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L’India vuole finanziare i campioni della mobilità elettrica

Polestar

L’India ha intenzione di offrire degli incentivi alle aziende che producono veicoli elettrici, con l’obiettivo generale di attirare corposi investimenti nel paese

Stando ad un documento visionato dall’agenzia Reuters, l’India ha intenzione di offrire degli incentivi alle aziende che producono veicoli elettrici. La misura è parte di uno disegno più ampio per il settore automobilistico che punta ad attirare nel paese investimenti per 14 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

UNO SCHEMA PIÙ OMOGENEO

L’India ha intenzione di promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica per ridurre la sua dipendenza dal petrolio e i livelli di inquinamento delle città. Ma l’obiettivo è complicato dalla debolezza della domanda da parte dei consumatori, dalla scarsità degli investimenti e anche da un quadro normativo frammentato e diverso da stato a stato (l’India è una repubblica federale composta da 28 stati e otto territori).

Come rivelato da fonti anonime a Reuters, dalla metà del 2020 il governo è però al lavoro su un nuovo schema di incentivi, più omogeneo, per il settore automotive. Gli aspetti finali del piano verranno rivelati entro un mese, ma le aziende potranno iniziare a richiedere gli incentivi a partire dal 1° aprile.

Le aziende riceveranno dal governo dei “cashback” pari al 4-7 per cento del valore di vendita o di esportazione di veicoli e componenti; per le auto elettriche e le relative parti è previsto un ulteriore 2 per cento come “incentivo alla crescita” di questo settore.

LA QUESTIONE TESLA

Si scrive da mesi dell’imminente ingresso in India dell’azienda americana di auto elettriche Tesla. Recentemente il canale televisivo indiano CNBC TV18 ha parlato dell’esistenza di trattative in fase preliminare fra Tesla e la società indiana di servizi energetici Tata Power per lo sviluppo di una rete di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici in India.

I PROBLEMI

Lo schema di incentivi per il settore automobilistico rientra in un programma ancora più ampio, da 27 miliardi di dollari, sul quale l’India sta puntando per promuoversi come meta manifatturiera alternativa alla Cina e al Vietnam e aumentare la propria presenza nelle catene di approvvigionamento globali.

Nonostante l’ambizione, l’India non possiede al momento un ecosistema altrettanto invitante per le aziende rispetto ad altri paesi dell’Asia orientale. Al contrario, le sue carenze infrastrutturali fanno crescere i costi della logistica, e anche le tariffe energetiche sono alte. Il governo stima che le varie inefficienze nazionali si traducano in costi di produzione più alti del 5-8 per cento per le aziende che decidono di stabilirsi in India.

Il nuovo piano di incentivi dovrebbe tuttavia permettere di migliorare la situazione e compensare alcuni di questi problemi.

“CAMPIONI DELL’AUTOMOTIVE”

A giudicare dal documento visto da Reuters, sembra che l’India voglia concentrarsi su quelle aziende in possesso della “scala, dell’abilità competitiva e delle capacità di management per essere dei campioni dell’automotive”.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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