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La Ue vuole aiutare il clima e lo fa finanziando progetti sul gas

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Tra i 151 progetti di comune interesse Ue per la rete di interconnessione energetica europea, ce ne sono sei italiani tra cui Tap

L’Ue afferma di voler uscire dai combustibili fossili e diventare al più presto neutrale dal punto di vista climatico? Sì, considerato che il percorso è stato tracciato da tempo con target al 2030 e al 2050 e che tutti i paesi membri dell’Unione europea si stanno impegnando per redigere e mettere in pratica i Piani Energia e Clima. Per fare questo l’ultimo elenco della Commissione europea di progetti energetici ammissibili al finanziamento dell’Ue – il quarto – comprende 32 progetti sul gas, compresa la costruzione di nuovi terminali Gnl.

SECONDO LA COMMISSIONE UE PROGETTI SUL GAS TAGLIATI DEL 21%

Secondo quanto riferisce Euractiv Germania il documento della Commissione europea starebbe però “causando disordini tra gli ambientalisti a Bruxelles”. La scorsa settimana l’esecutivo Ue ha pubblicato la sua ultima lista di cosiddetti “Progetti di interesse comune” (PCI) per l’energia, che hanno lo scopo di promuovere la sicurezza energetica attraverso le frontiere. “L’elettricità e le reti intelligenti rappresentano oltre il 70% dei progetti, rispecchiando il ruolo crescente dell’elettricità rinnovabile nel sistema energetico”, ha spiegato la Commissione in una nota. Il numero di progetti sul gas “è diminuito da 53 due anni fa a 32, ovvero il 21% di tutti i progetti nell’elenco PCI”, ha aggiunto un funzionario Ue, affermando che “ciò è in linea con il ruolo del gas rispetto agli obiettivi dell’Ue nella decarbonizzazione”.

PER GLI AMBIENTALISTI NON È COSI’

I progetti di infrastrutture energetiche ammissibili al finanziamento europeo comprendono reti di trasmissione e strutture di stoccaggio per le energie rinnovabili. Ma, secondo gli ambientalisti, ilc conteggio è errato: la lista comprende 55 progetti di gas naturale e non 32. La discrepanza deriva dal fatto che la Commissione conta alcuni progetti in gruppi piuttosto che individualmente, spiega Colin Roche di Friends of the Earth, un’organizzazione ambientale.

NUOVI TERMINAL GNL PER RICEVERE IL GAS USA

I progetti relativi al gas comprendono nuovi terminali Gnl in Grecia, Cipro e Polonia, nonché due terminal a Krk in Croazia e Shannon in Irlanda, dove si prevede che sarà importato dagli Stati Uniti il gas naturale prodotto attraverso il metodo del fracking. Il fatto che questi progetti siano ora ufficialmente supportati dall’Ue significa che le loro procedure di pianificazione e approvazione saranno accelerate e che hanno buone possibilità di ricevere finanziamenti europeo. Il denaro proviene dal fondo “Connecting Europe Facility” , che vale 30 miliardi di euro. Circa 3,8 milioni di euro stanno attualmente affluendo dal fondo verso progetti che hanno ottenuto lo status PCI dall’Ue.

I progetti in questi casi, infatti, possono beneficiare di autorizzazioni semplificate e il diritto di richiedere finanziamenti Ue. I progetti del nuovo elenco sono stati valutati e selezionati in un processo aperto negli ultimi 18 mesi, in linea con le disposizioni del regolamento europeo, con il coinvolgimento delle parti interessate, comprese le organizzazioni di tutela dei consumatori e dell’ambiente. Consiglio Ue e Parlamento hanno poi due mesi di tempo per opporre obiezioni alla lista.

IL GAS RIMARRÀ INDISPENSABILE ANCORA PER MOLTO TEMPO

La Commissione, da parte sua, ha difeso l’elenco proposto. Nel corso di un briefing con i giornalisti di Bruxelles, una portavoce ha sottolineato che la percentuale di progetti nel settore del gas nella lista PCI è diminuita rispetto all’ultima volta. Questo dimostra una “tendenza molto, molto, molto chiara” verso una minore produzione di gas in futuro, ha detto il funzionario secondo quanto riferito da Euractiv. “Abbiamo sempre reso molto chiaro e trasparente che abbiamo bisogno di gas nel mix energetico europeo. Il nostro obiettivo è la diversificazione e il passaggio all’energia pulita. Ma il gas continuerà a svolgere un ruolo per qualche tempo a venire”, ha aggiunto la portavoce.

COMBUSTIBILE DI TRANSIZIONE POI SI GUARDA ALL’IDROGENO

Il gas è ampiamente considerato un combustibile di transizione tra il carbone e le rinnovabili. E certamente ha dei vantaggi: è relativamente meno costoso e meno inquinante del carbone quando viene bruciato nelle centrali elettriche, e molti paesi europei hanno già una rete gas ben sviluppata, che in futuro potrebbe essere riconvertita per trasportare gas a basse emissioni di carbonio, come biometano e idrogeno. In futuro l’auspicio dei vertici Ue è che il gas venga sostituito dall’idrogeno verde prodotto dall’elettrolisi. L’Unione europea prevede pertanto di ampliare l’infrastruttura del gas in misura sufficiente a garantire l’approvvigionamento energetico durante la transizione. “La rete del gas Ue è diventata più solida e, se venissero portati a termine tutti i PCI in corso di attuazione, l’Europa dovrebbe disporre di una rete del gas ben interconnessa e resistente entro l’inizio del 2020”, ha dichiarato la Commissione.

I SEI PROGETTI ITALIANI

Più in generale tra i 151 progetti di comune interesse Ue per la rete di interconnessione energetica europea, ce ne sono sei italiani. Si tratta della Tap (Trans-Adriatic Pipeline) tra Grecia e Italia via Albania e Mare Adriatico; del corridoio per le interconnessioni del gas nord-sud tra Malta e Italia (Gela); il corridoio nord-sud per le interconnessioni nell’Europa centrale e del sud-est Ungheria-Slovenia-Italia (Gorizia); la pipeline di gas Poseidon che connette Grecia e Italia a Otranto; il rafforzamento delle capacita’ di trasmissione in Italia inclusi l’Adriatica Line e il rafforzamento delle capacita’ Matagiola-Massafra; la Transalpine pipeline (Tal) tra Trieste e Ingolstadt (Germana).