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Oneri di sistema, Csea auspica che riforma dia stabilità e coerenza al sistema

Milleproroghe

Sul sistema Canone Rai “elementi positivi e di preoccupazione”. Allarme sulle giacenze: incrementi dei prodotti energetici hanno intaccato cassa

“Csea, in quanto ente strumentale, non può che augurare che la riforma del sistema degli oneri generali di sistema, qualunque essa sia, risponda a determinate esigenze come una disciplina certa, coerente e stabile e ove possibile anche semplificata in materia di riscossione”. Lo ha detto Giandomenico Manzo, già segretario generale dell’Autorità, e neo-commissario della Cassa Servizi Energetici e Ambientali (Csea) nel corso di un’audizione in commissione Attività produttive della Camera nel quadro dell’indagine conoscitiva sugli oneri in bolletta.

MANZO: GARANTIRE COMUNQUE RESPONSABILIZZAZIONE ED EFFICIENZA NELL’AZIONE

Secondo Manzo è necessario che ci sia “un impianto che tenga conto della consolidata filiera attuale, non messa in discussione dalle recenti pronunce giurisprudenziali e che assicuri una maggiore responsabilizzazione ed efficienza nell’azione da parte dei vari attori della filiera, distributori, venditori e utenti finali”. Che permetta cioè “di mantenere distinti gli effetti della morosità dei clienti finali rispetto a quella derivante da operatori insolventi”. E che consenta, in definitiva a Csea “di muoversi in un quadro di certezza nella raccolta degli oneri e sui relativi tempi di esazione” e “di avere ugualmente certezza e tempestività nei riconoscimenti ai beneficiari delle erogazioni”. “L’auspicio finale è che qualunque sia il sistema adottato, questo consenta a Csea di continuare a garantire, come fatto finora, una gestione corretta tempestiva e adeguata dei rilevanti e diversificati meccanismi regolatori nei settori energetico-ambientali in un quadro di bilanciamento che pur con le dovute flessibilità – ha precisato Manzo -, consenta di garantire riscossione e regolazione per i rilevanti diversi obiettivi sociali e di sviluppo economico che riguardando cittadini e imprese”.

MANZO: CANONE RAI? ELEMENTI POSITIVI E DI PREOCCUPAZIONE

“A completamento del discorso – ha aggiunto Manzo – si segnala l’opportunità che anche piccoli strumenti possano essere messi a punto come la possibilità di consentire ai venditori di accedere ai profili di buoni o cattivi pagatori o all’adozione dell’elenco accreditato dei venditori da parte del ministero Sviluppo economico”. Altro elemento evidenziato da Manzo è che le pronunce giurisprudenziali “hanno intaccato l’aspetto delle garanzie. Csea ha infatti un rapporto con i distributori sulla movimentazioni” e “un meccanismo che consente di mantenere in equilibrio il sistema senza avere percezione della morosità”. Canone Rai? “Non abbiamo gli elementi per dire quanto sia funzionante il modello che senza dubbio ha qualche elemento di positività ma anche qualche elemento di preoccupazione – ha ammesso il commissario di Csea -. Ragionando, il modello Rai è riferito a una cifra fissa da recuperare; qui la situazione è completamente diversa perché riguarda componenti articolate che non sono fisse ma variabili e dipendono da potenza impegnata e tipologia del cliente”. “Gli aspetti di preoccupazione – ha aggiunto – sono nel caso in cui il meccanismo di terziarizzazione non sia più sul fatturato ma sull’incassato” dove “ci potrebbero essere criticità nell’equilibrio del gettito. Insomma andrebbe costruito un meccanismo che dia garanzie anche del recupero dei crediti e della relativa tempistica. Ad oggi abbiamo tempistiche di pochi giorni e a noi questo meccanismo preme sia mantenuto”. bollette

ANTOGNAZZA: GIACENZE DI CASSA INTACCATE DA CONTENIMENTI TARIFFARI

Per quanto riguarda le giacenze della Cassa “la situazione è stata particolarmente intaccata negli ultimi due trimestri di aggiornamento tariffario perché l’Autorità (Arera, ndr) è stata costretta a intervenire per contenere gli aumenti tariffari che se avessero trasferito gli incrementi dei prodotti energetici tal quale avrebbero provocato aumenti a doppia cifra – ha sottolineato il direttore generale di Csea Enrico Antognazza nel corso dell’audizione -. Per contenerli a una singola cifra sono stati quindi adottati provvedimenti che hanno deciso una seria riduzioni delle giacenze di casse per circa un miliardo, 460 milioni nei due trimestri. Le disponibilità di cassa che prevediamo a fine anno, tenuto conto delle isteresi del sistema – nel senso che i versamenti delle componenti tariffarie riscosse dai venditori avvengono attraverso i distributori nel secondo mese successivo a quello di fatturazione e abbiamo un certo ritardo nel gettito – stimano una disponibilità netta a fine anno di 2,5 miliardi. In sé – ha aggiunto Antognazza – potrebbe apparire rilevante ma se confrontata con i movimenti che ci troviamo a gestire rispetto ai conti principali legati alle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica nei settori elettrico e gas e agli interventi per gli energivori che coinvolgono una pluralità di soggetti nuovi, vediamo che queste giacenze non sono elevate”.

ENTRO FINE ANNO LA GARA PER GLI ISTITUTI CASSIERI DI CSEA

“Oltretutto le previsioni che ha fatto Arera sui trasferimenti dei contenimenti degli aumenti tariffari attraverso la leva delle giacenze presso la Cassa, prefigurano una situazione destinata a continuare nel 2019. Il ciclo degli aumenti dei prodotti petroliferi è un ciclo lungo, mitigato per fortuna solo dalla riduzione delle quotazioni dell’Ets che hanno dato un po’ di respiro ma sono destinate a durare per tutto il 2019. Nel grafico di Arera si prefigurava di arrivare a livelli particolarmente pericolosi a meno di interventi di recupero nel secondo e terzo trimestre 2019. Da queste giacenze deriviamo inoltre proventi positivi che riversiamo integralmente sui conti. Abbiamo in corso di rinnovamento la gara per gli istituti cassieri a fine anno e probabilmente gli interessi spuntati in questi ultimi anni non li avremo più perché non credo che le banche abbiano interesse ad avere liquidità e sono particolarmente attente al discorso delle destinazioni piuttosto che degli impieghi”, ha concluso il direttore di Csea.