Mentre il Commissario Jorgensen annuncia il bando totale alle molecole di Mosca, l’Italia guida il fronte per il riconoscimento del nucleare come fonte sostenibile nella tassonomia UE. E chiede maggior coinvolgimento nella pianificazione delle infrastrutture energetiche
L’Unione Europea si prepara a una svolta radicale per recidere definitivamente ogni legame energetico con la Federazione Russa, mentre affronta le turbolenze dei mercati innescate dal conflitto in Medio Oriente. Il Commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, arrivando al Consiglio UE Energia a Bruxelles, ha annunciato che l’Europa non intende ripetere gli errori del passato: è stata approvata una legge per vietare l’importazione di gas russo e verrà presto proposto un provvedimento analogo per il petrolio.
Si delinea, insomma, una strategia di totale indipendenza energetica, supportata dal lavoro incessante degli ucraini per riparare l’oleodotto Druzhba, come confermato dallo stesso Jorgensen dopo un incontro mattutino con i rappresentanti di Kiev.
LO SHOCK DEI PREZZI E LA CRISI NELLO STRETTO DI HORMUZ
Sebbene la sicurezza degli approvvigionamenti non sia attualmente a rischio, l’Unione Europea deve fare i conti con una preoccupante volatilità dei costi. Jorgensen ha chiarito che l’UE non dipende in modo marcato dalle forniture di gas e petrolio provenienti dal Medio Oriente, ma risente inevitabilmente dell’aumento delle quotazioni mondiali. “Abbiamo un problema di prezzi, perché quando i prezzi sul mercato mondiale salgono, ovviamente questo ha ripercussioni anche su di noi”, ha spiegato il Commissario.
A metà mattinata, i future del gas al TTF di Amsterdam hanno registrato un balzo del 4,16%, attestandosi a 52,19 euro al megawattora. La situazione è aggravata dalla guerra ingaggiata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha spinto il presidente Donald Trump a chiedere agli alleati di difendere l’apertura dello stretto di Hormuz, minacciando ripercussioni in ambito NATO in caso di mancata collaborazione. Questo scenario sarà discusso direttamente dai capi di Stato e di governo giovedì e venerdì prossimi.
PREPARAZIONE E MISURE A BREVE TERMINE PER GLI STATI MEMBRI
La Commissione Europea è consapevole che la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. Per questo motivo, Jorgensen ha sottolineato la necessità di prepararsi ad adottare misure d’emergenza a breve termine per sostenere gli Stati membri. Rispetto alla crisi del 2022, l’Unione si trova in una posizione di maggiore forza grazie alla diversificazione delle forniture e a un sistema in cui il gas determina il prezzo dell’elettricità per un numero inferiore di ore.
Tuttavia, la linea di condotta generale, che sembra godere di un ampio consenso tra i ministri, prevede di accelerare sui piani che risolvano i colli di bottiglia infrastrutturali ancora presenti nel continente, ascoltando le preoccupazioni specifiche di ogni Paese per giungere a soluzioni condivise.
ACCELERAZIONE SU RINNOVABILI E INTERCONNESSIONI DI RETE
Per abbattere strutturalmente i prezzi dell’energia, la Commissione punta su due pilastri: l’implementazione massiccia delle rinnovabili e il potenziamento delle interconnessioni. Jorgensen ha ribadito l’urgenza di ridurre drasticamente i tempi di autorizzazione per i nuovi impianti, definendo il dibattito odierno sul “pacchetto reti” come estremamente tempestivo.
“Sappiamo per certo che ci sono due cose che faranno scendere i prezzi in Europa: energie rinnovabili il più velocemente possibile ed essere più interconnessi”, ha dichiarato il Commissario, evidenziando come l’integrazione del sistema energetico europeo sia l’unica strada per capitalizzare le riforme attuate dopo la crisi energetica seguita all’invasione dell’Ucraina.
L’ITALIA E L’ALLEANZA PER IL NUCLEARE SOSTENIBILE
Parallelamente ai lavori del Consiglio, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha partecipato alla riunione dell’Alleanza per il nucleare, organismo che riunisce 15 Stati membri. L’Italia, entrata nel gruppo il 16 giugno 2025, sostiene con forza la revisione del trattamento dell’energia atomica nella Tassonomia UE.
L’obiettivo è superare l’attuale classificazione del nucleare come “attività transitoria” per riconoscerlo come “attività sostenibile” a pieno titolo. Secondo Pichetto, questo passaggio è fondamentale per garantire l’accesso ai capitali e agli strumenti finanziari comunitari necessari a decarbonizzare il sistema e rafforzare la resilienza energetica europea.
TECNOLOGIE AVANZATE E AUTONOMIA STRATEGICA LONG-TERM
L’impegno italiano si concentra in particolare sugli Small Modular Reactors (SMR), considerati una tecnologia di riferimento per il futuro nazionale. Il Ministro ha espresso pieno supporto alla Strategia europea sugli SMR, mirata a rafforzare la cooperazione tra industria, Stati e autorità regolatorie per accelerarne la commercializzazione.
“L’Italia guarda con interesse alle prospettive di sviluppo delle tecnologie nucleari avanzate, in particolare SMR, reattori avanzati e fusione”, ha concluso Pichetto Fratin, ribadendo che il conseguimento degli obiettivi climatici e di sicurezza dell’Unione richiede il contributo di tutte le fonti decarbonizzate, in linea con il principio di neutralità tecnologica sostenuto anche dalla Presidente von der Leyen.
PICHETTO, ITALIA CHIEDE MAGGIORE COINVOLGIMENTO STATI MEMBRI NEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del Consiglio Energia è intervenuto sul Pacchetto europeo sulle reti.
“L’Italia – ha detto il ministro Pichetto – ritiene che lo sviluppo delle infrastrutture energetiche sia un elemento indispensabile per perseguire la transizione energetica e conseguire gli sfidanti obiettivi climatici europei. Stiamo pertanto seguendo con attenzione il negoziato sulle proposte legislative del pacchetto reti, il nuovo Regolamento TEN-E e la Direttiva permitting”. “Riscontriamo alcune migliorie sui testi legislativi – ha aggiunto il ministro italiano – ma riteniamo che sia necessario intervenire ulteriormente”.
“L’Italia – ha sottolineato il ministro Pichetto – vede con sfavore una ulteriore centralizzazione dei processi di pianificazione e progettazione delle infrastrutture transfrontaliere e chiede un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nel processo di pianificazione delle infrastrutture energetiche. Siamo favorevoli – ha aggiunto Pichetto Fratin – a una maggiore cooperazione fra Stati membri, purché siano mantenuti criteri equi di ripartizione dei costi dei progetti che tengano in debito conto le caratteristiche dei progetti e l’accordo degli Stati”.
“In merito alle procedure autorizzative, accogliamo con favore la volontà di snellire e velocizzare tali procedure. Notiamo – ha evidenziato il ministro italiano – che una buona parte delle misure proposte sono già in linea con il Testo Unico Rinnovabili, una riforma normativa nazionale adottata nel 2024 e aggiornata nel 2025, con l’obiettivo di razionalizzare i regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio di impianti di energia rinnovabile. Tuttavia – ha aggiunto – anche sulle nuove norme riguardanti le procedure autorizzative abbiamo riscontrato alcune criticità che abbiamo sollevato e porteremo avanti a livello tecnico. Auspichiamo – ha concluso il ministro Pichetto Fratin – che le negoziazioni vadano nel senso di superare queste criticità e consentano agli Stati di soddisfare i propri fabbisogni infrastrutturali in linea con le sfide che ci aspettano”.


