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Iren punta Sorgenia, stretta tra Hera e A2A

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Nel risiko delle multiuility del nord Italia Iren si candida come player forte in grado di rilevare i 3.200 megawatt di Sorgenia

Sorgenia è sul mercato da qualche mese e per comprarla servono circa 700 milioni di euro. Ma se le valutazioni sulla società ballano, arriva l’interesse concreto e reale di Iren, l’ex municipalizzata di Reggio Emilia, Torino e Genova che ha deciso di puntare forte sull’utility in vista del 12 dicembre, data a cui è stata spostata la presentazione delle offerte vincolanti.

LA MORSA DI HERA E A2A

“Al momento, Iren è stretta fra i due leader tra le ex municipalizzate. Da un lato c’è Hera: controllata da un patto di sindacato tra una cinquantina di comuni dell’Emilia Romagna guidato da Bologna, Modena e Ferrara – si legge su La Repubblica Affari & Finanza – la società ha il primato per la capitalizzazione in Borsa (oltre 5,5 milirdi) dopo l’acquisizione dei clienti di Ascopiave”. Sull’altro fronte c’è “A2A: l’azienda – che ha come soci di maggioranza i Comuni di Milano e Brescia – è prima per ricai (6,5 miliardi nel 2018) e di fatto ha preso il controllo di tutte le maggiori utility locali della Lombardia”.

L’AD DI IREN PUNTA DECISO SU SORGENIA

“Per tentare il sorpasso sulle rivali, Iren – che denuncia 3,5 miliardi di capitalizzazione e 4 miliardi di fatturato – tenta il colpo Sorgenia. Come spiega l’amministratore delegato Massimiliano Bianco: ‘Vogliamo essere un soggetto industriale che valorizza appieno la nostra presenza e i nostri asset su tutta la filiera italiana dell’energia’”.

QUANTO “PESA” SORGENIA

Acquisire Sorgenia per Iren vorrebbe dire mettere in cascina centrali per 3.200 megawatt escludendo Tirrenia Power, che si andrebbero a sommare ai 2.700 già in pancia alla multiuitlity emiliano-romagnola.

LA CONCORRENZA È AGGUERRITA

“Portare a fondo l’assalto non sarà facile, perché la concorrenza è agguerrita. Oltre a un paio di fondi internazionali e al fondo italiano F2i (in cordata con Asterion Capital), sono della partita altre due utility: la romana Acea e A2a che si è alleata con Eph, società dell’imprenditore ceco Daniel Kretinski, presente in Italia dopo aver rilevato le centrali del gruppo tedesco E.on”.

LA CARTA DI RISERVA

Se la trattativa non dovesse andare a buon, fine, prosegue Affari & Finanza “Bianco può giocarsi la carta di riserva: a inizio 2019 dovrebbe entrare nel vivo la procedura per l’apertura del capitale di Cva, la società della regione Valle d’Aosta. Nel caso di accordo diventerebbe il secondo operatore nell’idroelettrico dopo Enel”:

MAZZARI NUOVO AD DELLA SOCIETÀ TERMOVALORIZZATORE TORINO DEL GRUPPO IREN

Intanto, Claudio Mazzari è il nuovo amministratore delegato di Trm, la società del Gruppo Iren che gestisce il termovalorizzatore di Torino. Il nuovo ad era stato cooptato nel cda della società lo scorso 29 ottobre, in seguito alle dimissioni di Giovanni Chinosi. Assume le deleghe in seguito alla rinuncia del consigliere Mauro Pergetti. Nella stessa seduta, Renato Boero ha rassegnato le dimissioni da consigliere e da presidente della società. Il CdA ringrazia in una nota i consiglieri uscenti “per il prezioso contributo portato alla gestione della società e per i positivi risultati conseguiti”. Il nuovo presidente della Società dovrà essere nominato dalla Città di Torino, ente che detiene il potere di nomina diretta. L’Assemblea dei Soci, che sarà in seguito convocata, prenderà atto di tale atto e procederà con le nomine di sua competenza.