Fact checking e fake news

Iva sulle bollette in Portogallo? Si passa dal 23 al al 6%.

bollette

Secondo Federconsumatori “è un passo importante per aiutare le famiglie e contrastare la povertà energetica da attuare anche in Italia”

L’Italia occupa il 17esimo posto tra i 28 Paesi membri dell’Unione Europea nella classifica sulla povertà energetica che colpisce il 25 per cento della popolazione europea. Gli ultimi dati Istat indicano che 7 famiglie italiane su 10 non riescono a riscaldare casa in maniera adeguata. Eppure un rimedio molto semplice potrebbe esserci per abbassare i costi delle bollette e cioè seguire l’esempio del Portogallo che ha abbassato l’Iva su elettricità e gas dal 23 al 6%.

FEDERCONSUMATORI: ESEMPIO CORAGGIOSO PER DARE RESPIRO ALLE FAMIGLIE

“Una notizia che fornisce chiaramente l’esempio di come sia possibile ridurre l’importo della tassazione sulle bollette, in
maniera coraggiosa, per dare respiro alle famiglie. I cittadini portoghesi beneficeranno, in questo modo, di una riduzione media della bolletta del 6% – sottolinea Federconsumatori in una nota -. In Italia, invece, il Governo va in tutt’altra direzione: non solo non ha operato ancora alcuna riduzione e riformulazione degli oneri di sistema che pesano fortemente in bolletta, ma addirittura, stando ad alcune ipotesi, si ipotizza di portare l’Iva dal 10% al 22% (percentuale destinata ad aumentare alla luce dei successivi rincari previsti se non si riuscirà a disinnescare le clausole di salvaguardia)”.

NON CI RISULTA CHE IL PORTOGALLO POSSEGGA GIACIMENTI O RISORSE ENERGETICHE TALI DA MOTIVARE UN ABBASSAMENTO DEI COSTI ENERGETICI

Secondo Federconsumatori si tratta di “un’ipotesi inaccettabile e del tutto ingiustificata. Non ci risulta che il Portogallo possegga giacimenti o risorse energetiche tali da motivare un abbassamento dei costi energetici così importante: per questo chiediamo al Governo di avviare una misura analoga, a maggior ragione alla luce dell’avanzare del fenomeno della povertà energetica nel nostro Paese. In questo modo si aiuterebbero le famiglie in difficoltà in maniera concreta e diretta, ristabilendo un minimo di equità in un settore in cui si sprecano i privilegi per le aziende”, ha concluso l’associazione.