Il Ministero delle Infrastrutture recepisce la direttiva UE per integrare intelligenza artificiale e guida connessa nella mobilità nazionale. Nuove regole per la sicurezza stradale, la gestione dei dati multimodali e il monitoraggio del traffico in tempo reale.
L’Italia compie un passo decisivo verso la digitalizzazione integrale delle proprie arterie stradali e dei servizi di mobilità. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, entra ufficialmente in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che recepisce la direttiva europea 2023/2661/UE. Il provvedimento, siglato il 26 gennaio scorso dal titolare del MIT di concerto con i Ministri dell’Interno e dell’Università e della Ricerca, riscrive il quadro normativo nazionale per la diffusione degli ITS (Intelligent Transport Systems). L’obiettivo è armonizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate a veicoli, infrastrutture e gestione del traffico, puntando a ridurre drasticamente la congestione, le emissioni inquinanti e i rischi per la sicurezza degli utenti della strada.
NUOVE COORDINATE PER IL TRASPORTO DIGITALE
Il decreto definisce i Sistemi di Trasporto Intelligenti come l’applicazione di tecnologie informatiche e di comunicazione ai sistemi di trasporto, con strumenti che spaziano dalle applicazioni per gli smartphone ai sensori di bordo. La normativa introduce concetti chiave come la “continuita’ dei servizi”, ovvero la capacità di garantire prestazioni ininterrotte sulle reti europee, e l’interoperabilità, che permette a processi commerciali e industriali diversi di scambiare dati senza frizioni. Un’attenzione particolare è rivolta agli “utenti della strada vulnerabili”, includendo pedoni, ciclisti, motociclisti e persone con disabilità, per i quali i servizi ITS devono essere progettati senza discriminazioni d’accesso.
I QUATTRO SETTORI PRIORITARI D’INTERVENTO
Per organizzare lo sviluppo tecnologico, il legislatore ha individuato quattro ambiti d’azione fondamentali. Il primo settore riguarda i servizi informativi per la mobilità; il secondo si concentra sulla gestione del traffico e dei trasporti; il terzo punta alla sicurezza stradale, mentre il quarto è dedicato alla sfida più avanzata: la mobilità cooperativa, connessa e automatizzata (CCAM). La fotografia scattata dal provvedimento chiarisce che ogni intervento dovrà rispettare i principi di efficacia, economicità di impiego e proporzionalità, tenendo conto delle specificità locali e regionali italiane.
REQUISITI TECNICI PER UNA DIFFUSIONE CAPILLARE
La progettazione degli ITS deve d’ora in poi soddisfare criteri di retrocompatibilità, assicurando che le nuove soluzioni possano dialogare con i sistemi già esistenti senza bloccare l’innovazione futura.
AZIONI STRATEGICHE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti promuoverà l’adozione di standard tecnici comuni e una nuova classificazione delle strade basata sui servizi tecnologici presenti, come telecamere, sensori e sistemi di pagamento automatico dei pedaggi.
LO SCAMBIO DATI E GLI STANDARD EUROPEI
Per garantire informazioni affidabili, il decreto impone ai gestori di strade, nodi logistici, aeroporti e aziende di trasporto di mantenere banche dati costantemente aggiornate.
LOGISTICA URBANA E GESTIONE DELLE FLOTTE
Sul fronte del trasporto merci e viaggi, l’obiettivo è favorire la creazione di database per le “flotte regolamentate”, come bus turistici e veicoli per la logistica.
SICUREZZA STRADALE E MONITORAGGIO INFRASTRUTTURALE
Il settore della sicurezza beneficerà di sistemi di monitoraggio costante dello stato dell’asfalto e delle opere d’arte, ottimizzando la manutenzione.
VERSO LA GUIDA AUTOMATIZZATA E IL SISTEMA E-CALL
Per la mobilità del futuro, il decreto definisce le specifiche tecniche dello scambio dati V2V (veicolo-veicolo) e V2I (veicolo-infrastruttura).
TUTELA DELLA PRIVACY E PIANO D’AZIONE QUINQUENNALE
Il trattamento delle informazioni dovrà rispettare rigorosamente il GDPR, privilegiando l’anonimizzazione dei dati laddove possibile.
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