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L’Oman vuole ristrutturare il settore oil & gas per raccogliere fondi

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Le attuali condizioni di mercato rendono tuttavia improbabile che l’Oman raggiunga a breve una decisione.

L’Oman, il più grande produttore di petrolio del Medio Oriente non affiliato a Opec, sta valutando diverse opzioni per ristrutturare le sue compagnie petrolifere e del gas controllate dallo Stato per fornire un’iniezione di liquidità al bilancio del Paese, pur continuando a pianificare l’aumento della produzione.

SI VA VERSO LA CREAZIONE DI UNA NUOVA COMPAGNIA PETROLIFERA NAZIONALE?

Secondo quanto raccolto da S&P Global Platts che ha parlato con fonti ministeriali, le opzioni includono la creazione di una nuova compagnia petrolifera nazionale, la modifica della struttura della Petroleum Development Oman (PDO), di proprietà semi-pubblica, per consentirle di aumentare il proprio debito, o la quotazione o la cessione di una parte di OQ società internazionale che opera in 15 paesi nell’intera catena del valore dall’esplorazione e produzione alla commercializzazione e distribuzione di prodotti per utenti finali.

O FORSE LA CESSIONE DI UNA PARTE DELLE QUOTE

Il paese potrebbe anche prendere in considerazione la vendita di una quota della compagnia statale, allo stesso modo di quando Petronas ha acquistato una quota del 10% del progetto del gas Khazzan gestito dalla BP in Oman alla fine del 2018. “Sono in corso sessioni di discussione per esaminare diverse opzioni – ha detto la fonte -. Tutto è in fase iniziale”.

LE ATTUALI CONDIZIONI DI MERCATO FRENANO LE SCELTE

Le attuali condizioni di mercato rendono improbabile che l’Oman raggiunga presto una decisione. I prezzi del greggio sono crollati dopo che Arabia Saudita e Russia, due dei maggiori produttori di petrolio del mondo, non sono riuscite a trovare un accordo sull’estensione dei tagli alla produzione, ponendo le basi per una potenziale guerra dei prezzi tra i principali paesi produttori. Non solo. Le grandi compagnie petrolifere potrebbero anche trovarsi sotto pressione e tagliare i loro piani di investimento e i dividendi degli azionisti quest’anno. Questo potrebbe rendere ancora più difficile per l’Oman raccogliere il denaro che cerca.

L’OMAN HA BISOGNO DI 5-6 MILIARDI PER IL SUO BILANCIO

L’Oman ha bisogno di raccogliere tra i 5 e i 6 miliardi di dollari quest’anno per equilibrare il bilancio, secondo fonti bancarie.

Le entrate del settore degli idrocarburi rappresentano circa l’80% del bilancio nazionale del sultanato, che è stato colpito da anni di bassi prezzi del petrolio ed è in deficit. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il prezzo del petrolio necessario al paese per pareggiare il bilancio quest’anno è di 85,90 dollari al barile. Il greggio Brent, tuttavia, è stato scambiato a 36,95 dollari al barile in queste ore.

OBIETTIVO DI PRODUZIONE

PDO pompa 630.000 b/g di petrolio e ha un obiettivo di produzione di 700.000 b/g entro cinque anni. Cambiare la struttura dell’azienda per renderla un’entità più indipendente, piuttosto che uno sviluppatore e un operatore per conto del governo, significherebbe per l’azienda attingere finanziamenti dai mercati del debito, ha detto la fonte governativa.

Attualmente, la maggior parte dei fondi della Petroleum Development Oman sono forniti dal governo, e cambiare la struttura della società solleverebbe il governo da questo onere, ha detto la fonte.

Il budget dell’azienda per il 2020 è di circa 7,5 miliardi di dollari, che copre le spese in conto capitale e le spese operative. Circa il 40% del budget è finanziato da azionisti esterni, il resto è denaro del governo. L’Oman ne possiede il 60%, mentre Shell ne detiene il 34%, Total 4% e Partex 2%.

Petroleum Development Oman ha anche dichiarato di voler cedere alcune dei suoi asset a upstream a maggiore intensità di capitale. Sotto l’istruzione del governo dell’Oman, l’azienda ha già venduto parti del blocco 6: le sei licenze offerte quest’anno dall’Oman dai blocchi 58, 70, 73, 74, 75 e 76 sono state ricavate proprio da questo blocco anche se ancora essere assegnate.

OQ può vendere dal 20% al 25% delle sue azioni in una IPO, sia attraverso una quotazione pubblica che privatamente. Tuttavia, ha concluso la fonte di S&P non ci sono stati colloqui con potenziali investitori per ora.