La Commissione Europea, nella proposta che presenterà domani, dovrebbe abolire l’invalidazione di alcuni permessi nella Riserva di Stabilità del Mercato (MSR), un meccanismo che controlla l’offerta nel mercato del carbonio
Il mercato europeo del carbonio sta ridimensionando le aspettative sull’entità degli interventi governativi, mentre Bruxelles cerca di alleviare l’onere dei costi energetici per l’industria pesante della regione, in difficoltà.
La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, di recente ha dichiarato che l’UE affronterà la componente del carbonio nei prezzi dell’energia quando effettuerà delle revisioni per contribuire a contenere i costi dell’energia. Dopo le dichiarazioni di Von der Leyen, i future sul carbonio hanno toccato il minimo da quasi un anno, a causa delle speculazioni su una spinta verso misure drastiche per ridurre i prezzi.
LA “RISERVA DI STABILITÀ” DEL MERCATO DEL CARBONIO
Tuttavia, secondo quanto riferito da alcune fonti, la Commissione, in una proposta a breve termine che sarà presentata domani, abolirà l’invalidazione di alcuni permessi nella Riserva di Stabilità del Mercato (MSR), un meccanismo che controlla l’offerta nel mercato del carbonio, lasciando invariate le soglie di volume e il tasso di assorbimento. Dopo che Bloomberg ha riportato la notizia del piano, il prezzo del carbonio è balzato fino al 3,2%.
La proposta significa in sostanza che l’Unione Europea mira a limitare la volatilità dei prezzi del carbonio aumentando il numero di permessi che può mantenere nella riserva per potenziali rilasci futuri, in caso di oscillazioni dei prezzi.
IL MECCANISMO ETS NON VERRÀ SOSPESO
Si tratterebbe di una mossa meno aggressiva di quanto alcuni operatori avessero previsto in seguito alle richieste dei politici di indebolire significativamente – o addirittura sospendere – il Sistema di Scambio di Quote di Emissione dell’Unione Europea (ETS).
“Se la proposta finale riguarda solo la clausola di invalidazione, ciò avrà effettivamente un impatto strutturalmente rialzista sulle quote di emissione UE, poiché di fatto elimina il premio di rischio legato a eventuali shock di offerta più drastici a breve termine”, ha affermato Marcus Ferdinand, responsabile dell’analisi della società di consulenza Veyt.
I PREZZI DEL CARBONIO HANNO RAGGIUNTO LIVELLI RECORD
I Paesi membri dell’Unione Europea temono che gli elevati costi del carbonio graveranno ulteriormente sulle imprese, già sotto pressione a causa di prezzi superiori a quelli dei settori concorrenti negli Stati Uniti e in Cina.
I piani europei per rilanciare il settore manifatturiero e renderlo competitivo a livello globale dipendono in larga misura dalla capacità delle autorità di ridurre le bollette energetiche per l’industria. Anche il conflitto con l’Iran ha acuito l’attenzione sulla questione. I prezzi del carbonio sono rimbalzati di circa il 17% dal minimo toccato il 19 marzo, e ieri hanno raggiunto il livello più alto da oltre due settimane.
PER L’UE L’ETS NON È LA PRINCIPALE CAUSA DELL’AUMENTO DEI PREZZI DELL’ENERGIA
Il meccanismo MSR (Marginal Sector Reservoir) è diventato un elemento chiave dell’ETS nel 2019, quando ha iniziato ad assorbire quote aggiuntive dal mercato, se veniva raggiunta una determinata soglia di quote in circolazione. L’attuale normativa invalida tutte le quote detenute nella riserva il 1° gennaio di ogni anno al di sopra della soglia di 400 milioni.
La modifica pianificata dalla Commissione UE non immetterà immediatamente sul mercato dei volumi di quote dalla riserva. Bruxelles ha una politica di lunga data di non commentare documenti non pubblicati. Secondo Francesco Martoccia, analista di Citigroup, “la modifica pianificata conferma che la Commissione non considera l’ETS il principale fattore alla base dell’aumento dei prezzi dell’energia. È anche un segnale che la riforma più ampia, in programma entro la fine dell’anno, probabilmente sarà meno incisiva di quanto il mercato si aspetti”.
I PARAMETRI DI RIFERIMENTO PER L’EFFICIENZA DEL CARBONIO
Secondo alcune fonti, che hanno chiesto di restare anonime, domani Bruxelles presenterà anche una proposta di aggiornamento dei parametri di riferimento per l’efficienza del carbonio. I parametri di riferimento sono degli indici che determinano quanti permessi gratuiti possono ottenere determinate aziende per raggiungere le quote di emissioni.
Sebbene i nuovi parametri di riferimento siano legalmente vincolati a riflettere gli sviluppi e i miglioramenti tecnologici, secondo le fonti la Commissione si avvarrà della flessibilità prevista dalle leggi vigenti per determinare i valori per il periodo 2026-2030.
Le industrie ad alta intensità energetica hanno chiesto il congelamento dei parametri di riferimento per evitare adeguamenti troppo rigidi, che potrebbero portare alla chiusura di stabilimenti. Dopo gli adeguamenti a breve termine, la Commissione UE entro luglio dovrebbe presentare una revisione più ampia del sistema ETS per adeguarlo al nuovo obiettivo del 2040 di ridurre le emissioni di gas serra del 90% rispetto ai livelli del 1990.
IL NUOVO OBIETTIVO CLIMATICO EUROPEO
Nell’ambito dell’accordo sul nuovo obiettivo climatico raggiunto dai negoziatori UE lo scorso dicembre, la revisione del sistema ETS dovrà rallentare il ritmo delle riduzioni annuali delle emissioni per evitare che, secondo l’attuale configurazione del sistema, il tetto massimo scenda a zero nel 2039. I governi vogliono inoltre garantire che le quote gratuite vengano eliminate gradualmente con l’introduzione progressiva del prelievo sul carbonio alle frontiere.
Alcuni Paesi membri ed europarlamentari hanno chiesto anche una revisione più approfondita del Regolamento sui Requisiti di Quota (MSR), l’inclusione delle emissioni negative nel mercato del carbonio e un ruolo maggiore dei crediti importati.
La riforma includerà anche l’ETS Investment Booster, uno strumento di finanziamento per gli Stati membri a basso reddito volto a sostenere i progetti di decarbonizzazione industriale. Si baserà su 400 milioni di quote e si prevede che genererà circa 30 miliardi di euro.
I dettagli sulla tempistica e sulla struttura della proposta rimangono scarsi, e secondo alcuni diplomatici le quote potrebbero provenire da diverse riserve del sistema, tra cui una per i nuovi operatori.


