Scenari

Le casse di Csea migliorano. Besseghini: Il futuro del sistema? Integrato e digitale

maxi-bollette

Le giacenze utilizzate per “congelare” gli oneri di sistema saranno rimborsati nel corso del 2019. A Sogin un anticipo di 30 milioni entro il 28 febbraio 2019

Nessun pericolo per le disponibilità di cassa del Csea, la Cassa per i servizi energetici e ambientali, dopo l’allarme lanciato qualche settimana fa in audizione in commissione Attività produttive della Camera dal direttore generale di Csea Enrico Antognazza, sulle giacenze utilizzate per “congelare” gli oneri di sistema. Che saranno rimborsati nel corso del 2019. Mentre per il futuro, promette il numero uno di Arera Stefano Besseghini, si prospetta l’utilizzo di algoritmi intelligenti per confrontare le offerte quando il mercato tutelato avrà fine.

LA DELIBERA ARERA

Nel provvedimento Arera che prevede l’aggiornamento, a decorrere dal 1 gennaio 2019, delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema e di ulteriori componenti tariffarie relativamente ai settori dell’energia elettrica e del gas, la stessa Authority conferma che la Csea non ha più problemi di disponibilità: “Con le comunicazioni del 10 dicembre 2018 la Cassa e il GSE hanno aggiornato le previsioni, tanto in relazione agli oneri di competenza dei diversi conti di gestione quanto in relazione all’andamento delle disponibilità finanziarie dei conti medesimi; detti aggiornamenti fanno emergere un significativo miglioramento (rispetto alle ipotesi di settembre) delle prospettive nei prossimi mesi della liquidità dei conti di gestione gestiti presso la Cassa ; il miglioramento di cui al precedente alinea è conseguente a più favorevoli previsioni del GSE, in particolare connesse alla revisione al rialzo delle previsioni di gettito della componente A SOS (sia per gli ultimi mesi del 2018 che per l’intero 2019) e, in parte , anche in relazione a una ulteriore r iduzione degli oneri previsti in capo al con to di cui al comma 48.1, lettera b) , del TIT (di seguito: conto A3) relativamente all’incentivazione delle fonti rinnovabili e assimilate”.

COSA AVEVA DETTO ANTOGNAZZA

Nel corso di un’audizione qualche settimana fa il direttore generale di Csea Enrico Antognazza aveva evidenziato che la situazione di Csea era stata “particolarmente intaccata negli ultimi due trimestri di aggiornamento tariffario” perché Arera stata costretta a intervenire per contenere gli aumenti tariffari “che se avessero trasferito gli incrementi dei prodotti energetici tal quale avrebbero provocato aumenti a doppia cifra”. Per contenerli a una singola cifra sono stati quindi adottati provvedimenti che hanno deciso una seria riduzioni delle giacenze di casse “per circa un miliardo, 460 milioni nei due trimestri. Le disponibilità di cassa previste da Antognazza a fine anno era stimate in “2,5 miliardi” di euro.

LA QUESTIONE DELLA CONVENZIONE GRIN E DEI CIP6

“Il GSE, d’altro canto -si legge nella delibera Arera -, ha segnalato che in data 16 novembre 2018 il T.A.R. del Lazio ha pubblicato una serie di sentenze, di medesimo contenuto, recanti l’annullamento dello schema della convenzione ‘GRIN’ e degli atti successivi ; e che il GSE ha segnalato altresì che in attesa di una definizione puntuale dei seguiti derivanti dalle sentenze, è stimato che le medesime possano comportare un’anticipazione di uscite finanziarie nell’ordine di oltre 500 milioni di euro”. La convenzione GRIN riguarda i titolari degli impianti IAFR che hanno maturato il diritto a fruire dei Certificati Verdi e che dovranno sottoscrivere una Convenzione con il GSE attraverso l’applicativo GRIN (Gestione Riconoscimento Incentivo) nato per permettere al GSE di gestire integralmente tutte le fasi necessarie al riconoscimento della tariffa incentivante e ai titolari degli impianti di svolgere tutte le attività necessarie all’abilitazione all’incentivo. Recentemente, inoltre, il T.A.R. del Lazio ha accolto diversi ricorsi di produttori Cip 6/92 contro il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 novembre 2012 in merito al calcolo sul costo evitato di combustibile “e gli impatti di tali sentenze sono ad oggi stimabili in un aggravio di oneri in capo al conto A3 tra 80 e 200 milioni di euro”, sottolinea Arera.

RIMBORSO CONGELAMENTO ONERI ENTRO IL 2019

L’Arera ha disposto il riassorbimento “entro la fine del 2019” degli effetti “della diversità di trattamento tra utenti domestici e non domestici derivante dalle riduzioni degli oneri generali disposte con le deliberazioni 359/2018/R/com e 475/2018/R/com”.

A SOGIN 30 MILIONI DI ACCONTO SULLA COMPONENTE A2

Sempre nella delibera è previsto il mandato alla Csea “di provvedere all’erogazione, alla Sogin, di 30 milioni di euro, entro il 28 febbraio 2019, a titolo di acconto e salvo conguaglio, a valere dal conto A2”

BESSEGHINI: INTEGRATO E DIGITALE, IL FUTURO DEL SISTEMA ENERGETICO

Nell’intervento sul sito di Elettricità futura, il presidente di Arera Stefano Besseghini, ha ricordato che il sistema energetico “va pensato come un tutto integrato, superando le visioni a compartimenti stagni, ad esempio tra segmenti di attività o tra elettrico e gas”. “L’interazione tra elettrico e gas in parte è già cominciata, ma deve crescere; la convergenza tra questi due settori dovrà convivere in uno scenario macro di grandi infrastrutture in cui creare una visione integrata. Bisognerà favorire la presenza delle fonti rinnovabili, ma valutare anche lo stoccaggio per tenere il sistema in sicurezza con costi sempre efficienti. Gli investimenti dovranno essere fatti secondo una logica di utilità al sistema con azioni specifiche per il mercato del gas. Gas che dovrà via via essere visto come una naturale sintesi, grazie alle nuove tecnologie che lo renderanno complemento fondamentale per il supporto del sistema elettrico. L’intenzione poi è raggiungere l’allineamento dei prezzi per il sistema di trasporto rispetto al sistema europeo, mentre per quanto riguarda la rete dei trasporti, concessioni e affidamenti andranno stimolati”. E il consumatore non resta a guardare. “Con la fine della tutela e l’avanzare della digitalizzazione del cliente andrebbero superate alcune ‘ingenuità’ che caratterizzano l’approccio ad alcuni temi. In un tempo più breve di quello che crediamo, l’utente che consulta il ‘portale offerte’ verrà superato da algoritmi intelligenti che lo faranno al posto suo. Il digitale permette sempre più al cliente di indicare gli obiettivi lasciando alle macchine di perseguirli. Possiamo usare il tempo che ci separa dalla fine della tutela per sviluppare rapidamente la strumentazione. Lato regolazione l’architettura c’è già, probabilmente serve qualche altro addendo come l’albo dei venditori, che è qualcosa che manca e sul quale stiamo lavorando. Bisogna fare uno scatto tecnologico per capire anche che la profilazione della domanda, non la facciamo noi ma la faranno una serie di over the top, includendo tra questi non solo Google, ma anche i nostri player energetici di alto livello”.