Scenari

La nuova giovinezza del gas metano

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Il dato incontestabile è che il gas non è in declino. Anzi, detiene un robusto andamento inerziale che manifesta un’invarianza nelle abitudini di consumi energetici

Nell’ultimo rapporto Snam, si evidenzia come il consumo di gas metano sia cresciuto quest’anno del 2,3% rispetto al 2018, attestandosi a 73,8 miliardi di mc. Il dato nasconde una riflessione: la media degli ultimi 4 anni è 73,312 miliardi di mc mentre quella di più lungo periodo – l’ultima decade nella fattispecie – è di poco inferiore (72,796), fortemente influenzata dalla caduta dei consumi di metà decennio. Insomma, i consumi gas sono ripartiti e sono in crescita.

IL GAS È TUTT’ALTRO CHE IN DECLINO

Naturalmente si è lontani dai consumi degli anni pre-crisi, che arrivarono a oltre 80 mld di mc tenendo ai 90. Tuttavia il dato incontestabile è che il gas non è in declino. Anzi, detiene un robusto andamento inerziale che manifesta un’invarianza nelle abitudini di consumi energetici, testimoniata dalla bassa propensione alla spesa privata in soluzioni alternative, come dai pochi finanziamenti in nuova impiantistica FER. Da tempo la capacità di produzione è stata raggiunta e ci si concentra ora sull’ottimizzazione, la decentrazione e la riconversione degli impianti; è l’inevitabile processo della transizione energetica che ci traghetterà verso la decarbonizzazione dell’economia. Ed in questa sfida tecnologica ed ambientale, il gas può avere una parte importante, perché la verità spesso sottaciuta, e mai sufficientemente quantificata al grande pubblico è che i costi della transizione energetica saranno enormi e non si possono prendere di petto tutti i settori contemporaneamente.

IN COPPIA CON LE RINNOVABILI IL TOP

Occorrerà, dunque, porre in essere una gerarchia degli interventi, ottimizzando nel frattempo gli impieghi, con transizione più lenta. E in questo processo il gas si dimostra molto versatile e a contenuto impatto ambientale, utilizzato tanto negli impieghi stazionari che di trazione. È proprio lavorando in coppia con le fonti rinnovabili che potrà mantenere ed accrescere il suo ruolo, piuttosto che essere rimpiazzato ex abrupto da quelle, come si possa generalmente credere.

I LIMITI DEGLI STOCCAGGI E L’IDROGENO GIOCANO A FAVORE DEL GAS

In primis va ricordato che non esistono ancora stoccaggi di potenza che vadano oltre l’intervallo giorno – notte. Per cui l’impianto termoelettrico a gas è la soluzione idonea a compensare vuoti ed oscillazioni di produzioni. In secundis, si preannuncia per questo decennio il progressivo inserimento di idrogeno miscelato al metano per diminuirne le emissioni di CO2. E questo sarà possibile costruendo impianti FER dedicati, la cui energia prodotta sarà impiegata per desalinizzare l’acqua ed effettuare successivamente l’elettrolisi che scindendone la molecola, rilascia ossigeno ed idrogeno. Pertanto, proprio il maggior impiego di rinnovabili richiederà maggior metano, almeno fino a quando no si realizzerà un adeguato salto di paradigma tecnologico che consentirà un commercializzazione diffusa di stoccaggi ed impianti FER sincronizzati.