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Iren si rafforza nel teleriscaldamento

Iren

Con la gestione di tre comuni torinesi la società Iren consolida la leadership nel settore teleriscaldamento

“Iren Energia, società controllata da Iren spa., e Petalo Due, veicolo societario costituito da Fineurop Investment Opportunities spa, che opera in qualità di assuntore del concordato preventivo Sei Energia, hanno concluso il contratto di compravendita per l’acquisizione del ramo d’azienda di Sei Energia”. È quanto si legge sul quotidiano Libertà.

L’ACCORDO

“L’accordo concluso prevede il trasferimento ad Iren Energia del ramo d’azienda che comprende la rete di teleriscaldamento nei Comuni di Rivoli e Collegno ed il 49% della società Nove che gestisce la rete di teleriscaldamento nel Comune di Grugliasco, per una volumetria complessiva del ramo d’azienda di 5,2 milioni di metri cubi per circa 50.000 abitanti equivalenti serviti. Nell’ambito dell’operazione, il corrispettivo pagato da Iren per l’acquisizione del ramo d’azienda è pari a 24,4 milioni di euro e tiene conto di future opzioni di sviluppo”, prosegue il quotidiano.

OPPORTUNITÀ STRATEGICA

“L’acquisizione delle attività di teleriscaldamento rappresenta un’opportunità strategica poiché sarà possibile estendere la rete esistente integrandola con quella già attiva a servizio della Area Metropolitana della Città di Torino sfruttando il calore prodotto dagli impianti di cogenerazione di Iren Energia e dal Termovalorizzatore TRM ottenendo così importanti sinergie. L’operazione è coerente con le linee strategiche di sviluppo industriale e di sostenibilità evidenziate nell’ultimo Business Plan”, si legge ancora.

BOERO (IREN): UN ULTERIORE PASSO AVANTI IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E DECARBONIZZAZIONE

“’Questa operazione consente di estendere e rafforzare ulteriormente la rete di teleriscaldamento nell’area metropolitana torinese, ha dichiarato Renato Boero, Presidente di Iren – un ulteriore passo avanti in termini di sostenibilità e decarbonizzazione, così come previsto dalle linee strategiche del nostro piano industriale’”, ha concluso il quotidiano.