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Pichetto lancia l’allarme sul gas: monitorare i possibili rischi di una riduzione dei flussi da Sud

In audizione alla Commissione Attività Produttive, il ministro Pichetto ha parlato anche del passaggio al mercato libero e delle fonti rinnovabili, spiegando che “stiamo lavorando alla stesura di un Testo Unico sulle semplificazioni procedimentali”

Gas, passaggio al mercato libero, energie rinnovabili e PNIEC. In audizione alla Commissione Attività Produttive alla Camera sulla situazione energetica del Paese, alla luce dei recenti sviluppi dello scenario geopolitico internazionale, il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha affrontato numerosi temi. 

PICHETTO: “SUL GAS RISCHI LEGATI A POTENZIALE ARRESTO O RIDUZIONE DEI FLUSSI DA SUD”

“Confermo il quadro delineato due settimane fa. Tra i rischi e le situazioni da valutare con maggiore attenzione figurano quelli che hanno come conseguenza l’arresto o la riduzione dei flussi da Sud o, come effetto combinato, ad esempio, l’interruzione di una fonte e la contemporanea situazione di elevati flussi in esportazione”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in audizione alla Camera sulla situazione energetica del Paese, alla luce dei recenti sviluppi dello scenario geopolitico internazionale.

Il ministro Pichetto ha spiegato che “la realizzazione dei terminal di rigassificazione galleggianti di Piombino e Ravenna, nel breve termine, e la realizzazione dei due terminali on shore di Porto Empedocle e di Gioia Tauro, insieme con la capacità dei tre terminali di rigassificazione esistenti, porteranno la capacità attuale più quella prevista al 2030 a 48,8 miliardi di Smc.

I consumi di gas registrati nel 2023 sono stati di circa 61,1miliardi di metri cubi (in calo del 15% rispetto al 2022 – dati Snam), di cui 61,2 miliardi di metri cubi importati. Di questi, l’importazione di GNL ha coperto il 26% (16,3 miliardi di metti cubi), con una crescita del 15% (2,1 miliardi di metri cubi) rispetto all’anno precedente. Conseguentemente, l’importazione via tubo è diminuita del 23% (-13 miliardi di metri cubi). Infine, le esportazioni sono ancora a valori molto contenuti, pari a 2,6 miliardi di metri cubi, e la produzione nazionale è pari a 2,8 miliardi di metri cubi (in calo del 10%).

Nell’anno 2023 si è registrato un solo carico di provenienza russa che rappresenta lo 0,6% delle importazioni di GNL in Italia. I Paesi di provenienza del gas sono stati USA, Egitto, Nigeria, Mozambico, la Guinea Equatoriale, il Belgio, il Qatar. Gli arrivi di GNL in Europa nel corso del 2023 sono pari a 157 bcm, in calo del 1% (-1,5 bcm) e complessivamente gli aumenti sono stati concentrati in Olanda, Germania e Italia”.

PICHETTO SUL PASSAGGIO AL MERCATO LIBERO: AL VIA CAMPAGNA INFORMATIVA IN TV 

L’articolo 14 del DL Energia, ha ricordato Pichetto, “ha introdotto specifiche disposizioni in materia di risorse finanziarie per lo svolgimento delle campagne di informazione. In particolare, è stato previsto, in vista della cessazione del servizio di maggior tutela, uno stanziamento specifico per l’avvio da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e per il tramite di Acquirente Unico di campagne informative finalizzate ad  assicurare un’adeguata informazione dei clienti domestici, inclusi quelli vulnerabili, ed è stato disposto il trasferimento allo stato di previsione del Mase del fondo di cui all’articolo 11 -bis del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, le cui risorse sono destinate al finanziamento di progetti a vantaggio dei consumatori”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in audizione alla Camera sulla situazione energetica del Paese, alla luce dei recenti sviluppi dello scenario geopolitico internazionale, che ha aggiunto: “a seguito delle predette disposizioni, si è così definito il quadro delle fonti delle risorse finanziarie che il Ministero può utilizzare per lo svolgimento di campagne informative che rivestono un ruolo fondamentale nel passaggio dal servizio di maggior tutela al mercato libero, fine di promuovere scelte consapevoli da parte dei consumatori.

Nell’arco delle prossime tre settimane verranno messi in onda i primi 4 spot da 30 secondi ciascuno che costituiscono il primo passo della campagna informativa attraverso la televisione generalista. A questi seguirà una campagna ad hoc sulla carta stampata e sui social oltre ad altre iniziative in modo da raggiungere tutta la platea interessata, anche con la collaborazione delle associazioni dei consumatori.

Gli esiti delle aste per l’assegnazione del servizio a tutele graduale relativamente ai clienti domestici non vulnerabili hanno evidenziato l’esistenza di una significativa pressione concorrenziale a beneficio dei consumatori. La cessazione definitiva del servizio di maggior tutela è stabilita a partire dal 1° luglio prossimo, data a partire dalla quale chi non ha scelto un fornitore nel mercato libero, e quindi è servito nel mercato tutelato, è assegnato al fornitore del servizio a tutele graduali selezionato per ogni specifica area. Fino a quella data restano in vigore le attuali regole, inclusa la facoltà di non essere più servito nel mercato libero e, su richiesta del cliente, di accedere al servizio di maggior tutela. A tal fine, le campagne informative in fase di lancio, volte ad accompagnare il consumatore in questa fase di passaggio, rappresentano l’occasione per fornire un quadro più chiaro sulle possibilità di scelta del consumatore”.

IL TESTO UNICO SULLE SEMPLIFICAZIONI PROCEDIMENTALI PER LE RINNOVABILI

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, Pichetto ha spiegato che “nell’ottica di semplificare gli adempimenti per gli operatori e dare una cornice normativa unitaria, stiamo lavorando alla stesura di un Testo Unico sulle semplificazioni procedimentali per le rinnovabili. Tra le misure del Repower UE si prevede l’adozione e l’entrata in vigore di un Testo unico legislativo di rango primario (Testo Unico) che raccolga, accorpi e consolidi tutte le norme che regolano l’impiego delle fonti di energia rinnovabile e che sostituisca la legislazione esistente in materia più rilevante. L’atto legislativo dovrà stabilire anche i principi per la razionalizzazione e l’armonizzazione delle procedure di autorizzazione per le fonti energetiche rinnovabili a livello subnazionale”.

La geotermia “rientra tra le fonti incentivante ai sensi del meccanismo di supporto FER 2, dedicato a fonti e tecnologie non pienamente mature con caratteristiche innovative o con costi elevati di esercizio, mentre il FERX è dedicato a fonti e tecnologie vicine alla competitività di mercato.

Lo schema di decreto FER 2, che prevede contingenti dedicati ad impianti geotermici tradizionali con innovazioni e geotermici a missioni nulle, è attualmente nelle fasi finali di negoziato con la Commissione europea, tale fase, di verifica di compatibilità con la disciplina in materia di aiuti di stato, è propedeutica all’adozione della misura. È stata poi introdotta nell’ambito del decreto-legge 181 del 2023 (“DL Energia”) la previsione di un nuovo e ulteriore meccanismo di supporto che meglio si adatta a tecnologie con profilo di produzione meno intermittente come la geotermia”. 

PICHETTO: “IL PNIEC DI GIUGNO INCLUDERÀ ANCHE INDICAZIONI PROVENIENTI DA VAS”

“Il Ministero, immediatamente dopo aver inviato a Bruxelles la proposta di aggiornamento del PNIEC, ha avviato dei tavoli tecnici interistituzionali focalizzati sui settori in cui emergevano dei gap in termini di riduzione delle emissioni (civile e trasporti), e dunque settori sui quali è necessario intervenire con misure e politiche aggiuntive (nuove o potenziamento di misure esistenti) per traguardare gli obiettivi dello scenario di policy. È inoltre stato dato avvio anche ad un confronto su aspetti sociali ed occupazionali connessi alla transizione energetica”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in audizione alla Camera sulla situazione energetica del Paese, alla luce dei recenti sviluppi dello scenario geopolitico internazionale, che ha aggiunto: “a dicembre 2023 sono arrivate le raccomandazioni della Commissione europea su cui gli uffici del Dipartimento Energia, insieme con agenzie e gli enti di ricerca che ci supportano, stanno lavorando per formulare proposte di adeguamento del Piano. Nel frattempo, è stata avviata una nuova consultazione pubblica del testo inviato a Bruxelles finalizzata, anche questa, a formulare proposte di adeguamento che permettano di rispondere anche alle raccomandazioni della Commissione europea. Tra gli input che sarà necessario valutare per la predisposizione del Piano di giugno dovremo considerare anche le ulteriori indicazioni specifiche che arriveranno nell’ambito della VAS a cui il Piano è stato sottoposto. In ogni caso, il processo di aggiornamento dovrà concludersi entro giugno 2024”.

GLI INCENTIVI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA

In relazione agli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030, il ministro Pichetto ha sottolineato “l’importanza del contributo della produzione di energia elettrica derivante da biomassa. Il governo è fortemente impegnato a sostenere tutte le fonti di energia rinnovabili che possono contribuire al processo di decarbonizzazione degli usi finali. Tra queste rientrano anche le biomasse”.

In tale ambito, “il dicastero è attento agli sviluppi della tecnologia impiantistica, nella consapevolezza della necessità di addivenire ad un quadro regolatorio che non esponga ulteriormente il nostro Paese e le singole amministrazioni locali al rischio di sforamento dei limiti posti a livello comunitario in tema di qualità dell’aria. Pertanto, gli incentivi per l’utilizzo delle biomasse termiche devono continuare a seguire la logica della sostituzione degli impianti più emissivi con nuovi impianti meno emissivi.

Per quanto riguarda nello specifico le FER termiche, sono comunque diverse le iniziative in corso per valorizzare le biomasse. A breve sarà avviata una consultazione pubblica sulla revisione del Conto termico, che includerà requisiti aggiornati per le tecnologie a bioenergie. A ciò affiancheremo la predisposizione del decreto per la definizione di incentivi ad asta per grandi impianti di produzione di energia termica rinnovabile, e stiamo lavorando sulla riforma delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

Con riferimento alla regolazione, si è poi appena conclusa la consultazione pubblica sul decreto che fissa le regole per l’incremento dell’energia rinnovabile termica nelle vendite di calore. In quest’ambito le biomasse potranno avere un ruolo importante nelle decisioni di investimento delle imprese di teleriscaldamento e di fornitura di servizi”.

LA PRODUZIONE A BIOGAS E BIOMASSA

“Dal punto di vista dell’energia rinnovabile elettrica, sono diverse le iniziative legislative in corso per valorizzare le biomasse; iniziative volte ad ogni modo ad assicurare il rispetto criteri di sostenibilità individuati dal decreto legislativo n. 199 del 2021 di recepimento della direttiva (UE) 2018/2001 e dai decreti attuativi”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in audizione alla Camera sulla situazione energetica del Paese, alla luce dei recenti sviluppi dello scenario geopolitico internazionale

Per gli impianti di nuova costruzione, ha aggiunto Pichetto, “è attualmente all’attenzione della Commissione europea lo schema di decreto FER2, che prevede un contingente dedicato per impianti a biogas e biomassa. Per quanto concerne la tutela della produzione esistente, al fine di scongiurare il blocco della produzione da detti impianti a valle del termine del periodo di diritto agli incentivi (essendo caratterizzati, a differenza delle altre FER, da costi di esercizio elevati ed imputabili soprattutto al costo delle materie prime), con il decreto-legge n. 57 del 2023 all’articolo 3-ter è stata demandata ad Arera la definizione di prezzi minimi garantiti, ovvero integrazioni dei ricavi conseguenti alla partecipazione al mercato elettrico, specificatamente dedicati agli impianti in esercizio alimentati a biogas e biomassa che beneficiano di incentivi in scadenza entro la data del 31 dicembre 2027 o che, entro tale data, rinunciano anticipatamente agli incentivi di cui sono titolari”.

GLI IMPIANTI EOLICI OFFSHORE NEI PORTI ITALIANI

“È forte l’attenzione per lo sviluppo dell’eolico offshore. Nel PNIEC 2030 tra gli obiettivi per la decarbonizzazione per assicurare la transizione energetica ha grande rilevanza l’obiettivo di un maggiore sfruttamento delle potenzialità dell’eolico off-shore, che prevede al 2030 lo sviluppo di progetti per 2,1 GW, con un notevole aumento del target rispetto al PNIEC 2019”.

Per quanto riguarda la normativa in materia di autorizzazione degli impianti, “il decreto legislativo 199/2021, riguardante la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, all’art. 23 ha modificato la competenza autorizzativa degli impianti eolici off-shore come prevista dall’art. 12, ultimo periodo, del decreto legislativo 387/2003, assegnando tale competenza al Mase, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e sentito, per gli aspetti legati all’attività di pesca marittima, il Ministero della Sovranità alimentare, a seguito del procedimento unico, comprensivo del rilascio della concessione d’uso del demanio marittimo e previa acquisizione valutazione di impatto ambientale positiva.

Sotto tale punto di vista, viene e sarà garantita l’uniformità di regolamentazione e di procedure. Da ultimo, con il noto DL energia n. 181/2023 è stato individuato un percorso di sviluppo di un polo strategico nazionale nel settore della progettazione, della produzione e dell’assemblaggio di piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare. La suddetta norma prevede, quindi, che il Mase pubblichi a breve un avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse da parte delle autorità portuali per individuare, in almeno due porti del Mezzogiorno o in aree portuali limitrofe ad aree di centrali interessate dal phase out dal carbone, di aree demaniali marittime con relativi specchi acquei esterni alle difese foranee da destinare alla realizzazione di poli cantieristici per la produzione, l’assemblaggio e il varo di impianti eolici offshore.

In seguito alla raccolta delle manifestazioni e alla loro valutazione, questo Ministero con il MIT procederà ad adottare un decreto, di concerto, con MEF, Ministero Difesa, Ministero per la Protezione civile, in cui andranno individuate le aree demaniali marittime dove sviluppare tali poli, gli interventi infrastrutturali da fare e le modalità di finanziamento degli interventi individuati, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Infine, sempre il DL Energia ha previsto che il MASE adotti un vademecum che indichi alle aziende interessate da tale tecnologia gli adempimenti e le informazioni minime necessari ai fini dell’avvio del procedimento unico per l’autorizzazione di tali impianti. Il Ministero sta già lavorando sia sull’avviso pubblico per la cantieristica navale che sul vademecum, ad avvenuta adozione del di quest’ultimo e terminata la fase istruttoria da parte dei competenti uffici per la verifica di procedibilità delle istanze, si procederà a comunicarne gli esiti ai soggetti proponenti, assegnando un termine per le eventuali integrazioni, mentre nel caso di istanze ammissibili e/o integrate correttamente, si procederà tempestivamente con l’avvio del procedimento e all’indizione della conferenza dei servizi”.

L’IMMISSIONE DELLE FER NEL SISTEMA ELETTRICO

“Molto è stato fatto nella legislazione in corso per facilitare la realizzazione delle connessioni delle FER alle reti, da ultimo con le previsioni del DL Energia sull’autorizzazioni semplificate per le cabine primarie e per le reti di connessione delle FER al sistema elettrico nazionale. O con la previsione dell’articolo 9, comma 9-undecies, sempre del Decreto Energia, che prevede l’avvio del procedimento da parte dell’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione unica su istanza del proponente, anche in assenza del parere di conformità tecnico sulle soluzioni progettuali degli impianti di rete per la connessione da parte del gestore medesimo, che è comunque acquisito nel corso del procedimento di autorizzazione ai fini dell’adozione del provvedimento finale”.

Sul tema delle connessioni, “si segnala inoltre la delibera ARERA del 03 agosto 2023 (361/2023/R/eel) che semplifica l’iter di connessione degli impianti di produzione di potenza attiva nominale fino a 20 kW che non sono sottoposti al regime delle accise, che accedono al mercato elettrico come unica unità di produzione, che non accedono agli incentivi erogati dal GSE,  e che non condividono il punto di connessione con altre unità di produzione.

Per tali impianti è stato rimosso l’obbligo di installazione del misuratore dell’energia elettrica prodotta; e si consente al gestore di rete la facoltà di sostituire le verifiche in loco (e la redazione del relativo verbale di attivazione) con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui il richiedente la connessione ovvero il produttore dichiara la conformità dell’impianto di produzione alle Norme tecniche, alla normativa vigente, e la corrispondenza con quanto già dichiarato in sede di presentazione della richiesta di connessione.

Arera sta portando avanti approfondimenti prodromici alla definizione di ulteriori modifiche alle procedure di connessione, in particolare alla definizione di soglie di potenza al di sotto delle quali è possibile effettuare connessioni tramite semplici comunicazioni, oppure senza la necessità di interventi sulla rete esistente, o ancora evitando che il gestore di rete debba valutare preventivamente la tipologia di lavori da effettuare (semplici o complessi), al fine di limitarsi alle sole attività strettamente necessarie riducendo il più possibile le tempistiche. Tale percorso di semplificazione, già avviato da tempo, va ancora sostenuto, al fine di eliminare ogni ostacolo fisico all’immissione nel sistema elettrico nazionale dell’enorme quantità di FER che ad oggi è in corso di progettazione nel Paese”.

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