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L’India cambierà il sistema di compravendita dell’elettricità per favorire le rinnovabili

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L’India vuole offrire condizioni migliori ai produttori e agli acquirenti di elettricità per risanare gli operatori in vista della decarbonizzazione

L’India sta valutando di cambiare il meccanismo di compravendita dell’elettricità nel paese con l’obiettivo di abbassare i costi per gli acquirenti e i consumatori e facilitare l’ingresso delle fonti rinnovabili nella rete.

Il cosiddetto meccanismo di dispacciamento basato sul merito economico andrà dunque a sostituire il sistema attuale, basato su accordi bilaterali di acquisto dell’energia, e darà ai distributori la possibilità di accedere ad una lista nazionale dei produttori di elettricità.

RISPARMIO PER 1,7 MILIARDI ALL’ANNO

Bloomberg scrive – riportando una nota del ministero indiano dell’Energia elettrica – che se tutti gli impianti di generazione del paese partecipassero a tale meccanismo, i costi di acquisto dell’elettricità potrebbero ridursi di circa 1,7 miliardi di dollari l’anno.

VANTAGGI PER LE RINNOVABILI E PER I FORNITORI

Il nuovo sistema permetterà alle società statali di distribuzione dell’elettricità di trarre beneficio dal calo dei costi delle rinnovabili, e anche di risolvere quelle difficoltà finanziare che hanno portato ad accordi di forniture non affidabili per i consumatori e a ritardi nei pagamenti ai fornitori di energia. Il nuovo piano prevede infatti che i distributori statali paghino l’elettricità in anticipo, alleviando i problemi di flusso monetario delle aziende produttrici.

GLI OBIETTIVI CLIMATICI DELL’INDIA

L’India è il terzo maggiore emettitore di gas serra al mondo ma ha intenzione di decarbonizzarsi, puntando ad aumentare di quasi cinque volte la propria capacità energetica da fonti rinnovabili entro il 2030. Come nota Bloomberg, risolvere i problemi finanziari delle società elettriche statali sarà fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi.

PRIMI TEST NEL 2022

Il governo di Nuova Delhi ha proposto l’avvio, per aprile 2022, di una fase di test del nuovo meccanismo di compravendita partendo da una sola società statale, la NTPC Limited, che si occupa della generazione dell’elettricità. Questa fase servirà a identificare eventuali problemi del sistema prima di un suo dispiegamento su scala nazionale.

MAGGIORE EFFICIENZA

Attualmente le società statali di distribuzione acquistano la maggior parte della loro energia tramite contratti bilaterali dalla durata di venticinque anni o più. Secondo il ministero dell’Energia elettrica, questa pratica fa sì che le centrali elettriche poco efficienti operino a livelli di capacità superiori rispetto a quelle più efficienti.

Il nuovo sistema invece, a detta del ministero, “promuove naturalmente le centrali più economiche ed efficienti”: i prezzi offerti dalle società di generazione e le offerte degli acquirenti saranno raggruppati in una “borsa dell’energia elettrica” nazionale.

Oltre che gli impianti rinnovabili che hanno un prezzo basso, il meccanismo faciliterà per esempio anche un utilizzo maggiore delle centrali a carbone vicine alle miniere al posto di quelle che devono farsi recapitare la materia prima da lontano, pagando grosse spese di trasporto.