La domanda totale di energia primaria nel mondo viene ancora soddisfatta, per oltre l’80%, dai combustibili fossili. Inoltre, se percentualmente, sul totale, essi mostrano qualche lieve flessione, in valori assoluti la loro crescita non si arresta, grazie alla crescita totale dei consumi energetici
Il rapporto 2025 dell’Energy Institute sui numeri e le tendenze dell’energia mondiale contiene numerose informazioni che confermano tendenze già in atto da qualche tempo. Prima di tutto i consumi energetici globali, energia primaria e quindi ogni fonte e ogni uso, continuano a crescere, dell’1,7% nel 2025.
Come scrive Chicco Testa sul Foglio, vista la correlazione quasi diretta fra consumo energetico e sviluppo economico è una buona notizia, anche perché quasi tutta la crescita si concentra soprattutto in Asia e nei paesi emergenti.
Ancora più netta la crescita dell’elettricità, che è aumentata del 3%, come conseguenza sia dell’elettrificazione di alcuni consumi tradizionali, auto elettriche e riscaldamento/condizionamento, sia per lo sviluppo di consumi nuovi, primi fra tutti i data center, che lo scorso anno hanno consumato nel mondo qualcosa come 788 TWh, oltre due volte il consumo elettrico totale italiano (320 TWh), e sono previsti in crescita costante.
IL PESO DELLE RINNOVABILI NELL’AUMENTO DEI CONSUMI ELETTRICI
Nella crescita dei consumi elettrici fanno la parte del leone le fonti rinnovabili, che coprono la maggior parte della crescita. Intanto, ricordiamo che l’elettricità copre solo circa il 20 % dei consumi energetici globali e la maggior parte di essi, circa il 70 %, è ancora storicamente coperta dai combustibili fossili.
La strada, sia per una maggiore penetrazione elettrica sia per la sostituzione dei combustibili fossili, è lunga e impervia. Infatti, il rapporto parla di “energy addition”, cioè aggiunta di nuove fonti nel soddisfare la domanda crescente, e non di sostituzione.
I COMBUSTIBILI FOSSILI, A LIVELLO GLOBALE, LA FANNO ANCORA DA PADRONE
Ma come viene soddisfatta la domanda totale di energia primaria nel mondo? Per più dell’80% dai combustibili fossili: petrolio, carbone, gas. Ma c’è di più: se, percentualmente, sul totale essi mostrano qualche lieve flessione, in valori assoluti la loro crescita non si arresta, grazie alla crescita totale dei consumi energetici.
Petrolio, gas e carbone nel 2025 hanno battuto ogni record, raggiungendo un nuovo picco storico dei consumi, nonostante quello passato non sia stato un anno particolarmente felice, soprattutto per il petrolio. Ne paghiamo le conseguenze con le emissioni totali di gas serra, che dipendono non dalle percentuali, ma dalle quantità assolute di combustibili bruciati. Infatti, anche nel 2025 sono cresciute di un altro 1 %, con un nuovo e più alto picco storico.
IL RUOLO DELLE BATTERIE
Un altro trend da sottolineare riguarda le batterie, la cui crescita è veramente impetuosa: sono necessarie per stabilizzare l’intermittenza di eolico e solare. Crescita dovuta anche al miglioramento delle prestazioni e alle riduzioni di costo.
Occorre poi sottolineare la distribuzione geografica di questi fenomeni, con la Cina che la fa da padrona praticamente in tutte le tecnologie: solare, nucleare, batterie: ha installato più solare di Stati Uniti ed Europa messi insieme, il 60 % della nuova produzione mondiale da rinnovabili è collocata lì e dispone di oltre la metà di tutta la potenza solare mondiale.
Idem per le batterie, la cui quota rispetto al resto del mondo si aggira intorno al 50 %. Segnali positivi anche per l’energia nucleare, che cresce soprattutto nell’Asia-Pacifico con Cina e Corea del Sud, più la new entry degli Emirati. Gli Usa rimangono il primo produttore mondiale, con la Cina che cresce rapidamente.
LE RETI ELETTRICHE HANNO BISOGNO DI INVESTIMENTI
Infine, il rapporto dedica molta attenzione e molte sottolineature a quello che, con l’aumento delle quote di elettricità, in particolare prodotte da fonti rinnovabili, è diventato il settore più bisognoso di investimenti, vale a dire la rete elettrica.
Anche in Italia – che pure possiede una delle migliori reti – abbiamo sperimentato in questa estate calda dei parziali blackout, dovuti a picchi locali di domanda. A cui si aggiungono circa 2 milioni di impianti rinnovabili grandi e piccoli e solo parzialmente prevedibili.
L’AIE aveva calcolato in decine di migliaia di miliardi gli investimenti necessari in tutto il mondo. Cifre impossibili da affrontare ma, certo, questo rischia di essere il collo di bottiglia più importante da rimuovere.

