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La Germania nazionalizza Uniper, operazione da oltre 30 miliardi di euro

Uniper

Oltre ad Uniper, la Germania starebbe valutando anche la possibilità di nazionalizzare le unità tedesche di Gazprom e Rosneft

L’acquisizione da parte dello Stato tedesco di Uniper – il colosso energetico tedesco, che nel primo trimestre dell’anno fiscale 2022 ha registrato un EBIT rettificato di -829 milioni di euro – costerà oltre 30 miliardi di euro. È quanto si legge su Business Insider, che cita delle fonti governative. La Germania – si legge sul magazine online americano – è vicina a concordare l’accordo di acquisizione.

Il governo tedesco, guidato dal cancelliere Olaf Scholz, annuncerà l’operazione nella giornata di domani. Secondo due fonti, l’esecutivo “si è convinto che l’attuale instabile situazione dei maggiori importatori di gas tedeschi richiede il potere, le garanzie e il sostegno finanziario dello Stato”.

Dopo la francese EDF, Uniper diventa quindi il secondo caso di nazionalizzazione di un’impresa energetica europea dall’inizio della guerra in Ucraina.

Nel luglio scorso l’utility tedesca – che rappresenta anche il più grande importatore di gas russo in Germania – aveva chiesto un salvataggio pubblico poiché versava in grave difficoltà e doveva compensare la riduzione delle consegne di gas russo con costosi acquisti sul mercato globale. Allora il governo tedesco acquisì il 30% dell’azienda, investendo 15 miliardi e facendo scendere la quota di controllo della finlandese Fortum dall’80% al 56%.

LE STRATEGIE DEL GOVERNO TEDESCO SU GAZPROM E ROSNEFT

Oltre ad Uniper, la Germania starebbe valutando anche la possibilità di nazionalizzare le unità tedesche di Gazprom e Rosneft, due attori molto rilevanti nella maggiore economia d’Europa. Gazprom gestisce infatti impianti di stoccaggio del gas, mentre Rosneft rappresenta un quarto delle attività di raffineria tedesche. Per il quotidiano economico Handelsblatt i progetti di nazionalizzazione delle unità tedesche di Gazprom e Rosneft avrebbero già ricevuto l’approvazione della coalizione di governo.

Senza le forniture di Gazprom, per procurarsi il gas le aziende energetiche tedesche devono rivolgersi al mercato spot, con prezzi molto più alti. Le utilities però non possono trasferire gli alti costi ai loro clienti, la maggior parte dei quali riceve il gas attraverso contratti a lungo termine, non rinegoziabili. Berlino però non è intenzionata ad attivare una clausola che consenta alle società del gas di trasferire i prezzi ai consumatori, ma allo stesso tempo punta a garantire la continuità delle forniture, ed è questa la ragione per cui ha concretizzato la nazionalizzazione di Uniper.

IL RISCHIO RAZIONAMENTO

L’urgenza di intervenire è accentuata anche dal rischio di un razionamento del gas il prossimo inverno per i clienti industriali, nel caso in cui la Germania non riuscisse a riempire rapidamente gli stoccaggi di gas.
Il gas russo nel 2021 ha rappresentato il 55% delle importazioni della Germania e il 40% nel primo trimestre 2022. Nel marzo scorso il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, aveva dichiarato che la Germania si è impegnata a porre fine all’uso del gas russo entro il 2024.

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