Energie del futuro

Le auto elettriche rappresentano una minaccia per le Big Oil?

Nissan

Secondo un’analisi di Barclays nel 2025 la domanda petrolifera mondiale potrebbe essere ridotta di 3,5 milioni di barili al giorno. Se la penetrazione dei veicoli elettrici raggiungerà il 33%, la domanda petrolifera potrebbe ridursi di 9 milioni di barili al giorno entro il 2040

 

Il 2017 potrebbe essere ricordato in futuro come l’anno in cui cominciò ufficialmente l’era delle auto “elettriche”. Oggi, tuttavia, quella di un parco circolante interamente composto da auto verdi, appare ancora un sogno futuristico considerando che negli Usa, ad esempio, meno dell’1 per cento è a trazione elettrica secondo il sito Edmunds.com, un sito americano specializzato in auto.

Lo stesso accade nel resto del mondo: la quota di mercato e le immatricolazioni di veicoli elettrici, a celle a combustibile e ibridi ricaricabili sono aumentate di circa sei volte tra il primo trimestre 2013 e il secondo trimestre 2017, passando dallo 0,21% all’1,19% mentre il numero di auto elettriche vendute è passato, nello stesso periodo, da 41.023 a 260.411. Il punto di svolta, secondo quanto affermano gli esperti, è dovuto a tre elementi, ognuno con conseguenze che si ripercuoteranno anche a livello economico e culturale.

auto elettriche Il primo riguarda la flessione della Cina: oltre a fissare quote di produzione aggressive per i veicoli elettrici, la Cina prevede di eliminare completamente i motori a combustione interna già nel 2030. Prendendo un ruolo di primo piano nel passaggio ai plug-in, il più grande mercato automobilistico del mondo costringerà di fatto il resto della comunità internazionale a seguire le sue orme. Il secondo punto di forza è il debutto del Model 3 di Tesla: il primo veicolo di massa della società ha inaugurato un’era importante per i veicoli elettrici grazie al design della vettura e al prezzo di partenza di circa 35 mila dollari.

Infine, General Motors ha chiuso il 2016 come terza casa automobilistica al mondo, il che significa che la sua decisione di creare 20 nuovi veicoli elettrici entro il 2023 avrà un impatto sul mercato globale. Volvo, Volkswagen, Mercedes, Audi, BMW e Ford hanno anche loro annunciato piani nel settore negli ultimi mesi. Ciò nonostante le critiche da parte del numero uno di Fca Sergio Marchionne, secondo il quale l’avvento delle auto elettriche rischia di essere “un’arma a doppio taglio”, visto che due terzi dell’energia deriva da fonti fossili soprattutto da carbone e una flotta verde a livello mondiale, a suo dire, peggiorerebbe la situazione. In realtà, come scrive il Washington Post riportando le dichiarazioni del direttore esecutivo dell’industry analysis di Edmunds.com Jessica Caldwell “si avverte che la situazione di un’elettrificazione del parco auto è improvvisamente reale. C’è uno slancio mai visto prima che proviene da vari paesi nel mondo e dalle grandi case automobilistiche che costringe tutti a conformarsi”. Naturalmente un futuro “tutto-elettrico” è lontano ancora anni, dicono gli esperti ma di sicuro modificherà la società attuale a cominciare dal settore petrolifero.

Il futuro delle Big Oil

Le scarse vendite di veicoli elettrici hanno reso difficile per le Big Oil prendere sul serio la “minaccia” delle auto elettriche. Ora, grazie alla crescente domanda in Asia e in Europa, gli esperti dicono che il cambiamento sta cominciando, nonostante la presenza di previsioni secondo cui la domanda petrolifera continuerà a crescere nei paesi in via di sviluppo. L’interrogativo che ci si pone non è più se i veicoli elettrici prenderanno il posto di quelli tradizionali, ma quando.

L’analisi di Barclays ha concluso che nel 2025 la domanda petrolifera mondiale potrebbe essere ridotta di 3,5 milioni di barili al giorno. Se la penetrazione dei veicoli elettrici raggiungerà il 33%, la domanda petrolifera potrebbe ridursi di 9 milioni di barili al giorno entro il 2040, ha concluso Barclays. La New Energy Finance di Bloomberg stima il numero a 8 milioni di barili entro il 2040, più dell’“attuale produzione combinata di Iran e Iraq”.

auto elettriche

Sollecitando cautela circa l’impatto dei veicoli elettrici sull’industria petrolifera, John Eichberger, direttore esecutivo del Fuels Institute, ha ammesso di non aspettarsi cambiamenti significativi nella domanda per altri 15 anni circa. “Non sappiamo quanto velocemente le vendite di auto elettriche prenderanno piede, quello che sappiamo è che, indipendentemente dalla velocità con cui le vendite saranno effettuate, le giacenze di mercato lo trasformeranno più lentamente, e questo ritarderà l’impatto sulla domanda di petrolio”. Eichberger ha osservato che, secondo le stime più ottimistiche, la crescita delle vendite fino al 2030 dovrebbe arrivare fino al 16% della quota di mercato negli Usa. Quando questo accadrà, ha detto, ci vorrà ancora più tempo prima che la gente inizi a vendere i propri veicoli e ad acquistarne di nuovi, portando all’adozione generalizzata delle auto elettriche. “Sono i veicoli sulla strada che determineranno la domanda di benzina, non i veicoli in vendita quel giorno”, ha precisato.

Le pompe di benzina

Alcuni esperti sostengono che le auto elettriche stanno suonando il lutto alle stazioni di servizio ma in realtà non tutti ne sono convinti. John Abbott, direttore commerciale di Shell Oil, ad esempio, ha affermato che il colosso petrolifero si sta adeguando: “Abbiamo un certo numero di paesi in cui stiamo cercando di realizzare strutture per la ricarica della batteria – ha detto al Financial Times -. Se stai seduto a caricare il tuo veicolo, vorrai prendere un caffè o qualcosa da mangiare”. Fino a quando i tempi di ricarica non diminuiranno drasticamente, i tempi di attesa per la ricarica di un veicolo elettrico potrebbero trasformare le stazioni di servizio in “luoghi di ricovero ospedaliero”, secondo Guido Jouret, direttore digitale di ABB, il quale ha osservato che molte stazioni di servizio fanno più soldi vendendo bevande e cibo che carburante.

L’impatto ambientale

A seconda di come l’elettricità verrà prodotta in una determinata zona, le auto potrebbero assicurare dal 30% all’80% in meno nelle emissioni di gas serra, secondo Gina Coplon-Newfield, direttore  del Sierra Club’s Electric Vehicles Initiative. Rimanendo agli Usa se le vendite GM del 2016 negli Stati Uniti d’ America – oltre 3 milioni di veicoli – venissero convertite in veicoli elettrici, il paese beneficerebbe di molti vantaggi, come  6,5 milioni di tonnellate di gas serra in meno ogni anno,  il taglio di 35,6 milioni di barili di petrolio e il taglio monossido di carbonio, azoto e particolato.

Il futuro dei meccanici

meccanico Una delle ragioni principali per cui i proprietari di auto visitano un meccanico è per un cambio olio, che solleva una domanda: cosa succederà quando i veicoli non si affideranno più al petrolio? Non è che i veicoli elettrici non richiederanno manutenzione (dopo tutto sono ancora dotati di freni, pneumatici e tergicristalli), ma i loro motori sono molto più semplici, dicono gli esperti. “Fondamentalmente non si rompono – ha dichiarato Tony Seba, esperto di energia pulita e fondatore di RethinkX, un think tank che si occupa di cambiamenti nel settore dei trasporti –. Hanno 20 parti in movimento, contro le 2.000 del motore a combustione interna, e anche quelle 20 sono elettromagnetiche, il che significa che non toccano e non si rompono e quindi sono molto meno costose da mantenere”.

Alimentazione della rete

Tendiamo a pensare ai veicoli elettrici come consumatori di elettricità, ma alcuni esperti ritengono che saranno più simili alle “unità mobili di accumulo dell’ energia”, come ha recentemente osservato Forbes. L’adozione generalizzata di queste auto, dicono gli esperti, può consentire ai veicoli di trasferire l’energia alla rete quando i costi e la domanda sono elevati e caricare la batteria quando invece si registra un calo.