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La BCE blinda il sistema finanziario: completato il piano d’integrazione dei rischi climatici e naturali

L’istituto di Francoforte conclude con successo il programma 2024-2025 e lancia nuove priorità strategiche, focalizzandosi su stabilità bancaria e tutela delle risorse idriche.

La Banca Centrale Europea ha impresso una svolta strutturale al proprio mandato, rendendo i fattori ambientali una componente stabile e quotidiana dei processi decisionali e operativi dell’Eurosistema. In una nota l’istituzione guidata da Christine Lagarde ha annunciato la conclusione del piano d’azione per il clima e la natura 2024-2025, certificando come la valutazione delle minacce ecologiche non sia più un’attività accessoria, ma un pilastro della stabilità finanziaria e della politica monetaria dell’area euro. In un contesto segnato da impatti economici sempre più tangibili, Francoforte ha confermato il proprio impegno a lungo termine, delineando una nuova fase operativa volta a potenziare la prontezza analitica dell’intera istituzione di fronte alle sfide della transizione ecologica e del degrado degli ecosistemi.

BILANCIO POSITIVO PER IL BIENNIO 2024-2025

Negli ultimi due anni, la Banca Centrale Europea ha affinato metodologie e strumenti per monitorare come il mutamento del clima e la perdita di biodiversità influenzino le variabili economiche fondamentali. L’istituto ha rafforzato l’integrazione di questi rischi all’interno delle sue attività core, migliorando sensibilmente la supervisione degli istituti di credito e la gestione dei portafogli proprietari. Questi progressi, secondo quanto riportato nella documentazione tecnica, accrescono la capacità della BCE di adempiere al proprio mandato statutario, garantendo che il sistema bancario europeo sia attrezzato per assorbire shock derivanti da eventi estremi o mutamenti normativi legati alla sostenibilità.

RAFFORZAMENTO DELLA POLITICA MONETARIA E ANALISI DEI DATI

L’integrazione delle considerazioni ecologiche ha toccato direttamente il cuore della politica monetaria. La BCE ha introdotto criteri climatici nel sistema di garanzie dell’Eurosistema e ha ridotto attivamente l’impronta di carbonio delle obbligazioni societarie in suo possesso. Attualmente, le valutazioni macroeconomiche includono sistematicamente gli effetti delle politiche di transizione, come il nuovo Sistema di scambio di quote di emissione (ETS 2). Sul fronte dei dati, Francoforte ha guidato lo sviluppo di scenari climatici innovativi nell’ambito del “Network for Greening the Financial System” e ha condotto stress test mirati, tra cui l’importante esercizio “Fit-for-55”. L’aggiornamento degli indicatori statistici consente oggi un monitoraggio molto più granulare della finanza sostenibile e dell’impatto dei rischi fisici sugli asset finanziari.

RESILIENZA BANCARIA E OBIETTIVI AMBIENTALI INTERNI

Un capitolo centrale del lavoro svolto riguarda il settore creditizio: le banche europee mostrano oggi una maggiore consapevolezza e capacità nel valutare i rischi climatici, supportate dalla vigilanza costante della BCE che, laddove necessario, è intervenuta con decisioni vincolanti. Parallelamente, l’istituto ha dato il buon esempio sul fronte della gestione interna, abbattendo le proprie emissioni operative del 39% nel 2024 rispetto ai livelli del 2019, un risultato in linea con i traguardi ambientali fissati per il 2030. La strategia di politica monetaria aggiornata riconosce ora esplicitamente le implicazioni del degrado naturale, con ricerche che evidenziano una profonda interdipendenza tra economia e biosfera, segnalando in particolare i rischi legati all’acqua come i più critici per l’area euro.

LE TRE SFIDE PRIORITARIE PER IL FUTURO

Nonostante i traguardi raggiunti, la BCE avverte che le conseguenze finanziarie del riscaldamento globale sono destinate ad aumentare, rendendo necessaria un’intensificazione dei lavori in tre aree chiave. In primo luogo, verrà accelerata la transizione verso un’economia verde, valutando con rigore i piani di transizione delle banche ed esplorando nuove integrazioni climatiche nel quadro operativo. La seconda priorità riguarda il contrasto agli impatti fisici del cambiamento climatico, attraverso il rafforzamento dell’analisi macroeconomica e il monitoraggio dei rischi sul sistema finanziario. Infine, l’istituto si concentrerà sugli effetti del degrado degli ecosistemi, con un focus specifico sull’impatto economico della scarsità o della gestione delle risorse idriche. Queste azioni integreranno le misure già in vigore, assicurando che la BCE mantenga una gestione prudente e proattiva in un panorama finanziario dominato dall’incertezza ambientale.

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