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Stellantis

Il milione di auto non è un sogno, ma Stellantis non prende impegni. Perché?

Raggiungere la produzione di 1 milione di auto all’anno in Italia è una missione possibile, forse anche prima del 2030. Tuttavia, al momento Stellantis non può prendere altri impegni con il Governo. Le parole dell’ad Tavares

L’obiettivo di produrre 1 milione di auto all’anno in Italia non è utopia. Anzi, potrebbe essere raggiunto prima del previsto, ma serve il contributo di tutte le fabbriche Stellantis. L’anno scorso la produzione di vetture del gruppo è aumentata del 10%, il 63% sono state esportate. A questo ritmo, il target può essere superato a pieni voti prima del 2030. È quanto ha affermato oggi Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, sottolineando però che il gruppo non può prendere altri impegni di produzione.

1 MILIONE DI AUTO, MISSION POSSIBLE

L’ad di Stellantis è fiducioso riguardo l’obiettivo di un milione di auto prodotte, ma non può prendere altri impegni su questo fronte, come chiede invece il Governo.

“Mantenendo questo ritmo di crescita sarebbe possibile raggiungere il target di produzione in Italia di un milione di unità prima del 2030″, ha affermato Tavares, secondo quanto riporta Labitalia.

“Viviamo in un mondo molto volatile eppure ci viene chiesto di assumere decisioni che guardano ai prossimi 10 anni, ma nessuno degli stakeholder può farlo. Siamo una compagnia globale e oggi c’è una visibilità di 2-3 anni. Siamo consapevoli delle aspettative e lavoriamo duramente con i nostri dipendenti italiani per competere con gli altri costruttori”, ha aggiunto Tavares,

STELLANTIS, TAVARES: BENE GLI INCENTIVI, NESSUNA FUSIONE CON RENAULT

Nel corso dell’incontro odierno con i media il numero 1 di Stellantis ha toccato due temi centrali che hanno animato il dibattito sull’automotive degli ultimi giorni: incentivi e fusione.

“Voglio essere molto schietto: non abbiamo in corso nessun negoziato su operazioni di fusione. E sicuramente non ne abbiamo con Renault. Quelle che sono circolate sono solo pure speculazioni”, ha detto l’ad a proposito delle voci riguardo una possibile fusione del gruppo con un produttore estero. A proposito di questioni aziendali, Stellantis ha annunciato oggi che il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda proporrà Claudia Parzani quale Amministratore non esecutivo indipendente nel corso della prossima Assemblea generale annuale degli azionisti.

“Siamo anche molto grati al governo di avere finalmente dato un segnale preciso con lo schema dei nuovi incentivi, che permetteranno, tra l’altro, di rilanciare la Fiat 500 elettrica: la differenza tra averli e non averli si misura in circa 20 mila unità all’anno”, ha aggiunto Tavares, sottolineando che “quando prendo le decisioni le adotto solo nell’interesse di Stellantis”.

STELLANTIS, IL FUTURO DELLA FABBRICA DI TORINO

La storica fabbrica di Mirafiori di Torino sarà un tassello fondamentale della strategia del gruppo.

“Stiamo creando un meraviglioso laboratorio per la chimica delle batterie del futuro a Torino e in città abbiamo anche creato il primo hub di Stellantis sull’economia circolare”, ha affermato Tavares, sottolineando che la scelta di utilizzare piattaforme non Made in Italy per i suoi modelli elettrici è stata obbligata. Infatti, rispondeva all’urgenza di “ridurre le emissioni e migliorare la redditività delle fabbriche italiane” tagliando i costi.

“Non abbiamo usato tecnologie made in Torino perché in passato non si è investito sull’elettrificazione”, ha aggiunto l’ad.

BENE L’AUMENTO DI PRODUZIONE, MA QUALI MODELLI?

Il quadro generale di Stellantis mostra un fatturato globale in crescita del 6% e un utile in crescita dell’11%, pari a 18,6 miliardi di euro. Numeri che, insieme alle parole dell’ad di Stellantis sugli obiettivi produttivi e sul futuro degli stabilimenti, rassicurano Fim Cisl. Il sindacato sottolinea però che servono scelte precise sull’assegnazione dei nuovi modelli.

“Su Mirafiori da tempo ribadiamo che è indispensabile rafforzare la missione produttiva con un nuovo modello di largo consumo e una strategia più aggressiva sui lanci di Maserati anticipandone la partenza attualmente prevista nel 2028. Bisogna inoltre procedere anche per gli altri plant a partire dallo stabilimento di Cassino, con le assegnazioni dei nuovi modelli sulla piattaforma large e proseguire con lo sviluppo dei cinque modelli su piattaforma medium già previsti a Melfi. Qualora il modello Opel non fosse disponibile, deve rimanere la produzione della Jeep Renegade. Su Pomigliano d’Arco la precisazione di un nuovo modello pronto per il dopo Panda 2026 è un segnale positivo di prospettiva per lo stabilimento campano”, scrivono il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia e il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano in una nota.

NUMERI RECORD E CASSA INTEGRAZIONE

I numeri positivi di Stellantis sono inconciliabili con l’incertezza che vivono gli operai italiani, spesso costretti a dover fare i conti con cassa integrazione, contratti di solidarietà, condizioni di lavoro in progressivo peggioramento, incertezze per le prospettive produttive ed occupazionali. È la critica sollevata dal sindacato Fiom-Cigl.

“Stellantis, nell’ambito del tavolo automotive presso il Mimit, deve assumersi le proprie responsabilità per traguardare le garanzie per tutti gli stabilimenti, definendo allocazioni di modelli anche mass market in ognuno di questi, garantire l’occupazione e valorizzare i centri di ricerca e sviluppo”, scrivono Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil in una nota congiunta.

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