Sostenibilità

Arrivano ecotassa ed ecosconto in manovra

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Il sottosegretario dell’Orco: Avanti con bonus fino a 6000 euro per auto elettriche, a partire da marzo 2019. Soglia alzata sopra i 160 CO2 g/km per scoraggiare auto veramente inquinanti.

Arriva la riformulazione dell’ecotassa per le auto inquinanti e l’ecosconto per quelle ecologiche. A rassicurare sull’intervento è stato il sottosegretario alle Infrastrutture Michele dell’Orco che in un tweet in mattinata ha scritto: “Pronta versione definitiva #ecosconto, avanti con bonus fino a 6000 euro per auto elettriche, a partire da marzo 2019. Soglia alzata sopra i 160 CO2 g/km per scoraggiare auto veramente inquinanti e grossa cilindrata. Inserite risorse per 5 mln per istallazione colonnine ricarica”.

GLI INCENTIVI

auto elettrica mobilitàLa norma è presente nel pacchetto di emendamenti presentato dai relatori: si configura, di fatto, in un incentivo per le auto elettriche ed ibride che varia in relazione alla rottamazione di un’altra vettura e di un disincentivo per l’acquisto di veicoli inquinanti. Per quanto riguarda l’incentivo, si dovrebbe aggirare attorno ai 6000 euro in caso di rottamazione per l’acquisto di un veicolo elettrico e di 2.500 per le ibride e rispettivamente di 4000 e 1.500 in caso di acquisto senza restituire indietro alcuna macchina. Viene introdotta inoltre una norma per evitare l’acquisto di auto elettriche eccessivamente costose, rendendosi possibile l’erogazione degli incentivi solo di fronte ad acquisti di vetture del costo di 40-45 mila euro.

I “DISINCENTIVI”

Per quanto riguarda invece i disincentivi alle acquisto di auto inquinanti, i relatori hanno già avvertito che non si pagherà per le utilitarie. Gli scaglioni dai quali il governo dovrebbe partire dovrebbero essere superiori ai 161 CO2 g/km: fino a 175 CO2 g/km il prezzo di listino dovrebbe essere maggiorato di 1.100 euro; per poi salire in progressione a 1.600-2mila oltre i 201 CO2 g/km e 2.500 sopra i 250 CO2 g/km.

DI MAULO (FISMIC CONFSAL): PRIMA GLI ITALIANI? NO, PRIMA I COREANI auto elettriche

Chiamente non sono mancate le proteste. Il mondo dell’auto aveva già manifestato il suo disappunto per le misure volute dal governo. Ora anche sindacati e istituti di ricerca evidenziano il passo indietro: “Sembrerebbe che il Governo abbia cancellato parzialmente la cosiddetta ecotassa togliendo dal dispositivo la parte più odiosa, immaginata così dal ministro Di Maio, in cui i poveri dovevano finanziare i ricchi. “Ma ancora la normativa non va assolutamente bene perché favorisce le case produttrici di automobili estere rispetto alla casa produttrice nazionale” dichiara il leader del sindacato autonomo Fismic Confsal. “Infatti – prosegue – la Fca ha annunciato un piano industriale nel quale il decollo delle motorizzazioni elettriche avverrà solo sul mercato a partire dal 2020. Di conseguenza, se il provvedimento governativo dovesse iniziare nel 2019 aprirebbe il mercato a produttori coreani e giapponesi penalizzando l’intera filiera produttiva automotive, non solo italiana, ma anche europea. Si tratta di un provvedimento cervellotico, anche perché le macchine ibride prodotte attualmente fanno parte di una tecnologia ormai superata che garantisce un buon impatto ecologico soltanto quando il guidatore procede a 35-40 km/h, superando tale limite, sono delle volgari vetture a benzina”. “Chiediamo quindi che la compagine governativa ripensi totalmente il provvedimento che rischia di penalizzare i produttori italiani ed europei a vantaggio di quelli dell’estremo oriente. Pensiamo sia più utile, disporre delle risorse per realizzare sul territorio nazionale quella rete infrastrutturale di colonnine elettriche che oggi sono totalmente assenti soprattutto fuori dalle grandi città. A partire dal 2020, un provvedimento ecologico a sostegno delle auto elettriche, a metano e a gpl può essere utile, ma se si parte nel 2019 si rovescia la frase d’ordine slogan della campagna elettorale ‘prima gli italiani’ e si mette in pratica un triste ‘prima i coreani e i giapponesi” questo l’appello del sindacato, conclude Di Maulo “ci rivolgiamo soprattutto a Salvini che sembra più sensibile alle sorti dell’industria italiana e che quello slogan continua a urlarlo nelle piazze, ma non in Parlamento”.

MILTON FRIEDMAN INSTITUTE: MISURA PROFONDAMENTE INGIUSTA E PUNITIVA

“Il sistema di bonus-malus ambientale per le auto, che il Governo sta faticosamente mettendo a punto nella manovra finanziaria e che ha già sollevato la contrarietà del mondo produttivo industriale italiano e di quello dei concessionari, é un ulteriore stangata per il nostro Paese. Anche noi non possiamo che prendere una chiara e decisa posizione in merito: non solo la misura è profondamente ingiusta e punitiva nei confronti dei cittadini che posseggono e che acquisteranno auto di quella categoria, ma non possiamo non rilevare come si tratti di un’ennesima misura contro la crescita e lo sviluppo economico del Paese, che andrà senza dubbio ad impattare sui consumi, sulla produttività e sull’industria, favorendo per paradosso il mercato estero”, ha commentato Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo del Milton Friedman Institute.