Nelle ultime settimane la siccità e le temperature eccezionalmente elevate hanno portato i livelli del Danubio su valori molto bassi, con effetti significativi sulla produzione elettrica europea
La Commissione Europea ha convocato d’urgenza una riunione straordinaria del Gruppo di Coordinamento per l’Elettricità per martedì prossimo, con i Paesi dell’Unione Europea, la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione (ENTSO-e), i centri di coordinamento regionali competenti e il Segretariato della Comunità dell’Energia, per discutere della sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica nell’Europa centrale e sudorientale.
Come spiega El Periodico de la Energia, il dibattito si è svolto in un contesto di temperature persistentemente elevate e livelli idrici storicamente bassi, fattori che mettono sotto pressione la produzione e la domanda di energia elettrica in queste regioni, in particolare le centrali nucleari, alcune delle quali sono state costrette a chiudere quest’estate.
I LIVELLI DEL DANUBIO E LE CENTRALI NUCLEARI IN UNGHERIA E ROMANIA
Nelle ultime settimane la siccità e le temperature eccezionalmente elevate hanno portato i livelli del Danubio su valori molto bassi, con effetti significativi sulla produzione elettrica europea. Il caso più evidente è quello dell’Ungheria, dove la centrale nucleare di Paks utilizza l’acqua del Danubio per il raffreddamento.
Ad inizio agosto il livello eccezionalmente basso del fiume ha costretto Paks a ridurre drasticamente la produzione, fino a circa il 10% della capacità; successivamente l’impianto è risalito intorno al 25%.
IN UNGHERIA SI È RICHIATO LO SPEGNIMENTO DELLA CENTRALE PAKS
Il 1° agosto il governo ungherese aveva addirittura prospettato lo spegnimento completo dell’impianto, che produce normalmente quasi metà dell’elettricità nazionale. Per evitare lo stop, Budapest ha adottato misure di emergenza: ha fatto affondare due chiatte lunghe circa 80 metri vicino alla centrale, con l’obiettivo di aumentare temporaneamente il livello dell’acqua di circa 20 cm, e ha avviato la costruzione di una struttura sommersa sul letto del fiume, che dovrebbe aumentarlo fino a circa un metro.
Negli ultimi giorni la situazione è leggermente migliorata: gli interventi hanno consentito di aumentare localmente il livello del Danubio di 10-15 cm e di evitare lo spegnimento completo. Paks dovrebbe progressivamente aumentare la produzione.
LO STOP ALLA CENTRALE ROMENA DI CERNAVODA
Ancora più grave la situazione in Romania, alla centrale di Cernavoda: il primo reattore era stato fermato già a fine luglio, mentre il 13 agosto è stato avviato lo spegnimento controllato del secondo, perché il livello del Danubio era sceso sotto la soglia necessaria per garantire un adeguato raffreddamento. Di conseguenza, la Romania è rimasta temporaneamente senza produzione nucleare, nonostante Cernavoda rappresenti normalmente circa il 20% della generazione elettrica nazionale. Bucarest ha dovuto compensare con importazioni, carbone, eolico e altre fonti.
PRESERVARE IL DANUBIO
Il Gruppo di Coordinamento per l’Elettricità ha confermato che la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico è stabile e che non sussistono rischi di saturazione a breve termine, sebbene si preveda che la situazione resterà tesa nelle prossime settimane.
Il Gruppo ha sottolineato l’importanza di preservare il flusso del Danubio nella pianificazione e nell’attuazione di iniziative nazionali che prevedono interventi sul fiume per innalzare il livello dell’acqua e quindi favorire la produzione di energia.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere uno stretto coordinamento, anche con i gestori delle reti di trasmissione e i centri di coordinamento regionali, e di garantire che il mercato unico dell’elettricità continui a consentire la fornitura di energia elettrica ai Paesi in cui è più necessaria.
La Commissione Europea continuerà a monitorare la situazione in tutta Europa, sostenendo azioni coordinate laddove necessario e mantenendo una comunicazione regolare con i Paesi UE e con ENTSO-E e con il Segretariato della Comunità dell’energia.

