini, ma in quelle dei petrolieri”.

