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La Russia sfida le minacce sul Nord Stream 2

Gazprom insiste sul progetto: “Verrà realizzato”. Anche se il combustibile che doveva cominciare a essere fornito già da quest’anno subirà probabilmente dei ritardi. Possibile intesa per prolungare i diritti di transito in Ucraina

I lavori nella penisola russa di Yamal, nell’estremo nord russo proseguono: migliaia di lavoratori sono intenti nella perforazione di 1,7 chilometri di permafrost per far fuoriuscire il gas necessario per rifornire Nord Stream 2. Come racconta il Financial Times il gas proveniente dal giacimento di Bovanenkovo è destinato a percorrere i 1.230 km di gasdotto che collegano la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, per rifornire i mercati europei. Ma c’è un ma che ha diviso l’Europa e scatenato la minaccia di sanzioni da parte degli Stati Uniti.

LE CRITICHE SULL’EGEMONIA RUSSA IN EUROPA E L’OSTACOLO DANESE

gazpromI critici del progetto, che dovrebbe entrare in servizio quest’anno, sostengono che manterrà l’Europa agganciata al gas russo e priverà l’Ucraina di miliardi di dollari guadagnati per aver permesso il gas in tutto il suo territorio. L’unico ostacolo che ancora si frappone alla realizzazione dell’opera è la Danimarca che ritarda l’autorizzazione a costruire nelle sue acque. Mentre la Commissione europea ha rafforzato i controlli dopo il via libera al terzo pacchetto energia.

DA GAZPROM RASSICURAZIONI: IL PROGETTO VA AVANTI

Ma da Yamal, le società che stanno dietro al progetto – guidate dalla russa Gazprom – hanno un messaggio semplice: il gas abbondante arriverà in Europa qualunque siano gli ostacoli frapposti da Bruxelles o da Washington, scrive Ft che ha contattato Igor Melnikov, amministratore delegato di Gazprom Nadym Dobycha, l’unità di sviluppo di Bovanenkovo che costa a Gazprom qualcosa come 7,6 miliardi di dollari: “Produrremo gas e lo immetteremo nel sistema russo di distribuzione. Non vediamo alcuna possibilità di fermare la produzione”.

IPOTESI DI PASSAGGIO PER IL SISTEMA UCRAINO IN CASO DI NORD STREAM 2 NON OPERATIVO

Oleg Andreev, vice capo del reparto di produzione di Gazprom, ha detto sempre a Ft che l’azienda potrebbe cercare percorsi alternativi nel caso in cui Nord Stream 2 non fosse pronto per dicembre, forse anche il passaggio attraverso l’Ucraina. “Chiudere i rubinetti non è un problema – ha detto -. Ma in linea di principio, c’è la domanda di gas in Europa, e la domanda è alta, e tutti i corridoi possono fornire gas”.

RIAVVICINAMENTO MOSCA-KIEV?

Proprio su questo punto, riferisce S&P Platts, la compagnia russa ha offerto a Kiev di prorogare l’attuale regime di transito, in scadenza a fine 2019. Elena Burmistrova, numero uno di Gazprom Export, parlando ad una conferenza stampa a San Pietroburgo, ha detto che la compagnia è interessata ad estendere l’attuale accordo di transito e che è “molto versatile” sulla possibile intesa. Inoltre ha allontanato la possibilità di uno scenario “apocalittico” riferendosi a una possibile interruzione dei flussi di gas russi attraverso l’Ucraina. Kiev dal canto suo vuole un nuovo accordo che le garantisca almeno 60 miliardi di mc/anno di volumi di transito russo per i prossimi 10 anni. Secondo S&P è improbabile che Mosca accetti di impegnarsi per tali volumi nel lungo periodo, tanto che durante le precedenti tornate di colloqui trilaterali con Commissione europea e Ucraina, la Birmistrova aveva precisato che non erano stati raggiunti “accordi sostanziali”.

BIRMISTROVA: MANCANO GLI INTERLOCUTORI. DISPOSTI A UNO SCONTO DEL 25% SUL PREZZO ATTUALE

La Birmistrova ha anche aggiunto che la situazione è complicata dal fatto che non è chiaro con quale controparte Gazprom debba negoziare le condizioni di transito per il futuro, dato che Kiev sta portando avanti una riforma del settore gas. “Non è un segreto che non capiamo con chi dobbiamo parlare”, ha ammesso, aggiungendo che la società è comunque interessata a estendere il contratto di transito e a fornire gas agli utenti finali in Ucraina ad un prezzo inferiore del 25% rispetto al prezzo attuale”.

NESSUN APPALTATORE HA LASCIATO IL PROGETTO NORD STREAM 2

Secondo l’Oxford Institute for Energy Studies, la domanda europea di gas dovrebbe raggiungere i 564 miliardi di metri cubi nel 2020 e i 618 miliardi di metri cubi nel 2030. La Russia, che fornisce un terzo del fabbisogno Ue ha gas da vendere. Solo il giacimento di Bovanenkovo dovrebbe produrre 95 miliardi di metri cubi quest’anno, con un aumento del 9% rispetto all’anno, prima di stabilizzare la produzione a 115 miliardi di mc/anno a partire dal 2020, secondo Melnikov. Henning Kothe, chief project officer di Nord Stream 2, ha detto a FT inoltre che nessun appaltatore ha lasciato il progetto a causa del rischio di sanzioni. “Non ci aspettiamo che vengano imposte sanzioni”, ha detto.

DA RITARDI DANIMANCA RISCHI LEGISLATIVI UE

Il rischio vero deriva dai permessi necessari per completare la costruzione dell’infrastruttura. Come anticipato, il progetto deve ancora ottenere l’approvazione della Danimarca. L’Agenzia danese per l’energia, che deve esaminare la domanda, ha spiegato che “non può dire quando un’autorizzazione può essere concessa”. Ulteriori ritardi potrebbero creare più spazio per i rischi legislativi, ha detto Mitch Jennings, analista di Mosca presso la Sova research. “Una limitazione della capacità di Nord Stream 2 al momento del suo lancio non è fuori dalla portata della possibilità, date le recenti modifiche alla direttiva sul gas da parte dell’Ue”, ha aggiunto.

SENZA NORD STREAM 2 L’EUROPA POTREBBE IMPORTARE PIÙ GNL CON UN AUMENTO DEI COSTI TRA 8 E 24 MILIARDI

Detto ciò, se il nuovo collegamento del Baltico non aprirà in tempo, Kothe ha ammesso che l’Europa potrebbe aver bisogno di importare più Gnl. Il costo sarebbe compreso tra 8 e 24 miliardi di euro in più, a seconda del prezzo del Gnl. Infatti Annette Berkhahn Blyhammar, consulente per l’energia e i servizi pubblici di Arthur D Little, una società di consulenza con sede a Stoccolma, ha dichiarato: “Nord Stream 2 è significativo dal punto di vista del mercato in quanto offre un’altra opportunità per trasportare gas dalla Russia all’Europa. Se si togliete questa opportunità, i costi aumenteranno”.

UN POSSIBILE NORD STREAM 3?

norIn tale contesto, l’abbondanza di gas a Yamal – che ha giacimenti con prospettive di produzione combinata di 360 miliardi di mc/anno – e la crescente domanda europea, stanno già sollevando interrogativi sulla potenziale necessità di un “Nord Stream 3″. “Gazprom è pronta a sviluppare ulteriori infrastrutture, se necessario, se la domanda c’è”, ha detto Khandoga. “Naturalmente con questo progetto vediamo una certa riluttanza da parte dei responsabili politici europei. Pertanto, se c’è bisogno di Nord Stream 3, credo che Gazprom troverà i partner per costruirlo. Abbiamo sicuramente le risorse per utilizzarlo”.

INTANTO GAZPROM HA AUMENTATO GLI STOCCAGGI IN EUROPA

Nel frattempo, negli ultimi mesi, Gazprom ha accumulato volumi di stoccaggio di gas in Europa. “Attualmente stiamo lavorando attivamente per iniettare gas nei siti di stoccaggio sotterraneo in Europa, con volumi destinati a superare di 2,5 volte il livello dell’anno scorso”, ha detto Burmistrova. La strategia di Gazprom è di avere almeno il 5% delle sue forniture nel Vecchio Continente “in modo da poter essere fedeli a tutti i nostri impegni verso i clienti europei”. Per quanto riguarda le modifiche alla direttiva europea sul gas entrata in vigore a maggio, Burmistrova ha infine commentato che Gazprom prenderà in considerazione l’impatto su Nord Stream 2 solo quando sarà chiaro come la Germania intenderà attuare le modifiche alla sua legislazione.