Il nuovo regolamento UE stabilisce una riduzione netta dei gas serra del 90% rispetto al 1990 e posticipa al 2028 l’operatività del mercato del carbonio per i settori edilizia e trasporti.
L’Unione Europea ha ufficialmente formalizzato il percorso che la condurrà alla neutralità carbonica entro la metà del secolo, inserendo un tassello fondamentale tra gli obiettivi già fissati per il 2030 e la meta finale del 2050. L’adozione del Regolamento (UE) 2026/667, firmato l’11 marzo 2026 e pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale europea (serie L del 18 marzo 2026), che impone un traguardo climatico intermedio vincolante: una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra pari al 90% rispetto ai livelli del 1990. Questo provvedimento, che modifica la precedente “Normativa europea sul clima” (Regolamento 2021/1119), non si limita a fissare un numero, ma delinea una strategia complessa che tocca la competitività industriale, l’uso di tecnologie innovative e la protezione delle fasce sociali più deboli, garantendo al contempo una maggiore flessibilità temporale per l’avvio del sistema di scambio di quote di emissione (ETS2) nei settori più sensibili.
IL NUOVO ASSETTO DELLA NORMATIVA EUROPEA SUL CLIMA
Il regolamento sancisce l’inserimento dell’obiettivo 2040 come obbligo legislativo, seguendo le raccomandazioni contenute nella comunicazione della Commissione del 6 febbraio 2024 intitolata “Un futuro sicuro”. Tale decisione poggia sulle analisi del primo bilancio globale relativo all’accordo di Parigi e sulla necessità di accelerare gli interventi supplementari per stabilizzare il riscaldamento globale.
TECNOLOGIE NEUTRE E INTEGRAZIONE DEGLI ASSORBIMENTI
Un elemento chiave della nuova strategia è l’approccio tecnologicamente neutro. Il regolamento include espressamente tutte le soluzioni energetiche a zero o basse emissioni: dalle rinnovabili al nucleare, dall’efficienza energetica allo stoccaggio, fino alle tecnologie di cattura e sequestro del carbonio (CCS e CCU).
IL PESO DEI CREDITI INTERNAZIONALI E IL MERCATO GLOBALE
Dal 2036, il regolamento ammette l’uso di crediti internazionali di alta qualità per coprire al massimo il 5% delle emissioni nette registrate nel 1990.
RINVIO DELL’ETS2 E CRONOPROGRAMMA DEI PROSSIMI ADEMPIMENTI
Una delle modifiche più significative riguarda l’operatività del sistema di scambio di quote per l’edilizia e il trasporto stradale. Per garantire una transizione più morbida, il funzionamento dell’ETS2 è stato posticipato al 2028.
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