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L’Iran spinge l’acceleratore su South Pars

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Al via quattro nuove fasi di sviluppo dell’immenso giacimento che arrivano nel bel mezzo delle sanzioni Usa. Per Teheran è fondamentale puntare sull’export

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha lanciato ufficialmente quattro nuove fasi di sviluppo dell’immenso giacimento di gas offshore di South Pars, il più grande del mondo. Secondo il tweet del ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh, la nuova fase aggiungerà 110 milioni di metri cubi alla produzione giornaliera del campo.

PER COMPLETARE IL PROGETTO INVESTITI 11 MILIARDI DI DOLLARI

iranReuters ha sottolineato che l’Iran ha investito 11 miliardi di dollari per completare le quattro fasi. La settimana scorsa, il ministro Zanganeh aveva evidenziato che South Pars sarebbe stato completato da almeno 27 fasi di sviluppo entro l’anno aggiungendo che la produzione dal campo avrebbe raggiunto più di 750 milioni di metri cubi. Il totale dell’Iran fino ad oggi è pari a 841 milioni di metri cubi al giorno di produzione, che dovrebbe salire a 880 milioni di metri cubi al giorno entro marzo e 950 milioni di metri cubi al giorno nell’anno successivo. Secondo Zanganeh, che ha parlato in una conferenza stampa nella città meridionale di Asaluyeh sabato sera, il paese dovrebbe raggiungere il Qatar in termini di upstream.

I FRANCESI DI TOTAL E I CINESI DI CNPC HANNO FRENATO DOPO LE SANZIONI USA

Per quanto riguarda il progetto di sviluppo della fase 11 di South Pars, la più corposa, il ministro del petrolio ha evidenziato che una delegazione cinese di alto profilo aveva in programma un viaggio a Teheran per prendere in considerazione lo sviluppo del progetto. Questa fase di South Pars doveva inizialmente essere sviluppata dai cinesi di CNPC e dai francese di Total e cinese in collaborazione con la compagnia petrolifera nazionale locale. Tuttavia, da quando sono scattate le sanzioni degli Stati Uniti lo scorso novembre, Total è stata costretto a ritirarsi e ad abbandonare il progetto. All’epoca, le aspettative erano che CNPC avrebbe rilevato la sua quota del 50,1% del progetto continuando a lavorarci da sola. Tuttavia, il gigante statale cinese ha poi fatto marcia indietro a causa della sostanziale esposizione al sistema bancario statunitense, che ha effettivamente messo fine ai lavori della Fase 11. Ora, ha ammesso Zanganeh, l’Iran è in trattative con la società cinese per riprendere i lavori sul progetto, dato che la Cina è una destinazione importante per il gas iraniano.

ANCHE LA SITUAZIONE DELL’EXPORT BLOCCATA CON LE SANZIONIIran

Bloccata, invece, la situazione per quanto riguarda l’export. Il giacimento di South Pars è il più grande giacimento di gas del mondo, condiviso da Iran e Qatar. Il progetto di sviluppo ventennale, di cui Total e CNPC facevano parte, prevedeva di portare la produzione di gas dal campo a 2 miliardi di metri cubi di gas al giorno. Ora, l’Iran sta procedendo da sola, a quanto pare, e sta pianificando di spingere l’acceleratore proprio sull’export. Il round di licenze per l’esportazione di gas in Oman è pronto anche se, ha aggiunto il ministro, a causa delle sanzioni nessun operatore internazionale ha finora presentato offerte per sviluppare i progetti. “Per quanto riguarda le esportazioni di gas verso il Pakistan, giuridicamente parlando, siamo nella posizione di ricorrente, e loro hanno presentato delle scuse politiche, dicendo che sono sotto la pressione degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita, ma abbiamo un contratto valido – ha detto il ministro -. Il Pakistan non troverà gas a prezzi inferiori a quelli iraniani. Avevamo anche proposto di esportare gas attraverso l’Iraq ma gli iracheni ci hanno accompagnato solo verbalmente in questo”, ha aggiunto Zanganeh.

SOUTH PARS È DI CRESCENTE IMPORTANZA PER L’ECONOMIA IRANIANA

South Pars è di crescente importanza per l’economia iraniana, con condensati a gas e prodotti del settore in crescita del 15% in valore e del 9% in volume nell’ultimo mese, secondo l’agenzia di stampa statale Islamic Republic News Agency (IRNA). Gli acquirenti vanno dagli Emirati Arabi Uniti a Norvegia, Cina, India e Belgio. Circa 152.000 barili/giorno di condensati di gas saranno prodotti dall’espansione di South Pars per alimentare la raffineria Persian Gulf Star per produrre benzina, gasolio e altri derivati, secondo Saeed Mohammad, a capo di Khatam al Anbiya, il general contractor delle quattro fasi di espansione del campo. L’incremento di South Pars produrrà anche 5.800 tonnellate al giorno di GPL, 5.500 tonnellate al giorno di etano e 800 tonnellate al giorno di zolfo, ha affermato l’uomo alla televisione di stato iraniana.